Se quel giorno a New York… di Aliénor J. O’Hara

51lQ+6K820LCiao a tutti carissimi amici, ieri sera ho finito di leggere un romanzo della serie Harmony intitolato Se quel giorno a New York… di Aliénor J. O’Hara.

Vediamo insieme di cosa parla il romanzo

Trama

La vita di Isabelle è perfetta così com’è: ha una bella casa, un lavoro che adora, nessun problema economico e dei vicini di casa, Carlo e Marta Pelli, che ama come se fossero la sua famiglia. Non ha certo bisogno di un uomo per essere felice, e quando incontra Rick è convinta di potersi godere il momento senza mettere a rischio il proprio cuore: bellissimo e sexy, lui sembra la distrazione perfetta per staccare un po’ dal lavoro. Finché non scopre che Rick in realtà è Riccardo, l’amatissimo nipote dei Pelli, l’odioso individuo che avrebbe dovuto incontrare appena un anno prima a New York e che invece le aveva dato buca senza una ragione. E come se non bastasse, lei ha appena accettato di ospitarlo! E così, di colpo, tutto si complica…

La trama è intrigante e stuzzicante, una storia molto spensierata e a tratti piccante, ma stona su un unico punto: è presente un personaggio che è malato di cancro. Non si può leggere un romanzo rosa e leggero adatto alla spiaggia e trovare situazioni tristi  e dolorose come il cancro e la morte dei genitori della protagonista. Una lettrice che legge romanzi rosa ha bisogno esclusivamente di sognare ad occhi aperti e rilassarsi durante la lettura e non piangere lacrime di tristezza.

Con questo è tutto ed io vi rinnovo l’appuntamento al prossimo libro.

Buone vacanze e buon mare dalla vostra Fatina dei libri

 

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Intervista all’autore Dario Santonico

Ciao Dario benvenuto nel mio blog. Chi sei? Parlaci un po’ di te, del tuo mondo della scrittura?

Ciao Angie e grazie a te per avermi dato questa opportunità. Mi presento: mi chiamo Dario Santonico, ho 34 anni e sono originario della provincia di Roma. Da ormai più di cinque anni, vivo in Brianza insieme alla mia compagna Eleonora (che diventerà mia moglie il prossimo Settembre), a mio figlio Tommaso di tre anni e al mio cane Penny. Sono un geologo e la vita mi ha portato a spostarmi parecchio per seguire i miei studi. Ho vissuto in Olanda e poi in Inghilterra, prima di trovare lavoro a Milano nel settore della ricerca petrolifera. I miei studi sono diametralmente opposti alla scrittura, però questo non ha mai frenato questa passione. Mi piace tenere ben separate le due cose. Il lavoro è quella cosa che mi tiene “incatenato” alla realtà, mentre la scrittura mi permette di volare con la fantasia e affrontare al meglio il tempo che passo, appunto, “incatenato”. È una bellissima e intima valvola di sfogo.

Da quello che scrivi nella tua biografia, sei un amante della cucina. Come è nata questa passione?

La passione per la cucina (soprattutto la pasticceria) è nata nel periodo vissuto in Olanda. È stato il primo vero e proprio distaccamento dal nucleo famigliare, all’interno del quale vigeva (e vige ancora) l’assoluto divieto di toccare la cucina di mia madre! Questo non mi ha mai permesso di sperimentare questa attività. Nel momento in cui ho dovuto “sopravvivere” ho iniziato a cucinare da solo, scoprendo un mondo meraviglioso. Nella pasticceria ho trovato grandi soddisfazioni, che ritrovavo specchiandomi negli occhi di chi assaggiava le mie creazioni. In seguito, ho seguito un corso professionale di pasticceria che mi ha dato un diploma. Anche lui è nel cassetto dove tengo tutti i miei sogni più grandi. Ho anche una pagina Facebook (la ricerca della golosità) nella quale metto video-ricette e cerco di condividere qualche segreto o trucchetto che ho imparato.

Tra i fornelli hai trovato tempo per scrivere il tuo primo romanzo. Ce ne puoi parlare? 

Ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo durante il dottorato a Southampton. In quel luogo così grigio e piovoso, mi rinchiudevo per giornate intere in un Costa Coffee su Portswood Road. Mentre bevevo quelle brodaglie calde, mi ritrovavo a mettere nero su bianco i miei pensieri su un blocco note (io preferisco sempre scrivere a mano). Da qui ho avuto la voglia di confrontarmi con una sfida molto più grande di me: scrivere un vero e proprio romanzo. Non è stato per niente facile, perché un romanzo è fatto di coerenza, di fatti che non possono essere contraddittori. Però avevo nella mia testa tutta la storia, sapevo già come si sarebbe sviluppata e, soprattutto, come sarebbe finita. Ci ho messo qualche anno a terminarla, ma quando metti il punto finale è una soddisfazione impagabile. Non vi ho ancora detto di che romanzo si tratta (ho una grossa capacità di perdermi nella selva dei miei pensieri). Il titolo è “Il rumore del pallone sul cemento” e sebbene possa far pensare ad un romanzo sul calcio, be’, non lo è affatto. È un romanzo che parla di una fortissima amicizia tra due bambini (Giulio e Domenico) che si incontrano all’età di dieci anni nelle campagne della provincia romana. L’incontro avviene ad opera di un pallone calciato in maniera sbilenca da Giulio e che, come per tutte le cose destinate ad accadere, finisce nelle mani di Domenico. Quest’ultimo racconta in prima persona l’evoluzione di quest’amicizia bellissima negli anni a venire. Si può respirare a fondo questa grande amicizia e lo si può fare fino all’ultima riga del romanzo.

E la passione per la scrittura come è nata?

La mia passione per la scrittura è nata insieme a me. Ho sempre amato perdermi nei miei pensieri e ho sempre amato scrivere. Lo faccio sempre a mano, perché amo la sensazione che lascia la penna a contatto con la carta. Lo trovo un atto molto intimo. Ho cercato sempre di inventare racconti autoconclusivi di poche battute, però ho sempre immaginato che prima o poi avrei fatto il grande salto: scrivere un romanzo vero e proprio… e così è stato!

E’ stato difficile pubblicare il tuo libro? Parlaci della tua esperienza.

Ho inviato il manoscritto a qualche CE (rigorosamente non a pagamento) ed ho ricevuto diverse risposte positive. Il problema è che, molto spesso, i contratti sono assolutamente poco soddisfacenti per uno scrittore che ha lavorato tanto sul proprio romanzo. Alla fine ho optato per una realtà nuova: Bookabook. Senza tirarla per le lunghe, è una casa editrice che non chiede denaro all’autore, ma chiede all’autore di affrontare una campagna di crowdfunding per il proprio libro. In pratica bisogna raggiungere degli obiettivi di pre-ordini. Si è rivelata una scelta azzeccata? Penso di sì. In meno di sei mesi ho raggiunto l’obiettivo più alto richiesto dalla casa editrice ed ho venduto più di 350 copie, arrivando a molte persone che neanche conosco solo grazie al passaparola di chi ha scaricato le bozze e, leggendolo, ne è rimasto innamorato. È stato faticoso? Da morire! 

Progetti per il futuro in campo letterario?

Attualmente stiamo lavorando su questo romanzo per la sua uscita. Proprio ieri mi hanno inviato la copertina e tra pochi giorni verrà mandato in stampa per essere inviato ai sostenitori della campagna. Intanto sto cercando di lavorare su un nuovo romanzo, ma preferisco aspettare di avere la mente sgombra, in modo da poterci dedicare il 100% che merita.

 

Intervista all’autrice Sylvia Kant

Sylvia Kant è l’autrice della duologia Prova ad amarmi e Prova ad amarmi ancora romanzo erotico pubblicato con la casa editrice Newton Compton Editori.
Benvenuta nel mio spazio ciberneto e ti ringrazio per aver accettato di esser intervistata. Presumo che Sylvia Kant non è il tuo nome di battesimo, ci puoi raccontare come mai questa scelta?
Ciao Angie e grazie a te! No, Sylvia Kant non è il mio nome di battesimo. Ho scelto di scrivere sotto pseudonimo semplicemente perché ho bisogno di conservare il mio vero posto di lavoro, quello con cui pago il mutuo.
La tua duologia intitola Prova ad amarmi Prova ad amarmi ancora, parla di Antony un gigolò. Ci puoi parlare come è nata questa storia?
Ho iniziato a scrivere di Antony dopo aver conosciuto, a Roma, un tipo molto ambiguo, uno che, per mestiere, organizzava le orge per i ricchi. Di lui mi colpì l’estrema determinazione, la freddezza e la completa mancanza di scrupoli. Ovviamente, il tipo partecipava alle orge e si prostituiva lui stesso. Chiese anche a me se volessi prendere parte a uno di questi festini per conoscere qualche “potente” che mi aiutasse a fare carriera, ma la carriera non mi è mai interessata.
Da dove trai ispirazioni per scrivere i tuoi romanzi?

Prendo spunto dalla realtà, poiché, a mio avviso, questa batte sempre e comunque l’immaginazione. Poi, chiaramente, traslo il tutto in ambienti fittizi.

Come è nato l’amore per la scrittura?
Non ne ho davvero idea. Sono cresciuta con la voglia di narrare delle storie. Da piccola le raccontavo a me stessa, poi ho cominciato a scriverle per gli altri.
C’è stato un momento in cui hai detto No basta, voglio smettere di scrivere?
Durante la mia vita ho smesso spesso e volentieri di scrivere. Anzi, per la precisione, iniziavo i romanzi e poi non li portavo mai a termine, per la disperazione di mia sorella e delle amiche più care, le uniche cui permettessi di leggere le mie storie. Solo in tardissima età li ho ripresi in mano e, finalmente, finiti. Perché? Perché dovevo studiare e poi me ne sono dovuta andare dalla mia città per trovare lavoro. Perché dovevo mantenermi e la scrittura, per chi mi circondava, era solo una pia illusione, una perdita di tempo.
Parlaci delle tue letture.
Leggo un po’ di tutto, dai romanzi rosa (pochissimi per la verità) agli erotici-hard,  ai dark. Adoro le storie di vampiri, i romanzi storici e i thriller stile Hannibal Lecter, ma non disdegno il genere fantasy (magari per adulti), la fantascienza e i distopici, nonché i saggi, specie quelli che parlano di natura, evoluzione, etologia, storia, sociologia, antropologia e psicologia.
Che consigli daresti a chi vuole intraprendere la strada della scrittura?
Di trovare dei lettori critici, spietati e fidati (i famosi Beta Reader) cui far leggere le proprie storie prima di pubblicarle su piattaforme gratuite tipo Wattpad, controllare i refusi e gli “orrori” ortografici e sintattici, meglio se coadiuvato da qualche correttore di bozze esperto (o da qualche laureato in lettere) e, quando scrivi, seguire sempre la regola “Mostra, Non narrare!”, perché quando “ti narri addosso”, rendi noiosa la storia. Poi, testato il gradimento del pubblico,  rivedere il tutto sulla base delle critiche costruttive e sensate ricevute (senza snaturare il romanzo solo per far contento qualcuno, perché tanto tutti non li soddisferai mai!), aggiungere magari qualcosa e pubblicare su Amazon o piattaforme simili al prezzo minimo consentito e, quanto prima, approfittare dei giorni in cui il romanzo può essere scaricato gratuitamente: inutile sparare prezzi alti, se nessuno ti conosce. E poi, anche se ti reputi il più grande scrittore del ventunesimo secolo, non sempre la protervia paga.
Progetti letterari per il futuro?
Con la mia editor Martina Donati, sto finendo di lavorare al mio primo romanzo di narrativa (niente sesso, droga e rock and roll questa volta e che sarà pubblicato da Newton (la data ancora è incerta). Nel frattempo sto lavorando al Prequel della duologia dell’oscuro Antony, che si collegherà sia al primo che al secondo libro e dove molti altri segreti saranno svelati…

NUMB Anna di Diego Ferra

33429068_10212111409044552_2050725220301406208_nBuonasera cari amici, in questi giorni mi sono deliziata con un libro che mi ha emozionata moltissimo. Sto parlando del primo capitolo della trilogia NUMB Anna di Diego Ferra, pubblicata inizialmente in una famosa piattaforma Wattpad e poi successivamente con la casa editrice Sperling & Kupfer.

Vediamo insieme di cosa parla

Trama

L’aeroporto è intasato di auto parcheggiate al sole e bagagli a mano trascinati in tutta fretta. Nel cielo, il rumore assordante di un aereo in partenza. L’ultima volta che Anna ha raggiunto sua nonna Evelin in Inghilterra aveva soltanto sette anni. Ora, a diciott’anni, e al suo primo viaggio da sola, si sente irrequieta. Chiunque si sentirebbe così. Perché questa volta non si tratta di una vacanza estiva come le altre. Anna è stata ammessa al Magdalene College di Cambridge e la sua vita sta per cambiare: una nuova casa, nuovi amici, un nuovo mondo tutto da scoprire. Ha organizzato questo viaggio nel minimo dettaglio. Eppure quel che ancora non compare nei suoi appunti, scritti con precisione sull’agenda, tra gli orari dei corsi da seguire, è il nome di Nicolas, né l’enorme mistero dei suoi occhi. Non c’è nemmeno il fiume Cam, lento e dolce, che dalle sue sponde la guarda e le ricorda che siamo sempre dove dobbiamo essere. Anna si sente totalmente impreparata a tutto questo. Un universo di emozioni sconosciute l’attende. Così come l’incontro con un nuovo sentimento. L’amore. Con una scrittura intensa, incisiva e carica di emozioni, Diego Ferra ha saputo conquistare il cuore delle lettrici.

Un romanzo coinvolgente sotto tutti i punti di vista: per i personaggi molto interessanti e tutti da scoprire, non sono mai banali né stereotipati, per l’ambientazione molto British in quanto le vicende si svolgono a Cambridge e poi anche per lo stile di narrazione dell’autore che è molto semplice ma tende ad andare molto in profondità quando si tratta di raccontare i pensieri e gli stati d’animo dei personaggi. Una storia intensa e coinvolgente. Ora vi lascio qui qualche estratto.

In questo estratto che vi propongo qui è Anna che parla del personaggio di cui si sta innamorando ed immagina quello che lui sta facendo

[…] Quelle poche righe mi trasmettono di più di qualunque conversazione io abbia mai avuto con lui. Lo immagino davanti al computer che, in una notte già passata, mi sta scrivendo. Sdraiato sul letto, mentre guarda la mia finestra. Lo immagino scostarsi i capelli dalla fronte e perdersi lui stesso nel suo mistero. Lo immagino. Vorrei tanto che per una volta quello che desidero sia reale e io, lo so, non ho mai desiderato nulla così fortemente in vita mia.

Mi avvio verso l’ingresso e penso a Nicolas. Lo maledico. Maledico quegli occhi incredibilmente belli, maledico quella voce tanto profonda da farmi tremare, maledico quella bocca che incollerei alla mia senza prendere fiato neppure per un secondo.

Vi consiglio questo romanzo perchè oltre ad esser scorrevole è anche una storia avvincente e appassionante e il battito del cuore accelera sempre più man mano che si leggono intere pagine dove si sente profumo di sensualità, di amore e passione.

E per stasera è tutto, spero di avervi incuriosito. Ora devo andare perchè mi aspetta il secondo capitolo della trilogia Numb.

Baci baci

Prova ad amarmi di Sylvia Kant

 

51hmqSAuubLBuonasera carissimi amici, proprio ieri ho terminato di leggere un libro dalle tinte accese altamente vietato ai minori, ma sevondo me adatto dai trenta anni in su. Il libro scandaloso si intitola Prova ad amarmi scritto da Sylvia Kant.

Vediamo insieme di cosa parla

Trama

Antony Barker è un gigolò dalla bellezza statuaria. È l’amante ufficiale di Rachel Norton, donna algida e senza scrupoli a capo della più grande industria farmaceutica degli Stati Uniti. Ma Antony ha anche molti altri clienti che richiedono i suoi servizi ormai leggendari nel jet set e negli ambienti più facoltosi della Grande Mela. Ha rapporti con uomini e donne, e anche di gruppo, ma non si lega e non si innamora di nessuno. È freddo, professionale e la sua sensualità è seconda soltanto alla sua determinazione. Angela Palmieri, giovane ragazza italiana appena sbarcata a New York per lavorare nell’ufficio marketing di Rachel, diventa subito la favorita del capo e viene introdotta suo malgrado in un mondo di lusso, eccessi e dissolutezza. Contiene un estratto del nuovo romanzo.

La storia narrata è molto infuocata in quanto vi sono diverse scene piuttosto brutali per come vengono descritte dall’autrice. Non solo troviamo descrizioni molto dettagliate di rapporti sessuale tra uomo e donne, ma all’interno del romanzo vi erano anche rapporti tra due uomini o tra due donne e anche con piu persone contemporaneamente. Mentre leggevo, spesso mi imbarazzavo, perché, come ho scritto sopra, vi era una minuziosa descrizione di tutto quello che facevano durante il rapporto sessuale.

L’autrice anzichè scrivere un romanzo erotico pieno di intrigo e suspance è caduta nel genere pornografico. So che di questo romanzo c’è il sequel e anche lì l’autrice cade nel pornografico se non nel volgare. Non vi lascerò qui estratti di questo romanzo perché sono tutti da censura.

Questo è il primo libro che vi sconsiglio di leggere, ma volevo semplicemente condividere con voi questa esperienza scandalosa.

Per stasera è tutto e vi rinnovo l’appuntamento al prosssimo libro. Nel frattempo voi non andate a fare orgie. Scherzo!!!

Baci baci la vostra amica

Intervista all’autore Carmelo Panatteri

Ciao Carmelo benvenuto nel mio blog. Parlaci un po’ di te.

Sono nato in un piccolo paesino siciliano. Sin da ragazzo suono il pianoforte e, dopo aver attraversato un lungo periodo d’interruzione degli studi, mi dedico ancora a questa passione. Infatti, fino ad oggi ho composto centinaia di brani, ispirandomi soprattutto al “poeta del pianoforte” Chopin. Ho un canale youtube con migliaia di visualizzazioni: CarmeloPanatteriVEVO.

Come è nata la tua voglia di scrivere e quindi di raccontare?

Il pianoforte non è la mia unica passione. Mi interesso anche alla letteratura italiana. Mi piace molto scrivere e creare una mia “filosofia di vita” attraverso i miei pensieri. Conseguenza del mio interesse  è stata la composiozione di un romanzo, intitolato Fuori da ogni morale. Un romanzo in cui mi rispecchio abbastanza, poiché mette in evidenza anche alcuni dei lati oscuri della mia vita, ormai superati, che però mi hanno insegnato ad affrontare al meglio i problemi e le difficoltà che mi si sono presentate davanti.

Il tuo romanzo è un thriller è si intitola Fuori da ogni morale. Ce ne puoi parlare? Come è nata questa storia e perché hai voluto scrivere proprio un thriller?

Circa dieci anni fa mi licenziai dal lavoro. Mi ritrovai a casa e non sapendo come passare il tempo nella speranza di un’altra occupazione, lessi un grande capolavoro letteraio Il ritratto di Dorian Gray. Fu amore a prima vista. Così mi innamorai della letteratura. Lessi una catena di libri, uno dietro l’altro. Lessi molti romanzi d’amore, tra cui quelli di Nicholas Sparks, il poeta dei sentimenti. Dopo che lessi diversi romanzi d’amore, mi incappai in uno dei romanzi thriller che amo di più in assoluto, Io uccido di Giorgio Faletti. Fu così che nacque la mia passione per il thriller psicologico. Visto che questo genere mi piacque così tanto, tentai anch’io.

Da dove prendi l’ispirazione?

Beh, sicuramente sono influenzato dagli scrittori americani, ma soprattutto amo Hitchcock. L’ispirazione a volte nasce dai suoi film. Thriller psicologici ad alta tensione.

Parlaci della tua esperienza con la Youcanprint.

Una bellissima esperienza. Sono delle persone gentilissimi e disponibili. Soprattutto hanno una grande pazienza. Mi hanno dato possibilità di pubblicare il mio romanzo in diversi store.  Il romanzo si può prenotare in 4500 librerie italiane.
Pensandoci bene, dopo dieci anni ho pubblicato il mio romanzo…infatti, lo scrissi nel “lontano 2008” e ora mi ritrovo in diverse classifiche italiane, tra cui Ibs, Kobo e Mondadori Store. Questo mi rende il cuore gioioso, anche se so che la strada è molto lunga.

Progetti in campo letterario?

Ho tre libri pronti: un thriller, un romanzo erotico e uno di aforismi. Ancora non ho le idee chiare. Quale potrei pubblicare? Lo scoprirò presto.

Intervista all’autrice Gaia Campo

Gaia Campo è nata a Nicosia, un piccolo paesino nell’entroterra siciliano, in provincia di Enna. Studia stampa 3D alla JAC di San Paolo D’Argon e vive a Bergamo. Ha diciannove anni e ha sempre amato l’arte e la scrittura, sin da piccola. Il suo romanzo pubblicato presso la Youcanprint si intitola Quando piove senza nuvole.

Ciao Gaia grazie per aver scelto il mio blog. Parlaci un po’ di te.

Mi chiamo Gaia Campo e vengo da Nicosia, un paese nell’entroterra siciliano. Ho iniziato a scrivere da piccolissima, per gioco, per me stessa, fino a trasformare questo gioco in vero e proprio amore.  A quindici anni ho deciso di scrivere i miei pensieri in un libro, progetto che si è interrotto per i due anni seguenti. Poi, all’università, l’anno scorso, ho conosciuto un ragazzo che amava la scrittura quanto me e allora è tornata la voglia di scrivere. Ed è nato tutto questo.

Puoi parlarci del tuo romanzo Quando piove senza nuvole?

Quando piove senza nuvole è la rappresentazione di un viaggio che, secondo me, chiunque dovrebbe compiere, uno di quelli che ti cambiano per tutta la vita, solo che invece di spostarti, leggi.

Come nascono le tue storie?

Le mie storie nascono per caso. Nascono quando sto ascoltando musica e una frase mi colpisce, nascono quando trovo un concetto che stravolge la visione del mondo, nascono quando sto male e le parole diventano il mezzo per esprimermi al meglio.

Quanto c’è di te nelle storie che scrivi?

Questo sta a voi deciderlo, leggendo ciò che scrivo e provando a capire quanto di me c’è tra quelle parole.

Come mai hai scelto l’autopubblicazione?

Ho scelto l’autopubblicazione per caso, per curiosità. Prima di rivolgermi alla Youcanprint avevo chiesto ad altre case editrici la possibilità di poter pubblicare e si, potevo, ma a condizioni che preferisco non elencare. Si sono rivelate delle fregature, poi ho conosciuto la Youcanprint. L’autopubblicazione permette di scegliere a 360 gradi come modellare il tuo sogno.

Quali sono i tuoi autori preferiti?

Leggo davvero tantissimo e mi riesce difficile andare su qualche autore in particolare, ma sicuramente sceglierei Clara Sanchez, Vanessa Diffenbaugh, Coelho, Pedro Chagas Freitas.

Per te cosa è la scrittura? Perché scrivi?

La scrittura è il modo che ho per dire che esisto. Io ci sono, qui e adesso e mi sto facendo sentire. Scrivo perché amo farlo, non trovo altre spiegazioni. Amo la scrittura e amo lasciare qualcosa a chi legge le mie parole.

Che rapporto hai con i lettori?

Con i lettori ho un ottimo rapporto. Loro rendono possibile tutto questo e li ringrazio infinitamente. Ancora è un piccolo seguito e non so se mai si espanderà, ma grande o piccolo che sia, qualcuno li fuori ha letto le mie parole e mi ha reso felice. Tu che stai leggendo il mio libro, grazie per aver condiviso una piccola parte di me, dedicando del tempo alle mie parole.

Progetti per il futuro?

Non so cosa mi riserva il futuro, so che voglio continuare a scrivere, più di qualsiasi altra cosa al mondo. Continuerò i miei studi qui a Bergamo e scriverò, scriverò, scriverò

Parigi è sempre una buona idea di Nicolas Barreau

9788807031557_0_0_300_75Buongiorno cari amici lettori! In questi giorni ho letto un altro romanzo di Nicolas Barreau intitolato Parigi è sempre una buona idea.

Vediamo insieme di cosa parla

Trama

Talentuosa illustratrice, Rosalie è famosa per i biglietti d’auguri personalizzati che realizza a mano. Ed è un’accanita sostenitrice dei rituali: il café crème la mattina, una fetta di tarte au citron nelle giornate storte, un buon bicchiere di vino rosso dopo la chiusura della papeterie. I rituali aiutano a fare ordine nel caos della vita, ed è per questo che ogni anno, per il suo compleanno, Rosalie fa sempre la stessa cosa: sale i 704 gradini della Tour Eiffel fino al secondo piano e, con il cuore in gola, lancia in aria un biglietto su cui ha scritto un desiderio. Ma finora nessuno è mai stato esaudito. Tutto cambia il giorno in cui un anziano signore entra come un ciclone nella papeterie. Si tratta del famoso scrittore per bambini Max Marchais, che le chiede di illustrare il suo nuovo libro. Rosalie accetta felice e ben presto i due diventano amici, La tigre azzurra ottiene premi e riconoscimenti e si aggiudica il posto d’onore in vetrina. Quando, poco tempo dopo, un affascinante professore americano, attratto dal libro, entra in negozio, Rosalie pensa che il destino stia per farle un altro regalo. Ma prima ancora che si possa innamorare, ha un’amara sorpresa. Perché l’uomo è fermamente convinto che la storia della Tigre azzurra sia sua…

La follia e la simpatia della protagonista vi conquisterà subito tanto che quando finirete di leggere il romanzo, vorrete sapere ancora di lei e della sua vita. Un personaggio indimenticabili, come sono indimenticabili tutti gli altri che arricchiscono la storia. A tratti molto dolce e divertente, romantico al punto giusto e non perchè è ambientato nella città degli innamorati per eccellenza, ma perchè Barreau ha uno stile fresco e dolcissimo nel narrare le storie.

Durante la lettura ho sottolineato alcune parti che riporto qui. E’ un estratto dove l’autore descrive un po’ la giovane Rosalie

Ogni tanto, nel giorno del suo compleanno, Rosaliè andava alla Tour Eiffel, saliva i 704 gradini fino al secondo piano e con il cuore in gola (come ricordato altrove, non aveva ambizioni sportive) lanciava un biglietto su cui aveva scritto il proprio desiderio. Era un piccolo rituale innocente, di cui non sapeva nulla neppure René. Rosalie era un’accanita sostenitrice dei rituali. I rituali davano una forma alla vita, aiutavano a creare un ordine nel caos e a mantenere una visione d’insieme. […] La sera quando disegnava, le piaceva ascoltare sempre gli stessi cd. A volte le rauche chansons di Georges Moustaki, a volte le rarefatte ballate di Coralie Clément. Da un anno, il suo preferito era il cantautore russo Vladimir Vysotskij. Ascoltava i brani a tratti poetici a tratti virili di cui non capiva le parola, mentre la musica evocava immagini nella mente e i pennelli volavano sulla carta. Da bambina Rosalie teneva un diario per conservare le cose importanti. Non lo faceva più da molto tempo, ma da quando aveva aperto il negozio aveva preso l’abitudine, la sera prima di andare a letto, di annotare su un piccolo taccuino azzurro il momento più bello e più brutto della giornata. Solo a quel punto la giornata era davvero finita, e Rosalie si addormentava tranquilla.

Un romanzo magico, dolce, divertente. Ve lo consiglio con tutto il cuore perechè a fine lettura vi lascerà un dolce sorriso sulle vostre labbra.

Per oggi è tutto e vi do l’appuntamento al prossimo libro.

Ciao ciao

Con te fino alla fine del mondo di Nicolas Barreau

3729067_242364Buonasera carissimi amici, in questi giorni ho letto un libro di Nicolas Barreau intitolato Con te alla finde del mondo. E’ un romanzo che ho apprezzato per lo stile molto fresco e allegro dell’autore nel narrare le storie d’amore.

Vediamo insieme di cosa parla il romanzo

Trama

“Mon cher Monsieur, vi starete chiedendo chi è che vi scrive. Non ve lo dirò. Non ancora. Rispondetemi, e provate a scoprirlo. Forse vi aspetta un’avventura che farà di voi l’uomo più felice di Parigi. La Principessa” Così comincia la lettera che stravolgerà la vita di Jean-Luc Champollion, l’affascinante proprietario di una galleria di successo in rue de Seine. Molto sensibile al fascino delle donne, che lo ricambiano volentieri, Jean-Luc vive in uno dei quartieri più alla moda di Parigi, in perfetta armonia con il suo fedele dalmata Cézanne. Tutto procede al meglio, tra vernissage, allegri ritrovi con gli amici nei café di Saint-Germain-des-Prés e romantiche passeggiate au clair de lune lungo la Senna. Finché, una mattina, Jean-Luc scorge qualcosa nella posta: una busta azzurra, scritta a mano. È una lettera d’amore, o meglio, una delle più appassionate dichiarazioni d’amore che lui abbia mai ricevuto, ma non è firmata: la misteriosa autrice, nascosta dietro uno pseudonimo, lo sfida a smascherarla dandogli una serie di indizi. Per quanto perplesso, Jean-Luc sta al gioco. Ma l’impresa non sarà affatto semplice: chi sarà mai la deliziosa impertinente che sembra conoscere così bene le sue abitudini e si diverte a stuzzicarlo? Stregato dalle sue parole, Jean-Luc cercherà di dare un nome a quella donna così intrigante e sfuggente il cui volto gli è del tutto sconosciuto. O forse no?

Per darvi un piccolo assaggio vi propongo la prima pagina di questa storia deliziosa da leggere per rilassarsi e sognare.

La mia prima lettera d’amore è finita in tragedia. All’epoca avevo quindici anni, e bastava che vedessi Lucille per sentirmi svenire. Arrivò nella nostra scuola subito prima delle vacanze estive, la sua apparizione sulla porta della classe, con quel vestitino celeste senza maniche e i lunghi capelli biondi che le incorniciavano il viso a forma di cuore, conserva un alone di magia. Era lì, tranquilla, sorridente, illuminata da un fascio di luce, e l’insegnante, Madame Dubois, lasciò vagare lo sguardo per i banchi. “Lucille, per il momento puoi sederti nel posto libero accanto a Jean-Luc,” disse infine. Mi sudarono le mani. Un mormorio serpeggiò tra i miei compagni, e io fissai Madame Dubois come fosse la fata buona delle favole. In seguito mi è capitato di rado di provare quella sensazione, la stessa che si prova quando ci piove addosso una fortuna assolutamente immeritata. Lucille prese la cartella e scivolò leggera verso di me, mentre io ringraziavo dal profondo del cuore Etienne per aver avuto l’accortezza di rompersi un braccio proprio in quei giorni.

Un romanzo che fa sorridere, emozionare e che ci fa allontanare l’amaro della vita.

Spero di avervi incuriosito. Io vi do l’appuntamento al prossimo libro

Baci baci.

La ragazza che hai lasciato di Jojo Moyes

29594909_10211799647410706_8349119120169798594_nBuonasera cari lettori che mi seguite, vi voglio parlare di un romanzo che mi ha colpita moltissimo in tutti i sensi. Sto parlando del sequel di Luna di miele a Parigi intitolato La ragazza che hai lasciato scritto dall’autrice Jojo Moyes che io considero la Nicholas Sparks femminile.

Vediamo insieme di cosa parla il romanzo

Trama 

Francia, 1916. Sophie, sposa innamorata del pittore Édouard Lefèvre, allievo di Matisse, è rimasta sola dopo che il marito è partito per il fronte allo scoppio della Grande Guerra. La giovane donna ritorna quindi al suo paese natale nel Nord della Francia, ora occupato dai tedeschi. Con grande audacia Sophie aiuta le famiglie in difficoltà suscitando l’interesse e l’ammirazione del locale comandante delle truppe nemiche, fino al giorno in cui, disperata, è costretta a chiedergli aiuto, dopo aver saputo che Édouard è stato catturato e rischia la vita. Per riaverlo è disposta a offrire ciò che ha di più caro: un bellissimo quadro dipinto dal marito che la ritrae giovanissima, intitolato “La ragazza che hai lasciato”, divenuto per il tedesco una vera ossessione. Subito dopo, Sophie viene arrestata e portata via. Nessuno sa dove, né si hanno più sue notizie. Riuscirà a riunirsi al suo amato Édouard? Londra, 2010. Liv, vedova trentenne, sta ancora elaborando la dolorosa perdita del marito, un geniale architetto morto all’improvviso quattro anni prima. Ma quando incontra casualmente Paul, prova per lui una forte attrazione. L’uomo lavora per una società che si occupa di rintracciare opere d’arte trafugate durante la guerra, e proprio a casa di Liv vede il quadro che stava cercando da tempo, quello appartenuto un secolo prima a Sophie. Come mai Liv è in possesso di quel prezioso dipinto? E quali conseguenze avrà questa scoperta sulle loro vite?

Durante la lettura ho appuntato alcune parti molto interessanti per il suo stile dolce e malinconico e soprattutto pieno di amore. A seguire vi farò leggere la lettera che il protagonista Edouard scrive alla sua amata moglie Sophie.

Carissima Sophie, Ė passato molto tempo da quando ho avuto tue notizie. Prego che tu sia al sicuro. Nei momenti più bui mi dico che,se tu non lo fossi,qualche parte di me lo avvertirebbe,come le vibrazioni di una campana distante. Ho ben poco da raccontarti. Per una volta non provo alcun desiderio di tradurre in colore il mondo che vedo attorno a me,e anche le parole sembrano del tutto inadeguate. Sappi soltanto,mia amata moglie,che sano nella mente e nel corpo e che il mio spirito si è conservato integro pensando a te. Qui gli uomini stringono le fotografie dei loro cari come talismani,come protezione contro il buio,immagini accartocciate e sporche,dotate della proprietà di un tesoro. Io non bisogno di alcuna foto per vederti davanti a me,Sophie. Mi basta soltanto chiudere gli occhi per richiamare alla mente il tuo volto,la tua voce,il tuo profumo,e non puoi immaginare quanto conforto mi dai. Sappi,mia adorata,che a differenza dei miei commilitoni io non considero ogni giorno che passa come un giorno di sopravvivenza in più di cui essere grato a Dio,ma come un giorno in cui ringraziarlo per essere ventiquattro ore più vicino al mio ritorno da te. Il tuo Édouard.

Quindi vi consiglio vivamente di leggere questo libro perchè vi lascerà il cuore pieno di forte emozioni. Di questa storia ho apprezzato molto il fatto che la Moyes abbia raccontato alcuni eventi strazianti della Prima Guerra Mondiale. Ha raccontato l’orrore, la desolazione e l’umiliazione della gente che cercava a stento di sopravvivere.

E con questo è tutto ed io vi do l’appuntamento al prossimo libro.

Baci baci