Intervista all’autrice di ORPHEUS Diana Mistera

Sono onorata di intervistare per il mio sito, l’autrice di Orpheus Diana Mistera.

Ciao Diana, grazie per aver scelto il mio sito. Parlaci un po’ di te.

Ciao e grazie a te per questa opportunità. Sono italiana di madrelingua inglese, quindi bilingue. Ho trascorso la mia adolescenza a cavallo fra due culture, quella inglese e quella italiana ed ovviamente indimenticabili sono i miei viaggi a casa dei nonni e delle zie. I nonni abitavano nella costa, mentre le zie a Londra e per me era una festa andarle a trovare in particolare la mia zia Su che , appassionata di teatro, di musica e di musical mi preparava sempre dei programmi stupendi che non dimenticherò mai e che hanno formato una grossa parte del mio background.  Grazie a lei scoprii il mio amore per Shakespeare, recitato proprio in teatro dalla compagnia Shakesperiana appunto, per i musical, indimenticabile fu andare a vedere la prima di West Side Story o il balletto della Morte del Cigno; e per tutto quello che Londra può offrire. Non contenta di avere in me due culture 14 anni fa decisi di aggiungerne una terza, trasferendomi in Finlandia.

Ho studiato prima al Liceo Scientifico e poi all’Università degli Studi di Siena Lingue e Letterature straniere, con la specializzazione in Anglo-Americano.  Sono mamma di uno splendido adolescente di 13 anni, che ha molte cose in comune con me, buon sangue non mente. Lavoro presso uno dei più grandi Hotel di Hämeenlinna, la cittadina in cui vivo, come addetta alle colazioni. Amo leggere, nuotare, passeggiare per i boschi e collezionare cristalli. Scrivo praticamente da quando ne ho memoria.

Qui in Finlandia sono stata coinvolta in ben due progetti distinti multiculturali con le mie poesie che sono state tradotte in Finlandese da un poeta finlandese appunto, e fanno parte di un’antologia pubblicata solo qui in Finlandia. Partecipo a readings, eventi e fiere del libro.

 

Nella tua biografia leggo che sei molto appassionata di mitologia, esoterismo e storia. Come è cominciata questa voglia di conoscere questi argomenti?

La passione per la mitologia e la storia mi sono state trasmesse da mio padre, mentre la passione per l’esoterismo non saprei come sia nata. Probabilmente dalla curiosità dell’ignoto, e dal mio essere goth. Da piccola ero terrorizzata da Dracula e oggi lo adoro, come adoro tutti i vampiri classici. Ho un intuito molto sviluppato,  e questo mi ha portato ad avere anche delle doti di medium e sono sensitiva; da sempre faccio sogni particolari e da sempre sono in contatto con il mondo spirituale. Mi ha sempre affascinato la psicologia e la parapsicologia e sono fermamente convinta che la nostra anima vive molte vite, alcuni di noi, più fortunati, o sfortunati, dipende dall’interpretazione e dal credo di ognuno, hanno il dono ( o la maledizione) di riuscire a ricordare le vite passate, io posso dire di essere una di quelle che ricordano un po’,  e riconoscono altre anime affini che ho incontrato in altre esperienze di vita, di solito loro hanno le mie stesse doti e ci riconosciamo a vicenda.  Questo è un punto che ispira molto anche i miei scritti, sia che si tratti di poesia che di narrativa. Le vite dell’anima, i ricordi dell’anima. È un dato di fatto che noi non conosciamo e non percepiamo tutto ciò che ci circonda, non lo vediamo con gli occhi, ma persone come me percepiscono energie, le vedono a volte, e le spiegazioni per dare un senso a tutto ciò le trovi nell’esoterismo, oltre che ad una certa predisposizione.

Tu ti sei avvicinata alla scrittura attraverso la poesia. Come è nata e poi si è sviluppato questo amore? Dove trovi ispirazione per scrivere i tuoi versi?

La passione per la poesia nasce con il mio approcciare la subcultura goth. Ho amato ed amo all’inverosimile Lord Byron,  Baudelaire, Poe, che ho scoperto con The Raven ( Il Corvo) prima di leggere i suoi racconti che ho subito adorato. Ho sviluppato quest’amore dedicando le mie poesie ad un vampiro goth che avevo conosciuto e che conosco, con il quale ci scambiavamo poesie. Lui le dedicava a me ed io a lui. Chi non avrebbe voluto vivere una storia d’amore intensa basata solo sullo scambio di poesie? Era uno dei miei sogni romantici, essere la musa di un poeta maledetto; ecco così esplose la mia passione per la poesia; iniziai a scrivere anche altro, non solo parole dedicate e per lui, e vidi che piaceva quello che scrivevo e così continuai. La passione per la scrittura nasce dai miei sogni che come ho detto sono talmente complessi che sono delle vere e proprie storie di altri mondi ed è per questo che scrivo il genere Fantasy.

L’ispirazione per le poesie può nascere da qualsiasi cosa, da una canzone che mi colpisce l’anima, da un viso, dalle emozioni che sento in un particolare momento o situazione, a volte sono delle vere e proprie riflessioni messe in prosa.

Parliamo del tuo ultimo libro Orpheus. E’ una storia che si sviluppa in tre libri. Nel 2016 hai pubblicato il primo capitolo per la casa editrice Lettere Animate. Di che cosa parla? Perché il personaggio principale maschile l’hai chiamato proprio Orpheus?

Orpheus nasce dalla mia passione proprio per questa figura mitologica cantata da Ovidio. Sono un topo da biblioteca quindi ho voluto approfondire questa figura ed ho scoperto che nell’antica Grecia c’era proprio un ordine dedito all’Orfismo e quindi dedicato a questo cantante /poeta. Ogni volta che leggevo la sua storia il desiderio di scriverlo in chiave moderna diventava sempre più forte, ma non riuscivo a delinearla come volevo; arrivavo sempre ad un punto morto. Mancava ancora qualcosa. Ecco, io sono dell’opinione che le cose succedono quando devono succedere, e per anni questa mia idea è rimasta latitante nel mio cervello. Una serata che ritengo indimenticabile, ero con una mia amica in una taverna di Londra insieme a quello che poi è diventato Orpheus nel libro. Una serata in compagnia di Ville Valo. Parlammo a lungo di tante cose, si sa che il vino aiuta e per caso, diciamo così, entrammo nel discorso di Orfeo. Mi disse chiaramente di non avere una profonda conoscenza di questo mito, ma era una storia che lo aveva sempre affascinato e ci scambiammo molte idee e sensazioni ed entrambi iniziammo a speculare su come sarebbe stato Orfeo ai giorni d’oggi. Alla chiusura del locale avevo una tale energia addosso che di ritorno al B&B tirai giù il plot e non riuscii a dormire, tanta era l’eccitazione di aver finalmente trovato la storia. Ogni pezzo che non aveva trovato posto prima, si assemblò perfettamente al quadro e così nacque il mio Orpheus. La storia non va come nell’originale, anche se ci sono molte cose in comune, ma sarà capovolta , non sarà Orfeo a scendere all’Infermo per riprendersi Euridice, ma sará Geena che scenderà all’inferno, per riprendersi il suo Orpheus che verrà catturato da un Demone e si concluderà finalmente una battaglia fra immortali, che dura ormai da secoli.

Il mio Orpheus parla appunto di Geena , una potente strega con un’eredità per così dire, pesante, perché non è una semplice strega, le sue origini sono diverse;  e all’inizio della storia neppure lei sa chi è davvero: si ritrova con una casa piena di Grimori, il diario di sua nonna e un bracciale antico, eredità dalla nonna materna, ma non capisce pienamente perché le ha lasciato tutto ciò; ed Orpheus, una rockstar dal passato oscuro, bello e dannato, dannato nel vero senso della parola, perché su di lui pende una maledizione, creata proprio dal padre di tutti i Vampiri, Vlad Tsepesh, a sua volta collegata alla profezia che pende sulla testa di Geena. Entrambi sono all’oscuro di questo, la conoscenza arriverà nel procedere della storia. Orpheus ha vuoto di memoria. In pratica i suoi ricordi partono dall’età di 6 anni, quando andò a vivere con la zia materna; il prima, per lui, è un totale buco nero, che però gli causa dei sogni strani. Anche Geena è perseguitata da un incubo ricorrente, che torna ad abitare le sue notti dopo l’incontro con il misterioso Orpheus e che sarà la chiave nell’ultimo libro della saga.

Il primo capitolo della trilogia è più una introduzione a quello che davvero succederà, ed è stata una scelta voluta perché essendo una trilogia ho pensato che la storia debba andare in crescendo, quindi anche la parte fantasy ed esoterica avrà una presenza più massiccia nei due libri a venire.

L’ho chiamato Orpheus proprio per omaggiare Orfeo.

Parlaci a grandi linee chi sono e che caratteristiche hanno i personaggi di questo romanzo.

Sia Orpheus che Geena possono essere uno di noi. Il backgrund di Orpheus e la sua vita da rockstar é quello che, tolto l’elemento fantasy, succede nel mondo dello spettacolo, e molta ispirazione per la costruzione di questo carattere del libro oltre a Vile Valo di per se, me l’ha data anche la biografia di John Taylor: “In the pleassure groove; Life , death and Duran Duran” che ho praticamente divorato e che ritengo uno dei tesori della mia libreria insieme a tutti i libri di Anne Rice. John Taylor è un altro musicista che ha avuto, ed ha, un forte impatto su di me. Ero una duraniana e lui era il mio idolo. In Orpheus c’è anche un po’ di Marian Gold, il cantante degli Alphaville, che era l’amore della mia vita di adolescente e che ho avuto la fortuna di conoscere e instaurare anche con lui, un bellissimo rapporto di amicizia.

Geena é molto me. Geena può essere la lettrice che legge il libro e si emoziona ed ha sempre sognato di conoscere il proprio artista preferito, io ho avuto la fortuna di farlo, può succedere anche a lei; per questo dico che è molto me e non solo per il discorso artista/fan. I miei idoli, per così dire, io li ho conosciuti in età adulta, quando non si è più fan, per questo sono riuscita a instaurare con loro un rapporto su piani diversi. Lavoravo in una delle discoteche più alla moda della Toscana e quindi di personaggi famosi li ho incontrati molti, e ho anche alimentato le conoscenze dei canali giusti. Geena ha un vissuto pesante sulle spalle come ho avuto io, ed è davvero il frutto di uno dei miei tanti viaggi introspettivi.

Durante la stesura di un libro ascolti musica? Quale?

Come avrai sicuramente capito dalle risposte precedenti si. La musica è un elemento importantissimo nel mio processo di creazione. Mentre scrivo ascolto la musica, mentre non l’ascolto quando edito. La musica mi aiuta a creare il carattere dei personaggi e a definire le scene. In Orpheus la colonna sonora era firmata HIM, quelli degli inizi quindi degli anni a cavallo il 1998 ed il 2004,  non poteva essere altrimenti. Nel secondo libro, presto in uscita: IL DEMONE DELLO SPECCHIO, mi ha accompagnata a musica dei Blutengel e dei 69EYES essendo i toni di quest’ultimo più gotici del primo, e per il terzo libro ancora non so. Lo devo riprendere in mano…potrebbe essere quella dei Nightwish con Tarja o anche il progetto solista di Ville Valo; oppure tutti questi artisti insieme, Alphaville compresi.

 

Che rapporto hai con i lettori?

Amo avere un  bel rapporto con i miei lettori se possibile. I loro consigli sono per me dei doni e mi aiutano a migliorare. Alcuni lettori che non mi conoscevano prima di aver letto i miei libri,  sono diventati i miei lettori beta, e sono felice di questo, scrivo per me, ma è anche per loro che lo faccio, quindi ritengo il loro supporto fondamentale e non essendo amici di famiglia o famiglia stessa, i loro giudizi sono imparziali. 😉

Progetti per il subito in ambito della scrittura?

In ottobre dovrebbe uscire, sempre con Lettere Animate, il secondo capitolo della trilogia, dal titolo “Il Demone dello Specchio”. Il terzo capitolo della saga è ancora senza editore anche perché non è ancora completo.

Nel frattempo ho ripreso in mano il primo racconto che auto pubblicai e sta trasformandosi in un romanzo , il titolo rimarrà probabilmente “Il Signore delle Ombre” ma la storia sta cambiando completamente. Anche questo è senza editore al momento. Poi ci sarebbero delle silloge poetiche una in inglese ed una in italiano, ma non ci ho messo le mani ancora. Progetti ne ho tanti ma il tempo è quello che è.

 

Hai pagine fan o blog dove i tuoi lettori possono seguirti?

Si ho due blog uno in italiano e l’altro in inglese.

Nel blog italiano trovate oltre alle poesie in italiano, anche le mie recensioni

http://dianamistera.blogspot.fi/

Nel blog inglese trovate principalmente le mie poesie in inglese. Come ho detto sono bilingue e le poesie non sono le stesse che leggete in italiano . L’ispirazione a volte viene e in italiano altre in inglese.

http://thedarklight.blogspot.fi/

Pagina autore Facebook:

https://www.facebook.com/diana.mistera/

Pagina ufficiale della trilogia Orpheus:

https://www.facebook.com/Orpheusaga/

Twitter:

@Mistera_d

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Nuove uscite per la Collana Floreale

Buona domenica lettori! Oggi vi segnalo due libri della Collana Floreale che sono usciti. Sono Profumo di zucchero e vaniglia di Elena Ungini e L’inverno nei suoi occhi di Marta Arvati.

Cover ebook_Profumo di zucchero e vaniglia.jpgProfumo di zucchero e vaniglia di Elena Ungini

Sinossi

Chiara ha ventidue anni, una figlia piccola ed è sola da quando il suo fidanzato, alcolizzato e violento, l’ha lasciata. Decisa a trovare un lavoro, frequenta il corso serale per diventare pasticciera. Quando inizia a lavorare nella pasticceria di Stefano, suo ex compagno di scuola, si rende conto di provare per lui un’attrazione fatale che il giovane non sembra ricambiare. Del resto, lui sta per sposare Lucia, con la quale è fidanzato da due anni. Ma Chiara è dolce, simpatica, avvenente e molto più presente di Lucia, sempre in viaggio per lavoro o vacanza e Stefano inizia a portare Chiara con sé alle convention, alle cene, ai vari appuntamenti di lavoro. Tra loro nasce una nuova complicità che li porterà a scoprire i lati più segreti del loro io interiore.

Estratto

“Stefano… che stiamo facendo?” gli chiesi all’improvviso.

“Non lo so” rispose lui, sincero.

Mi fissava, i suoi occhi neri fissi nei miei, il silenzio che divampava improvviso fra di noi, quasi ci trovassimo in una bolla isolata da tutti, che racchiudeva solo noi due.

Il telefono squillò di nuovo, rompendo l’incantesimo. Ripresi a sentire le voci, la vita, la gente intorno a noi Lui guardò il display e sospirò, ma neppure stavolta rispose.

“Chi era?” gli chiesi.

“Lucia.”

“Perché non hai risposto?”

“Perché sono qui con te e il resto non conta più nulla.”

Mi sentii mancare a quelle parole. Ci guardammo negli occhi a lungo, consci di quell’insolita situazione, consci persino del fatto che, se fossimo stati soli, probabilmente in quel momento ci saremmo baciati.

Informazioni sull’opera

Genere: Romanzo Rosa. Disponibile in ebook (su tutti gli store: Amazon, Kobo, Google Play) e in cartaceo (amazon, ibs, La Feltrinelli e prenotabile in libreria)

Prezzo ebook: €1,99

Prezzo cartaceo: €9,99

Link d’acquisto amazon: http://amzn.to/2v2Mosc

cover ebook_L'inverno nei suoi occhi.jpgL’inverno nei suoi occhi di Marta Arvati

Sinossi

Protagonista del romanzo è Giada, una ragazza bellissima dall’animo complicato, che appartiene totalmente al mondo ma su di esso domina dall’alto come una regale aquila. È nata da una violenza subita dalla madre poco dopo il matrimonio e segno indelebile delle sue origini sono in lei gli occhi grigi ereditati dall’individuo che l’ha generata, marchio evidente impresso sul suo viso come nel suo cuore. Rimasta da sola con un fratellino di sette anni, sposa un uomo di vent’anni più grande, Dario Ameri, un rinomato direttore di banca fiorentino, che per lei nutre un amore che rasenta l’ossessione. Nella sua vita entra poi un giovane, Flavio Martini, una specie di scanzonato giramondo che, dopo aver girovagato in Italia e in Europa per anni, ritorna a Firenze e, colpito da Giada, bella ed apparentemente intoccabile, decide di fare una scommessa con un amico, sicuro di far cedere l’ambita preda. Quello che in principio sembra un divertente gioco, prende però una piega inaspettata e sconvolgerà le vite di tutti coloro che ne resteranno coinvolti, sovvertendo convenzioni e buon senso per addentrarsi nell’inestricabile labirinto dei sentimenti, nel quale l’amore è l’elemento portante, l’amore in diverse sue sfaccettature, anche nei suoi risvolti oscuri e morbosi, che possono trasformarlo talora in odio, vendetta, dolore.

Estratto

“Quella devi lasciarla perdere. È la moglie di un pezzo grosso, un direttore di banca, Dario Ameri, un tipo con tanti di quei soldi che gli escono perfino dalle orecchie. Era una che se la spassava, prima di sposarsi, ma da quando sta con Ameri è praticamente irraggiungibile. Dammi retta, non fa per te. E poi, scommetto che non riusciresti a combinare niente con quella lì, nemmeno fra mille e mille anni!”

“E allora, scommettiamo!” ribatte prontamente Flavio.

“Sei impazzito? Hai ascoltato quello che ti ho detto?!”

“Più le cose sono difficili, più mi divertono.”

“A me sembra un’impresa da matti, però se sei convinto… Va bene, scommettiamo. E quale sarebbe la posta in gioco?”

“Decidi tu, a me non importa. Adesso mi interessa solo quella biondina.”

“D’accordo: se riuscirai a portartela a letto, ti offrirò una cena nel migliore ristorante di Firenze. Però, vedi di non imbrogliarmi: io mi fido della tua parola.”

Con una stretta di mano i due suggellano il loro patto e la scommessa prende dunque il via, trasformando colei che aveva sempre guidato il gioco, nella pedina del gioco diretto da qualcun altro.

Informazioni sull’opera

Genere: Romanzo Rosa. Disponibile in ebook (su tutti gli store: Amazon, Kobo, Google Play) e in cartaceo (amazon, ibs, La Feltrinelli e prenotabile in libreria)

Prezzo ebook: €1,99

Prezzo cartaceo: €9,99

Link d’acquisto amazon: http://amzn.to/2ifSwvc 

E con questo è tutto, io vi do l’appuntamento ai prossimi libri.

Baci baci

 

Facemmo l’amore una notte di maggio di Domenico Andrea Schiuma

51hIf59JjxLBuona domenica amici lettori! Stamattina voglio parlarvi di un romanzo che ho letto in soli due pomeriggi. Si intitola Facemmo l’amore una notte di maggio dell’autore Domenico Andrea Schiuma, edito per la casa editrice Lettere Animate.

Vediamo insieme la trama di questo libro

Trama

Nicola Mastrogiovanni vive un’infanzia difficile. La piccola casa in cui abita si trova in un condominio in cui la convivenza con i vicini è piuttosto difficile. La madre, Rosalba, è una donna dal carattere piuttosto docile e remissivo. Simone, il padre, è un operaio dal temperamento estremamente duro e maltratta la moglie. A causa del clima che si respira in casa, Nicola Mastrogiovanni non riesce a creare rapporti di amicizia con gli altri bambini che conosce. Quando frequenta la seconda elementare, il padre, frustrato dalla perdita del lavoro, dalla casa-bettola in cui vive e dall’amore ormai svanito per la moglie, scappa. La madre vive un periodo durissimo e Nicola sente il dovere morale di aiutarla. Rosalba apre una tabaccheria. Nicola, studente non molto brillante, quando può va ad aiutarla. Al termine degli studi superiori, Nicola inizia a lavorare a tempo pieno nella tabaccheria. Nel frattempo, ha sviluppato con la madre un rapporto di complicità malato, quasi maniacale, che gli impedisce di aprirsi alle altre persone. Eppure, a Nicola piace ascoltare quello che le altre persone si dicono. Questo è il suo vizio. Origlia le conversazione degli altri, in tabaccheria, fuori dal negozio, anche quando sta semplicemente passeggiando con la madre.Ben presto, Rosalba si ammala e muore. Nicola è ormai adulto, ma per lui il dolore per questa perdita è fortissimo. A un mese e mezzo dal decesso, non riuscendo a distrarsi dalla sofferenza per la madre, prende una decisione radicale: chiude la tabaccheria per un mese e parte. Destinazione: l’ultima fermata del primo treno. Nicola arriva così a Bari. Il primo giorno, sfogliando un giornale locale, legge un articolo riguardante un uomo scomparso da un paesino della provincia. Nicola esplorerà la città, scoprendone gli angoli più belli e interessanti. Ma non perderà il vizio di origliare le conversazione delle altre persone.

Come potete leggere dalla trama, non è un libro divertente o di quelli mielosi che fa sognare, ma comunque intriga molto in quanto l’autore ha catturarato l’attenzione non solo per ciò che racconta nel romanzo, un libro molto originale, ma soprattutto le descrizioni dei personaggi a livello psicologico  e tutto l’insieme che c’era intorno a loro come il mare, le luci del lungomare, i due personaggi seduti sulla panchina mentre Nicola osservava ogni singolo gesto. Una cosa mi ha molto colpita, il fatto che a raccontare ci fossero due personaggi: il primo l’autore stesso che raccontava tutto l’insieme della storia, e il secondo Nicola che osservava i due personaggi.

Durante la lettura ho sottolineato alcuni passaggi che mi hanno incantata per la descrizione

Qui siamo a Bari

[…] già, il vento che soffia e che ti accarezza  i capelli e che ti fa venire qualche brivido sulle gambe scoperte, e che in questa zona profuma di salsedine e di cultura e di storia, forse di Albania, forse di Turchia. […] E poi, il lungomare, così illuminato, con tutti quei lampioni che segnano il percorso della costa, sembra quasi che vogliano dirci seguici, è questa la strada per arrivare dove vuoi arrivare, ma spesso tu nemmeno lo sai dove vuoi arrivare…

Ho apprezzato molto questo libro in tutti i suoi aspetti. Lo stile di scrittura di Schiuma è molto scorrevole e la sua capacità è quella di riuscire a far entrare il lettore nella storia. Leggendo queste pagine è come esser lì sul lungomare passeggiando e osservando il mare. Libro intenso e poetico.

E con questo è tutto, io vi ringrazio per l’attenzione e vi dò appuntamento al prossimo libro.

Ciao ciao

 

Dreams – gli uomini del hsien di Emilia Denaro

20526271_10210103398925554_8001029380829188498_nBuonasera amici lettori, vi voglio parlare di un libro che proprio ieri ho finito di leggere. Si intitola Dreams – gli uomini del hsien di Emilia Denaro, pubblicato per la casa editrice Lettere Animate.

Vediamo insieme di cosa parla

Trama

Quando Leila, orfana in affido ad una famiglia romana con cui non ha buoni rapporti, scopre di avere uno zio pronto a prenderla in adozione, dandole così l’amore che ha sempre sognato, non immagina certo che la sua vita di teenager timida e insicura sta per essere completamente stravolta. L’incontro con il tenebroso Richard, fratellastro del padre, è da subito estremamente burrascoso. Nonostante ciò qualcosa di molto profondo nasce tra di loro fino al giorno in cui Richard dovrà rivelarle un segreto che li accomuna e che spiegherà non solo perché è diventata improvvisamente un genio ma anche il significato dei suoi strani sogni….

Ho letto questo romanzo con un po’ di fatica. Di solito i libri urban fantasy o fantasy mi piacciono molto, ma questa storia mi ha delusa un po’ perchè ci sono diversi elementi distopici. Una storia ambientata in un futuro non troppo vicino e non troppo lontano da noi. La protagonista Leila, mi ha lasciata un po’ desiderare e lo zio, che specifico non è proprio lo zio, ma il suo tutore nonchè fratellastro del padre di Leila, è troppo ambiguo a volte è dolce e altre volte è aggressivo e spesso il loro rapporto è molto altalenante con vari tira e molla. Una relazione non ben definitache a lungo andare stuferà i lettori che leggeranno il libro. L’autrice secondo me si è dilungata troppo in alcuni dettagli che io avrei tralasciato e non è andata al nocciolo della questione. Solo nella seconda metà del libro la storia prenderà un ritmo diverso.

Durante la lettura ho sottolineato alcune parti che vi riporto

“Come puoi restare impassibile di fronte alla morte di una persona… sei un medico…” lo accusai.

“Sali in macchina!” mi ordinò freddo lui. “Sono morti… sono morti…” continuavo a piangere io in preda ad una crisi nervosa.

L’autrice con questo suo stile di scrittura molto freddo, non è riuscita ad emozionarmi né nelle situazioni di pathos né in quelle dove protagonisti erano i sentimenti stessi. Sarà che io non sono amante del genere dispotico. Quindi consiglio la lettura ad un pubblico di lettori amanti di questo genere.

E con questo è tutto ed io vi rinnovo l’appuntamento al prossimo libro.

Buona serata!