Barbara. L’estate dei miei desideri. La Compagnia del Cigno di

9788839717603_0_221_0_75Buonasera cari miei amici, oggi vi parlo di uno dei libri tratti dalla serie televisiva La compagnia del Cigno. In questo libro incontriamo Barbara.

Vediamo di cosa parla il romanzo

Trama

Se c’è una ragazza corteggiata, tra le tante che frequentano il Conservatorio di Milano, quella è proprio Barbara, studentessa di pianoforte e oboe. La priorità di Barbara, però, è lo studio, anche perché, oltre al Conservatorio, frequenta il liceo classico e la madre Vittoria si aspetta da lei sempre il meglio. Ci sono cose, però, che non si possono programmare e che quando arrivano ti sconvolgono la vita: una di queste è l’amore, e Barbara ancora non sa che è la più potente di tutte.

Ho apprezzato questo libro in quanto leggendo questo libro potremmo conoscere meglio Barbara, la protagonista del La Compagnia del Cigno.  Andremo a conoscere alcuni retroscena che la fiction non ci ha svelato. Mi è piaciuto molto come l’autore di questo libro abbia descritto in modo completo il personaggio facendolo amare ancora di più a chi già lo conosce.

Durante la lettura ho estrapolato una piccola parte

Decido di farlo dopo essere andata a spiarlo, come al solito, alle sue prove. Mi piace così tanto guardarlo. Lui suona, spesso a occhi chiusi, con il violino appoggiato sotto il mento, ed è bellissimo. Non ho altre parole per descriverlo. Mi strappa il cuore l’idea che non potrò più venire qui a mangiarmelo con gli occhi dopo aver finito la mia lezione di pianoforte. Il brano, la prima sonata di Bach, finisce. Simone riapre gli occhi, mi vede, mi sorride. “Ehi, piccola” mi dice vedendomi incontro. E allora non riesco più a trattenermi. Mi butto con la faccia sul suo petto e comincio a piangere. Non mi importa se gli altri attorno ci stanno guardando. “Che succede?” mi chiede lui più volte, ma io non sono in grado di parlare. “Vuoi dirmelo?”. Alla fine, quando usciamo dall’istituto, sotto il cielo azzurro di Roma, uno di quelli che fra poco non vedrò più, gli confesso tutto quanto. Glielo confesso quasi come fosse una mia colpa.. Lui non dice nulla, sembra sotto shock quanto me. Poi però ecco l’estate, la sua partenza per le vacanze, la mia partenza e quando a inizio settembre ci rivediamo, sappiamo che è il momento di dirci addio, stavolta sul serio. La casa è piena di scatoloni, un camioncino li verrà a prenderli per portarli a Milano […]

Chi avrà apprezzato la serie tv La Compagnia del Cigno, sono sicura che apprezzarà i libri. Ora vi saluto e dandovi l’appuntamento al prossimo libro.

Corrispondenza imperfetta di Laura Nottari

51CMWYffI9LBuonasera cari amici, vi voglio parlare di un romanzo che questo pomeriggio ho finito di leggere. E’ un romanzo Regency. Cosa significa Regency? il regency è un genere letterario molto in voga in questo periodo e i libri sono ambientati in un’epoca storica tra il 1800 e il 1820. Un’altra particolarità è che devono esser ambientati in Inghilterra. Il libro si intitola Corrispondenza imperfetta scritto dall’autrice Laura Nottari pubblicato per la casa editrice DRI EDITORE.

Vediamo insieme di cosa parla

Trama

Venti anni di differenza, ceti sociali così diversi da far sembrare impossibile e inopportuno il sentimento che la giovane Edith Ellis prova per lord Esmond, conte di Rovington. Una passione accesa dal primo incontro di sguardi e alimentata da una risonanza, un accordo che nessuno dei due, nonostante tutto, può negare di udire.
E se neanche i reciproci passati legati a filo doppio, gli errori, le imperfezioni e un’impossibile redenzione riusciranno a dividere due anime, cos’altro potrebbe mai impedir loro di rimanere unite?
Lontano da Londra, dalle rigide trame del ton, tra le scogliere, il mare e la natura del Devonshire, il maniero di Greyville è pronto ad accogliere i suoi ospiti.

Un romanzo accattivante e intrigante, una storia d’amore intensa e vertiginosa. Mi sono piaciute molto le descrizioni degli ambienti nonchè degli abiti e quelli degli stati d’animo dei personaggi. L’autrice riesce a catturare il lettore facendolo vivere in un Inghilterra lontana fatta di abiti ampi, contesse e nobil uomini. Per darvi un’idea di tutto ciò vi riporto alcuni passaggi che mi hanno deliziata in modo impeccabile e suggestivo.

[…] “Bene, allora continuerò a tenerli su di voi. In realtà vorrei chiedervi una cosa” aggiunse, “riguardo al discorso che avete fatto a vostra sorella nella biblioteca, la sera del nostro incontro.” “Non ricordo” disse lei cercando di capire, giusto per prepararsi, dove volesse andare a parare. “La storia della caramella, del suo sapore, del descrivere ciò che si sente” continuò Esmond, “rinfrescatemi la memoria” […] Il conte sospirò, poggiò la tazza ormai vuota e le avvicinò il piattino con la torta. “Avrei giurato avreste iniziato con questa, non con dei banalissimi biscotti. Voi non siete tipo da biscotto e non siete banale. Mangiatene un po’ e descrivetela al meglio. Fatemi capire che quello che ho visto in voi è vero, oppure devo credere che siete brava solo nel fare la morale agli altri?” Edith scorse gli occhi tra il piatto e l’uomo seduto davanti a sé, sbatté le palpebre. “Sì, ma non con voi che mi fissate” acconsentì prendendo la forchetta. Non con i vostri occhi nei miei. “Complicata. Va bene, non vi guarderò mi basterà ascoltarvi” concesse il conte, e volse lo sguardo alle fronde degli alberi. […] “Profuma di zucchero brunito” disse, “e burro” […] “Descrivete Ellis” la richiamò bevendo un sorso di tè. “Pervade i sensi” cominciò “dapprima si sente solo il dolce dello zucchero, quasi stucchevole. Poi però,” masticò ancora e mandò giù, “arriva la consistenza. Morbida… no, è porosa, porosa e soffice. E’ intrisa di miele, e a ogni morso questo riempie la bocca. Aromatico… non so come faccia, ma coinvolge da dentro l’olfatto. Si sentono i fiori, la legna, si sente il sole nel quale si sono beate le api. Si avverte sulla punta della lingua il sapore del pan di spagna e alla fine, più niente. Rimangono solo le labbra appiccicose e dolci. Rimane la voglia di mangiarne altra e altra, fino a stare male.” […]

Io vi invito caldamente a leggere questa storia perchè delizia anima e cuore. L’autrice sa come incantare il lettore. Un libro che non è solo una storia d’amore, ma  è molto di più perchè regala anche belle visioni attraverso le descrizioni e le scene dei vari personaggi . Non lasciatevi scappare l’occasione di leggere questo libro. Adatto per chi ama questo genere, ma anche per chi ancora non lo conosce.

E con questo è tutto e vi rinnovo l’appuntamento al prossimo libro.

Baci baci

Stronze si nasce di Felicia Kingsley

9788822715951_0_221_0_75Ciao a tutti carissimi amici! Stasera vi voglio parlare di un libro che ho finito di leggere qualche giorno fa. Si intitola Stronze si nasce e l’autrice è la specialissima Felicia Kingsley, per me la reginetta italiana del romanzo rosa. Sono molto entusiasta di parlarvi di questo romanzo, perchè è il suo primo libro che ho letto, poi in seguito leggerò anche gli altri.

Vediamo insieme di cosa parla Stronze si nasce

Trama

Allegra Hill è brillante, onesta e altruista. Ma anche un’eterna seconda. Fin dagli anni della scuola c’è sempre qualcuno che la precede. Sempre. E senza dimenticarsi di umiliarla anche un po’. Chi è costei? Ma la classica stronza! Quella di Allegra si chiama Sparkle Jones. Non solo la vita di Sparkle è perfetta, ma la biondissima e splendente ragazza riesce a ottenere sempre tutto ciò che vuole. Ma il tempo passa e a ventisei anni Allegra ha finalmente una casa tutta per sé e un lavoro nell’agenzia immobiliare più prestigiosa di Londra. Il passato, però, non sembra volerla dimenticare e mette di nuovo Sparkle Jones sulla sua strada. Questa volta però le cose sembrano andare diversamente e la nemica di una vita le appare sotto un’altra luce… E tutto questo proprio quando l’incontro con un bellissimo imprevisto dagli occhi verdi come smeraldi sembra in grado di sbaragliare le carte. Tra feste, intrighi e cene non proprio a lume di candela, in corsa tra le strade di una Londra magnifica, forse, per Allegra è arrivato il momento di scoprire se davvero quello che vuole è la felicità. Questa volta non può lasciare l’ultima mano alla sua adorabile, odiata stronza numero uno! 

La Kingsley ha un modo tutto suo di raccontare e di rendere la storia speciale. Ho apprezzato tutti i personaggi, mi hanno fatto battere il cuore e quando leggevo non riuscivo a staccare gli occhi dal libro perchè volevo sapere subito la fine. Un romanzo che emoziona, fa sorridere ma fa anche arrabbiare per alcune situazione che succedonoall’interno del romanzo.  Il finale toglie davvero il fiato, quindi cari amici, leggetelo non ve ne pentirete.

Per stasera è tutto e come sempre vi rinnovo l’appuntamento al prossimo libro!

Il caffè dei piccoli miracoli di Nicolas Barreau

9788858832813_0_221_0_75Benvenuti carissimi amici alla consueta rubrica dei libri, la mia guida, ma che dico, la vostra guida alla felicità. Oggi vi voglio parlare di un libro che mi ha fatto battere il cuore e si tratta de Il caffè dei piccoli miracoli scritto dall’autore Nicolas Barreau.

Vediamo insieme di cosa parla

Trama

Eléonore Delacourt ha venticinque anni e ama la lentezza. Invece di correre, passeggia. Invece di agire d’impulso, riflette. Invece di dichiarare il suo amore al professore di Filosofia alla Sorbonne, sogna. E non salirebbe mai e poi mai su un aereo, in nessuna circostanza. Timida e inguaribilmente romantica, Nelly adora i vecchi libri, crede nei presagi, piccoli messaggeri del destino, diffida degli uomini troppo belli e non è certo coraggiosa come l’adorata nonna bretone con cui è cresciuta, che le ha lasciato in eredità l’oggetto a lei più caro: un anello di granati con dentro una scritta in latino, “Amor vincit omnia”. Sicuramente, Nelly non è il tipo di persona che di punto in bianco ritira tutti i propri risparmi, compra una costosissima borsa rossa e in una fredda mattina di gennaio lascia Parigi in fretta e furia per saltare su un treno. Un treno diretto a Venezia. Ma a volte nella vita le cose, semplicemente, accadono. Cose come una brutta tosse e una delusione d’amore ancora più brutta. Cose come una frase enigmatica trovata dentro un vecchio libro della nonna, con accanto una certa citazione in latino… Un’incantevole storia d’amore che racconta perché può essere una fortuna far cadere la propria borsa nel Canal Grande, concedere un po’ di fiducia a un veneziano scandalosamente bello e accettare di sentirsi letteralmente mancare la terra sotto i piedi. Un viaggio appassionante tra i quais di Parigi e le calli di Venezia, fino a un piccolo caffè dove si celano segreti in attesa di essere svelati e i miracoli sembrano davvero possibili.
 
Questa volta Barreau ambienta la sua storia a Venezia a differenza degli altri suoi romanzi che li ambienta a Parigi. Anche questa storia è emozionante, divertente e frizzante e sono sicura che vi innamorerete dei personaggi ognuno con una storia interessante alle spalle. 
Durante la lettura ho evidenziato come sempre una parte che mi ha fatta sognare. Ho estrapolato la scena in cui la protagonista si risveglia nella bellissima e romantica Venezia. 
 
Venezia è la città ideale per passeggiare, con i suoi palazzi rosati, i ponti di pietra, le case storte, le torrette e le calli intricate che all’improvviso si aprono in un campiello pieno di bar e negozietti addossati gli uni agli altri. Nelly si era svegliata di soprassalto all’alba, ancora vestita, distesa sulla trapunta blu. Aveva dormito per quasi dieci ore. Dopo una colazione veloce a base di cappuccino e cornetto ricoperto di zucchero a velo in un bar di campo San Polo, aveva deciso di fare il suo primo giro turistico. Il sole splendeva, e lei era ansiosa di visitare ogni angolo di quella città che le appariva tanto disorientante quanto incantata e che in quella stagione era deserta come non mai.
 
Una commedia romantica, frizzante e divertente dove non è difficile sognare ad occhi aperti e ridere.

E con questo è tutto e vi rinnovo l’appuntamento al prossimo libro. 
La vostra guida.

Intervista all’autore Luca Martina

Ciao Luca, benvenuto nel mio spazio virtuale. Raccontaci come è nato l’amore per la scrittura.
Sin da ragazzino ho amato leggere. E della lettura mi ha sempre affascinato l’emozione che riesce a suscitare, così come il carisma di personaggi indimenticabili. Ecco perché sceglievo spesso racconti fantastici e avventurosi. Inizialmente leggevo un determinato numero di pagine. Poi facevo pause. Quindi terminavo le mie letture dopo un bel po’. Questo nei primi anni della mia adolescenza. Poi la passione è aumentata e così il numero delle pagine che riuscivo a leggere al giorno e il numero dei libri letti durante l’anno. E poi, in seguito alle tante storie lette, ecco presentarsi un’idea nella mia mente. E da quell’idea, la voglia di raccontare la mia storia, di diventare parte attiva di quel meraviglioso mondo fatto di carta, inchiostro ed emozione. Credo sia stato da quel primo impulso che è nata la mia passione per la scrittura. E da allora è diventata sempre più importante per me.
Come nascono le tue storie?
Nascono dalla passione per l’avventura, l’eroismo e la fantasia è nato anche il mio stimolo alla mia scrittura e perciò il mio esordio fantasy con la saga de “La Lama delle Lacrime”. In questa saga ho racchiuso la storia (molto singolare) di un’eroina, il suo dilemma, il uso dramma. È stata la prima storia che ho inventato, e quella alla quale mi sono applicato maggiormente, tanto da dedicarvi tre volumi. Ma assieme al fantasy ho sempre curato l’interesse verso il thriller. Specie se caratterizzato dall’atmosfera paranormale. Da qui la mia collana “Letture in Penombra”.
In queste storie (due attualmente) mi interessa veicolare il piacere che può essere generato dalla suspense, e dal mistero. È un passo ulteriore rispetto al fantasy, forse un po’ più faticoso, ma apprezzo creare tali storie perché mi permettono di esprimermi nella dimensione del mondo attuale, parlando di personaggi più facilmente relazionati alla realtà che ci circonda.
Perchè scrivi?
Scrivo per esprimermi, per emozionare ed emozionarmi, per creare qualcosa che rimanga nella mente di chi legge le mie storie, perché mi piace immedesimarmi nella vita e nelle situazioni dei miei personaggi. Ritengo che scrivere sia uno dei mestieri più nobili e soddisfacenti e nel quale posso far confluire le conoscenze acquisite nei miei studi e tramite i miei interessi.  Penso poi che scrivere sia una sfida, e quando la vinco so che mette in luce una parte di me che ritengo interessante.
Quali sono i tuoi autori preferiti e perchè?
Per quel che riguarda il fantasy sono partito dai grandi classici di R.A. Salvatore, Terry Brooks, Tolkien. Insomma Epic Fantasy e Sword and Sorcery. Ma apprezzo molto anche il Thriller e dunque leggo Dan Brown, Gleen Cooper, Stephen King, Valerio Massimo Manfredi, Edgar Allan Poe, Lovecraft. Li reputo come maestri e dunque parto da solide basi per poi tendere ad innovazioni che delineano il mio stile e la mia produzione.
Cartaceo e ebook: i pro e i contro di entrambi.
Leggo libri sia in cartaceo che in ebook.  Ma negli ultimi tempi mi sono molto affezionato al formato elettronico che ritengo molto pratico e più economico. In un ereader si possono inserire centinaia di libri e questo è davvero appagante per un lettore accanito come me.

Del cartaceo. invece, apprezzo il profumo e la sensazione tattile che sa regalare.
Ora parliamo dei tuoi libri. Quali sono? raccontaci un po’.
Il mio lavoro d’esordio è la saga fantasy LA LAMA DELLE LACRIME.
Si tratta di una trilogia (molto probabilmente ampliabile nel futuro) con protagonista un’eroina dal passato e dal vissuto molto tragico.
Lo definirei un singolare “dramma fantasy”.
Ho poi iniziato la collana LETTURE IN PENOMBRA, una raccolta di romanzi brevi e lunghi di genere thriller che hanno come fil rouge il carattere paranormale.  Attualmente tale collana annovera due uscire: “Wahya” e “Il volto nel ghiaccio”.
A quale personaggio sei più affezionato e perchè?
Sono particolarmente affezionato a due personaggi della mia saga fantasy.
Redoran: un mago guerriero con il ruolo di guida per il viaggio travagliato della protagonista Hylenij.
Mohal: una sorta di minotauro dal carattere ombroso e ruvido, ma con un animo valoroso e nobile.
Sono presenti in tutti e tre i libri e c’è una parte del mio carattere diviso da le loro due figure: la pazienza in Redoran, la severità e la caparbietà in Mohal.
Hai mai avuto il blocco dello scrittore?
L’unico momento in cui mi fermo è per una pausa. Una pausa che mi serve solo per ricaricare le batterie. Ovviamente leggendo. Non ritengo di avere questo problema, perché difatti leggo numerosi romanzi all’anno. Sia per quel che concerne i miei generi preferiti, sia altro. Mi definisco un lettore onnivoro. E poi vedo un bel po’ di film. Seguo serie e documentari. Leggo fumetti. Posso in effetti contare su un buon numero di stimoli e su una conseguente mole di idee. E ho intenzione di svilupparne il più possibile.
Pertanto posso dire che sono sempre in atteggiamento “produttivo”.
Quali sono i progetti per un futuro letterario?
Come già detto ho intenzione di proporre le mie storie il più possibile. Solo alcuni dei lavori sono stati al momento pubblicati, ma altri sono in uno stato di revisione

Noi siamo eclissi di Adessoscrivo

41kBe22hpsL._SX325_BO1,204,203,200_Ciao meravigliosi amici che mi seguite, oggi vi voglio parlare di un libro che proprio l’altro giorno ho terminato di leggere. Si intitola Noi siamo eclissi scritto dall’autore Adessoscrivo.

Vediamo insieme di cosa parla

Trama

Quando perdi una parte di te, la vita non ha più lo stesso sapore. Per William, la vita aveva il sapore fresco della pelle di Sofia. Ma da quando lei se n’è andata, niente sembra avere senso: né le giornate alla clinica né le serate in quella casa dove tutto gli ricorda lei, bellissima e irresistibile sul divano del salotto. Non fa che ripensare alle cose che ha sbagliato nella loro relazione, al perché a un certo punto l’ha voluta allontanare, facendo male proprio a lei, che è la sua mezza luna. È deciso a riprendersela, e per ritrovarla non gli resta che seguire le tracce che Sofia gli ha lasciato sparendo nel nulla, in un viaggio che lo porterà lontano da sé e sempre più vicino a lei. Perché per l’amore, quello vero, bisogna saper lottare: e così William si fa guidare dai piccoli indizi che solo una persona innamorata è in grado di riconoscere, disseminati da Sofia in alcune lettere. Saranno le mani fidate delle donne che per lei sono state importanti a consegnarle al dottor William, e a insegnargli che non siamo niente senza l’amore, anche se è la cosa più incasinata che ci può capitare nella vita.

Non avevo mai letto nulla di questo autore che si firma con uno pseudonimo. Mi ha lasciata senza parole. Un libro che emoziona e dà diversi spunti di riflessione. Un libro che parla di noi, delle nostre vite, delle nostre scelte, dei nostri sbagli, di tutto ciò che ci riguarda.  Durante la lettura, come sempre, ho sottolineato alcune parti che mi hanno particolarmente colpita.

Vivere un amore a distanza è la prova più difficile che ci sia, credo che non avere qualcuno che ti stringa le mani, che ti sorrida, che ti dica che quei jeans non stanno bene con quel maglione e che ti dia le attezioni di cui hai bisogno sia la cosa più straziante che ci sia. Credo che amare a distanza per due cuori significhi andare oltre l’essere collegati fisicamente, ma sapersi anche far bastare un limbo di ricordi, di cose belle vissute assieme.

C’è un altro passaggio che mi ha emozionata tantissimo perchè parla alle donne, a come l’uomo deve comportarsi con la propria donna. Per come la vedo io, questo libro, o meglio, questo estratto deve esser un esempio all’uomo per il modo in cui deve comportarsi con le donne. La donna si deve amare, sempre, in ogni circostanza e si deve rispettare per la persona che è. Niente sottomissione, niente imposizioni perchè la donna deve esser libera di vivere e soprattutto di essere.

Odio il modo in cui non posso toccarla, il modo in cui non posso respirare a un millimetro dalle sue labbra, il modo in cui non posso farla incazzare per vederla con quel muso stupendo e poi baciarla, baciarla sempre, bisogna baciarle sempre le donne, baciarle ovunque. Bisogna baciarle quando sono felici, baciarle quando sono tristi, baciarle quando sono sicure di se stesse e soprattutto baciarle quando sono insicure. Bisogna baciarle la mattina appena sveglie, la notte prima di addormentarsi, di giorno mentre fanno le loro cose, quando sono tra i loro pensieri e quando, a volte, non hanno voglia di pensare a niente. Bisogna baciarle sempre le donne.

E con questo è tutto. Vi rinnovo l’appuntamento al prossimo libro.

W le donne e gli uomini che sanno amarle e venerarle sempre.

Intervista all’autrice Arianna Ciancaleoni

34107229Ciao Arianna , benvenuta nel mio spazio virtuale. Raccontaci come è nato l’amore per la scrittura.

Grazie mille per avermi coinvolta nel tuo blog con questa intervista!
L’amore per la scrittura è nato a 9 anni, quando ho iniziato a scrivere per gioco la storia di una principessa, facendola leggere e correggere a mia madre. Non era niente di che, ovviamente, ma da lì non mi sono più fermata. Poco dopo è arrivato anche l’amore intensissimo per la lettura. Leggevo già qualcosa, ma verso i 12 anni mi sono appassionata davvero.

Come nascono le tue storie?

Nascono sempre da un’idea principale, che può essere l’inizio o la fine o un evento centrale della trama che poi svilupperò. Mi viene in mente un dettaglio e da lì inizio a fantasticare, ragionandoci su per molto tempo prima di cominciare effettivamente a buttare giù qualcosa. Quando inizio davvero a scrivere mi piace avere più o meno in mente la storia che andrò a raccontare.

Perché scrivi?

Perché ho sempre immaginato tanto: storie, persone, dialoghi, situazioni.
Le storie mi hanno fatto compagnia quando ero sola, mi hanno rallegrato quando ero triste… il mio cervello ormai parte in automatico con l’immaginazione. Quindi, ho pensato: perché non raccontarle anche agli altri? Potrebbero essere utili allo stesso modo anche a chi le legge.

Quali sono i tuoi autori preferiti e perché?

Ho un’adorazione per Agatha Christie, perché è stata la prima autrice di cui ho letto praticamente ogni cosa e il motivo per cui mi sono decisa a scrivere sul serio. Mi sarebbe piaciuto molto imitarla!
Ma, in realtà, mi è capitato di leggere qualsiasi tipo di libro e vado molto “a periodi” anche nella lettura. Tendo a non concentrarmi su un unico autore, ma a spaziare: ultimamente ho letto anche un sacco di autori emergenti o self.

Cartaceo o ebook: i pro e i contro di entrambi.

Il cartaceo è esteticamente più bello, ed è emozionante sfogliare fisicamente le pagine. Oltre al piacere di avere una libreria piena! Devo dire che per praticità e per risparmiare ultimamente affido molte delle mie letture all’e-book.

Ora parliamo dei tuoi libri. Quali sono? raccontaci un po’.

Finora ho scritto quattro romanzi più una breve biografia.
Vi lascio qui sotto le trame: essendo un’autrice self, si possono trovare tutti su Amazon.

LACRIME DI CIOCCOLATA
Olga è convinta che sia andato tutto secondo i piani, quando invita a cena gli amici di un tempo; non li vede da anni, ma può immaginare Eleonora sposata con l’amore della sua vita e Christian in giro per il mondo a spendere il denaro di famiglia, circondato da donne adoranti e dedito solo al divertimento. Eleonora però, sorprenderà tutti, rivelando qualcosa che nessuno di loro si aspetta, e tutto cambierà per sempre.

IL LAVORO PERFETTO
Fino a che punto puoi arrivare per il tuo lavoro?
Bianca è al settimo cielo alla firma del contratto, ma la sua vita personale le chiede presto il conto.
L’amore l’abbandona, gli amici si allontanano, la famiglia la critica, i colleghi la tradiscono… fino a farle perdere la testa.
Riuscirà a riconquistare tutto quello che ha perso, magari anche con gli interessi?

MxE
Matteo per Eva è l’amore più grande.
Lei crede di essere lo stesso per lui.
Ma la notte di Capodanno la lascia all’improvviso, gettandola nella più cupa disperazione e con la voglia di riconquistarlo a ogni costo.
Col tempo però, Eva scoprirà che non è tutto come sembra.
Né nel presente, né nel passato.

VORRESTI ESSERE ME?
Elettra odia tutti e non lo nasconde. Non vede l’ora di cambiare vita e sa che il 21 giugno sarà libera di andarsene da un ufficio che odia, senza neanche salutare. Quando arriva Luca, il nuovo collega, dovrà rimettere tutto in discussione: cederà ancora all’amore o procederà dritta per la sua strada?

A quale personaggio sei più affezionato e perché?

Non posso dire di essere affezionata a un personaggio più che a un altro: ognuno di loro è come un amico per me, e sono profondamente legata alla sua storia.

Hai mai avuto il blocco dello scrittore?

Sì, mi capita spesso di non riuscire a scrivere o, anche, di non avere voglia di farlo!
A volte, se ho un progetto da concludere, cerco di forzarmi, ma molto spesso risolvo il momento di vuoto leggendo molto, guardando film, ascoltando musica: insomma, circondandomi di storie altrui!

Quali sono i progetti per un futuro letterario?

Al momento sto scrivendo un racconto lungo per una rivista, ispirato a un romanzo di Agatha Christie. Il 3 maggio sarò a Torino perché ho vinto il concorso letterario per racconti di Spunto Edizioni, “Iniziamo da qui”. Ho in programma qualche presentazione dei miei romanzi e sto scrivendo un libro “a sei mani” con altre due autrici, Viviana Albanese e Sarah Arenaccio. Poi ho in mente due romanzi, ma la strada è ancora lunga. Diciamo che non ho il tempo di annoiarmi!

Intervista all’autrice Ylenia Luciani

Ciao Ylenia, benvenuta nel mio spazio virtuale. Raccontaci come è nato l’amore per la scrittura?
Ciao e grazie per avermi ospitata! Il mio amore per la scrittura nasce da piccola; amavo leggere e mi divertivo a scrivere favole, ma solo da una decina di anni ho cominciato a “sfruttare” la mia fantasia per il genere Romance, quello che più mi rappresenta.
Come nascono le tue storie?
Le mie storie nascono man mano che scrivo… all’inizio ho solo un’idea di ciò che voglio raccontare, ma, spesso, il tutto viene sovvertito strada facendo!
Perchè scrivi?
Scrivo perché è quello che mi comanda il cuore come per ogni passione, non si può eludere questa forza che ti chiama… non posso pensare di trovarmi davanti a un pc senza dare sfogo alla mia fantasia.
Quali sono i tuoi autori preferiti e perchè?
In realtà non ho un’autrice preferita… amo e leggo chiunque sia in grado di trasmettermi un’emozione, ma confesso di comprare ogni libro di Jai Crownove
Cartaceo e ebook: i pro e i contro di entrambi.
Leggo sia cartacei che eBook! Avendo pubblicato tre libri con una CE che lavora solo in digitale, mi sono dovuta convertire al Kindle e ne sono felice! Posso leggere tutti i romanzi che voglio a un prezzo contenuto, inoltre li posso portare sempre tutti dentro la mia borsa e aprirli dove voglio senza che nessuno sappia cosa stia leggendo. La carta, però, rimane sempre la carta… si vive anche di profumi, tatto e sensazioni e in questo il cartaceo rimarrà per sempre imbattibile!
Ora parliamo dei tuoi libri. Quali sono?
Il mio primo romanzo è uscito nel 2016 e si intitola Non chiedermi di baciarti, edito Emma Books. Incredibilmente è stato in classifica per sei mesi ai primi posti, così, nel 2017, è nato anche il sequel Non smettere di baciarmi. A giugno del 2018 è uscito “Perfettamente sbagliato” e, sempre nello stesso anno, a dicembre, ho voluto provare la strada del Self pubblicando “Perverso” e sono molto felice del successo che ha avuto.
Il primo maggio uscirà “Intoccabile” e spero tanto che vada bene come gli altri 😊😊😊
Nei miei romanzi troverete sempre un mix di sentimenti spesso contrastanti… amore, odio, gelosia e tanta passione. Ci sarà sempre una storia d’amore, ma anche un qualcosa di oscuro legato ai personaggi.
A quale personaggio sei più affezionato e perchè?
Amo tutti i miei personaggi indistintamente! Lo ho creati io e, in quanto tale, sono tutti i miei bambini adorati 😂😂… non saprei proprio chi scegliere 🤔🤔🤔
Hai mai avuto il blocco dello scrittore?
Fortunatamente fino a oggi non ho conosciuto il blocco dello scrittore! Ogni volta che scrivo una storia ne ho subito in mente un’altra! Prima o poi arriverà, temo, spero comunque di superarlo in breve tempo, magari leggendo dei buon libri!
Quali sono i progetti per un futuro letterario?
Come ho già detto sopra, il primo maggio uscirà Intoccabile, nel frattempo mi sto dedicando a una nuova storia che spero di far uscire a fine anno!
Grazie per il tempo che mi avete dedicato!
51aPD3eXBQL418PdxOKPAL

La poetessa Paola Pittalis si racconta

Buongiorno cari amici, di solito intervisto gli autori, ma questa volta è stata l’autrice stessa a voler parlare di sé a ruota libera senza interruzioni.

Paola Pittalis è una poetessa che vive in Sardegna. Ha pubblicato diversi libri e partecipato diversi concorsi. Le sue poesie hanno avuto successo nei vari concorsi letterari.

Tra le sue opere ricordiano Io e mio figlio che racconta la perdita di uno dei suoi figli dovuta ad una grave malattia e L’eco dei tuoi passi una silloge poetica.

Vi ripoto qui le due sinossi.

Io e mio figlio

L’autrice racconta la sofferenza di una mamma per la malattia del figlio e la conseguente perdita . Una lotta anche contro la volontà del giovane, che avrebbe voluto lasciarsi morire. La forza di una madre che mai dovrebbe provare un dolore che lacera l’anima e fa sanguinare il cuore per sempre. Un racconto dei giorni di corse, di speranze, di annientamento. E i “perché, perché proprio a me”, che riecheggiano nelle pagine, un grido verso il cielo e ad un Dio che non ha salvato la sua creatura, che non ha ascoltato le sue suppliche, non ha avuto pietà delle sue lacrime. Domande alle quali è difficile trovare le risposte… E saranno i ricordi a colmare i giorni vuoti e rimarginare le ferite, i sorrisi, i giochi sulla neve, le carezze del vento e l’ascolto del silenzio dove questa madre sente la voce del figlio che la incita a tornare a vivere, perché è quello che lui vuole.

L’ eco dei tuoi passi

Se, come dice Jorge Luis Borges, “Ogni poesia è misteriosa; nessuno sa interamente ciò che gli è concesso di scrivere”, noi che ci accingiamo a leggere una per una le sue poesie, snocciolandole con tremula mano come preghiere scorrenti sui chicchi della coroncina del Rosario, entriamo in un mistero profondo che ci conquista e ci sovrasta, ci domina, e di cui non abbiamo ragione: il mistero della Poesia. Ci conforta sapere che la poesia vive in ognuno di noi, in forme varie e diverse, e che c’è chi, come la nostra poetessa, Paola Pittalis, fa emergere in ciascuno di noi la necessità, l’esigenza della poesia. Di una poesia bella, di una poesia vera, di una poesia che ama, che ti ama, e che ti fa amare, di una poesia che ti scuote e che ti procura emozioni, che suscita sentimenti. Di una poesia che ti porta oltre, oltre l’immediato quotidiano, oltre il contingente, e ti fa volare in alto verso la sublimità della divinità all’infinito. Perché quella della Pittalis, in quanto capace di portare l’uomo sul cammino delle emozioni, è poesia universale senza confini definiti, ma passa da uomo a uomo in un abbraccio emozionale che unisce l’umanità intera, proprio per questo parliamo di vera poesia. È una poesia pura e pulita che entra nella pagina e la ricama immettendo parole e significati che hanno valore artistico che si eleva al di sopra del semplice verseggiare. La parola, nella sua forma grafica, si adagia sulla pagina amorfa e la vivacizza in un suono che scaturisce dall’anima e raggiunge con intensità di emozioni un’altra anima in un connubio di sentimenti che unisce e non abbandona. Non sappiamo a quale “scuola poetica” assegnare la Pittalis, certamente per la sua originalità possiamo assicurare che essa è da ascrivere a quella della grande poesia, a quella che affonda le sue radici nell’humus poetico del Novecento che con decisione si è scrollata di dosso la vecchia ruggine del passato. Eliminate le incrostazioni che la ostacolavano, uscita dal guscio eburneo della cultura paludata, la poesia ha iniziato un nuovo percorso, è entrata in nuove strade ed è stata capace di innovare e rinnovare le antiche regole del poetare. Paola Pittalis, con uno sguardo al passato, ma protesa al futuro, ha prodotto una poesia che è veramente bella, una poesia che fa onore alla cultura meridionale, una poesia mediterranea, che, travalicando ogni confine, entra a buon diritto nel mondo della “grande poesia” e che, ne siamo sicuri, conquisterà un posto alto nel mondo poetico italiano perché essa, come tenera fogliolina a primavera, crescerà vigorosa insieme al ramo che la sostiene e che la affiderà al tempo e alla terra per renderla immortale. Noi ci auguriamo, e auguriamo alla Poetessa, che la sua opera, dove risuona l’eco sublime della poesia, e come l’eco che passa lieve di vento in vento per diffondersi lontano, possa ottenere i meritati riconoscimenti dalla critica ufficiale, ma, soprattutto, piaccia al pubblico che, coinvolto in emozioni e sentimenti trasversali, saprà apprezzarla nella sua spontaneità, nella sua linearità, nella libertà del pensiero e del verso che si erge a vera poesia e plauda sincero ed entusiasta a chi, per dolore e con amore, come madre figlia l’ha creata.

Paola Pittalis si racconta

Già da ragazzina iniziai a scrivere piccole poesie, poi col crescere abbandonai tutto. Amici, i primi amori. Di seguito la famiglia, i figli, il marito. Ho avuto una vita felice, si può dire perfetta. Poi di colpo il mondo mi è crollato addosso. Il mio primo figlio si è ammalato di tumore. Sono passata dalla luce al buoio in una frazione di secondo. Ho ripreso in mano la penna il giorno in cui è morto mio figlio. La scrittura mi ha aiutata ad elaborare il lutto e il dolore, per me è come una medicina: io scrivo solo se sto male. 
Io e mio figlio è un libro autobiografico. Racconto la mia storia e il mio calvario. Ho sentito il bisogno di scriverlo e pubblicarlo, perché volevo che mio figlio continuasse a vivere oltre la morte, e poi avevo paura di dimenticare anche piccole cose della sua vita. Amavo mio figlio più della mia vita e nelle mie poesie lui rivive
Io scrivo solo se ho ispirazione, la mia è una poesia emozionale, non costruita col verso libero. Mi piace scrivere tutto ma prediligo la poesia e L’eco dei tuoi passi è una silloge che raccoglie molte mie poesie pubblicate su internet, la maggior parte sono dedicate a mio figlio. Sono un viaggio emozionale nella mia anima, una ricerca continua nel mio profondo io. 

Il Diario del Vampiro: Il Risveglio / La lotta di Lisa Jane Smith

il-diario-del-vampiro-il-risveglio-x100051UOSqUH8iL._SX326_BO1,204,203,200_

Ciao amici, in questi giorni ho letto i due primi libri della saga de Il Diario del Vampiro di Lisa Jane Smith e li ho trovati molto emozionanti.

Vediamo insieme di cosa parlano

Trama de Il risveglio

Elena Gilbert è una ragazza d’oro, è bella, è brillante, ha tutto nella vita. Ma le sue giornate non hanno nulla di eccitante. Così, per cercare un po’ di brivido, intreccia una relazione con il bel tenebroso Stefan. Ma Stefan nasconde un segreto, un segreto misterioso che potrà sconvolgere per sempre la vita della protagonista. Ha inizio così per Elena la più affascinante e pericolosa delle avventure. Una storia d’amore e odio, di luce e ombra, in cui Stefan e Damon, due vampiri fratelli contrapposti in una millenaria guerra, si contenderanno il suo cuore e il suo destino.

Trama de La lotta

Due vampiri fratelli, avvolti nell’ombra di un mistero millenario, si contendono l’amore della giovane Elena. Damon è determinato a fare di lei la regina delle tenebre, ed è pronto anche ad uccidere suo fratello per riuscirci. Stefan è alla ricerca di un potere più grande, che gli consenta di eliminare il suo odiato rivale, ma non ha intenzione di cedere alla sete di sangue umano che lo assale. Elena sa che deve prendere una decisione fatale: deve scegliere tra la fedeltà a Stefan e la tenace attrazione per Damon. Nel buio, dentro di lei, è battaglia tra sentimenti contrastanti. Fuori, infuria una lotta senza esclusione di colpi.

Entrambi i libri mi sono apparsi pieni di colpi di scena. Una storia dark romantica molto coinvolgente. L’autrice ha il talento di catturale il lettore con le sue descrizioni trasportandolo in un mondo affascinante e misterioso.

Vi lascio un l’incipit di La lotta

«Damon!»
Un vento gelido sferzò i capelli intorno al viso di Elena, quasi strappandole di dosso il leggero pullover. Foglie di quercia turbinavano tra le file di lapidi di granito e i rami degli alberi frustavano l’aria con una furia incontenibile. Elena aveva le mani gelate, le labbra e le guance intorpidite, ma rimase ferma a fronteggiare l’urlo del vento, ripetendo il suo grido.
«Damon!»

La violenza del vento era una dimostrazione del suo Potere, al solo scopo di intimiderla e costringerla a fuggire. Non avrebbe funzionato. Il pensiero che quello stesso  Potere fosse rivolto contro Stefan, scatenò in lei una rabbia cieca che ardeva contro il vento. […]

Ora vi lascio e spero anche questa volta di avervi un po’ stuzzicato. Una saga che consiglio a tutte quelle persone che voglio evadere dal solito mondo. L’appuntamento è al prossimo libro ed io vi auguro di sognare sempre.