Intervista all’autore Rocco Roberto

Ciao benvenuto nel mio blog. Come è nato l amore per la scrittura?

Nasce dalla condivisione di questa passione, che avevo già in me ma non era mai “esplosa”, con una mia cara amica, che oggi non c’è più. Ho seguito il suo esempio , trovando coraggio e tempo per raccontare storie che mi si muovevano timide dentro.

Parliamo del tuo libro. Come nasce?

Quando eri qui con me, il mio primo romanzo, nasce come una storia che potesse raccontare di un Amore adultero, apparentemente sbagliato ma che non ha nulla a che vedere con le storie adultere medie di cui sentiamo ogni giorno. Nasce insomma come l’esigenza di notare che spesso anche nelle storie che, in media, vengono considerate sbagliate, può nascondersi qualcosa di positivo per chi le vive. I sogni che restano, secondo romanzo, nasce da un’esperienza autobiografica, la perdita di una cara amica. E’ un romanzo che tocca temi come l’elaborazione del lutto, il distacco, l’esigenza di reinventarsi e riscoprirsi dopo un’esperienza forte come la perdita di una persona cara.

Scrivere è… (concludi la frase)

E’ dar voce, per me, a personaggi che nascono dentro di me, che nascono dalla contaminazione del mondo che mi sta intorno con la mia sensibilità, la mia fantasia, i miei stessi sentimenti. E’ liberare queste voci che mi urlano dentro e con le loro storie chiedono al lettore di riconoscere nelle pieghe di queste stesse storie qualcosa di loro.

Quali sono gli autori che prediligi è perché?

Sono affascinato dalla scrittura di Proust che riesce ad essere ad immagine e somiglianza dell’animo dei protagonisti. Ma leggo con trasporto, tra i contemporanei, Bisotti e Gramellini, per l’empatia con la quale raccontano le storie dei loro personaggi facendo della scrittura un filo di Arianna per districarsi negli intrichi delle anime dei personaggi che creano.

Ti é mai capitato di dover fare i conti con il classico blocco dello scrittore?

Sì, eccome. E’ un’esperienza di impotenza che tuttavia ti invita a fermarti e ti stimola a trovare il modo per ripartire. Non credo sia un blocca a caso, credo che nel concepimento del romanzo o comunque di quanto si scrive, serva eccome.

Qual è il personaggio del tuo romanzo che ti ha colpito maggiormente? Perché?

Sono colpito e legato ad Adriano, presente in entrambi i miei romanzi. Si tratta di un uomo di quarant’anni, un aviatore, single, benestante, affascinante, il classico sciupafemmine che tuttavia nel mio secondo romanzo mette a nudo, grazie all’incontro con la protagonista, Sofia, la sua anima, riscoprendosi, con sua assoluta sorpresa, tutto quanto nemmeno lui pensava di essere e di poter provare. Ci sono molto legato perché è nato come un personaggio di fantasia che tuttavia grazie alla scrittura creativa ha fatto un percorso di crescita personale non indifferente, con uno spessore psico-emotivo che ha stupito me stesso. Dell serie che mi sono ritrovato a dar ragione a quegli scrittori che sostengono che i personaggi vivono di vita propria.

Cosa deve fare uno scrittore per diventare un buon scrittore?

Se lo sapessi, lo sarei anch’io. Scherzo. Penso che non si debba mai chiudere nella sua scrittura. Che debba leggere tantissimo e rileggersi tantissimo. Non accontentarsi mai di quanto butta giù, di getto. Che debba essere un buon osservatore della realtà e soprattutto dell’uomo, dei suoi sentimenti, delle sue emozioni, delle sue paure come delle sue gioia perché oggi c’è un gran bisogno di essere “ascoltati” ed io credo che le belle storie, in letteratura, nascano da un attento ascolto delle vite altrui, che a loro volta danno vita a storie che sanno farsi ascoltare dal lettore che a sua volta troverà in quelle storie qualcosa per sé, per mettere passi avanti nel suo percorso personale.

Che rapporto hai con i lettori?

Amo confrontarmi con i lettori dei miei romanzi quando ne ho modo perché non mi sento arrivato e credo di aver bisogno delle critiche più spietate, a tutti i livelli. Per crescere e migliorarmi in questa passione. Ben venga, poi, ricevere letture positive che cambiano da lettore a lettore.

Quali sono i tuoi progetti in campo letterario?

Sto vivendo proprio la fase del blocco dello scrittore di cui parlavamo poco fa. Sono su un terzo romanzo da un po’. Diciamo che cerco appunto di trarre profitto da questo blocco per cercare di capire in che direzione portare la storia già avviata ma soprattutto per rivedere, forse, il modo in cui vado a raccontarla. Nel frattempo mi sto dedicando di tanto in tanto alla scrittura di alcuni racconti che hanno come trait d’union l’Amore in tutte le sue forme.

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Intervista al poeta Gabriele Silva

50049713_993502847512362_926888293625233408_nCiao Gabriele parlaci un po’ di te in poche righe. Chi è Gabriele?
Ciao Angie, ringrazio l’opportunità di farmi conoscere, ti dirò che sono una persona semplice che ha trovato nella scrittura uno spazio in cui far volare la mia immaginazione. Ho 42 anni appena compiuti, abito in un piccolo paese dell’Emilia Romagna, in provincia di Piacenza. Parlo spagnolo e obviamente l’italiano, quindi scrivo poemi in due lingue..
Perché scrivi? Innanzitutto lo faccio per passione, mi piace la poesia sin da giovane, era da sempre un modo di comunicare sentimenti, penso che era più facile all’inizio scrivere ciò che sentivo che dirlo in parole, mi faceva sentire sicuro di me stesso. La Poesía é questo, il linguaggio che utilizza il cuore per comunicare l’amore che prova, perché soltanto coloro che col cuore si parlano, col cuor si amano.
Com’è nata questa raccolta di poesie Sogni ricamati in Poesia?
Il libro nacque da una necessità personale di condividere una mia passione, quella di scrivere poesie. Per me è stato un sogno che avevo sin da quando ero al Liceo, ecco perché l’ho intitolato Sogni ricamati in Poesia, perché mi consideravo uno che ricamava versi. Ammiravo la poetessa Gabriela Mistral per il suo modo di incantare il lettore coi suoi poemi. Uno dei suoi poemi che mi colpì si intitola BACI. I miei poemi girano intorno a quest’azione che io chiamo la prima dimostrazione dell’amore. Parlo anche di nostalgia di un’amore vissuto e indimenticabile, di passione sfrenata.
D’altronde voglio trasmettere un messaggio d’amore . Soltanto l’amore puó cambiare questo mondo che ormai ha perso la sua sensibilità. Leggere una poesia rasserena l’anima, ed é proprio quello che voglio condividere con il lettore, una parte dell’anima che riesce a esprimere attraverso la scrittura la sua essenza. Penso che abbiamo perso il vero senso di comunicare ciò che proviamo. É la prima cosa che ci rende essere umani.
Hai mai pensato cimentati nella prosa?
Si l’ho pensato. Ho appena scritto un piccolo racconto che sarà inserito in un’antologia di 10 autori, l’ho intitolato INOCCENTE PECCATO, è probabile che uscirà a marzo. Ho pensato pure scrivere un romanzo. Però ci vorrà del tempo, prima voglio portare avanti la promozione di Sogni ricamati in Poesia.
Quali sono i poeti che preferisci?
Certamente quelli che preferisco sono Pablo Neruda e Gabriela Mistral. Entrambi sudamericani e che fecero storia al loro modo.
Da dove prendi l’ispirazione?
L’ispirazione arriva sotto forma di donna che ti avvinghia il cuore in un’ abbraccio di parole. Ed é in quel momento che le idee appaiono chiare. Di notte si scrive meglio, poiché nel silenzio riesci a sentire il cuore che parla, e la mente che disegna ricordi, un dialogo interno che diventa poema. Il poeta é un scrivano dell’anima e l’inchiostro é il sangue artificiale che li permette vivere in eterno.
Progetti per il futuro?
Dopo il mio esordio, avevo in mente un’altro libro di poesie, il manoscritto c’è l’ho. Appena posso lo renderò pubblico. Eppure vorrei scrivere un romanzo. Tutto ciò se Dio vuole. Grazie.

Il mio angelo segreto. Triloy: Innamorata di un angelo, Il mio angelo segreto, Un amore di angelo di Federica Bosco

51-rvcsgbfl._sx322_bo1,204,203,200_Ciao carissimi amici, in tutto questo periodo sono riuscita a leggere la trilogia Il mio angelo segreto di Federica Bosco e devo dire che mi è piaciuta molto.

Vediamo insieme di cosa parla

Trama

Mia ha sedici anni è ribelle, ironica, determinata, sempre pronta ad affrontare le incertezze della sua età. Insegue un grande e irrinunciabile sogno: entrare alla Royal Ballet School di Londra, la scuola di danza più prestigiosa al mondo, dove le selezioni sono durissime. A complicare la sua vita c’è l’amore intenso e segreto per Patrick, così incantevole e unico da sembrare un angelo. Ma all’improvviso Mia perde tutto, il mare porta via i suoi progetti, le sue passioni e anche lei. Il tempo si ferma. Nel sonno profondo in cui è precipitata, Mia si sente al sicuro. Ma a volte l’amore è più forte di tutto, perfino della morte. La ragazza si risveglia. Qualcuno ha voluto che tornasse a vivere, qualcuno con cui Mia riesce ancora a parlare, e che non vuole smettere di ascoltare. Qualcuno che la ama più della sua stessa vita e che ha fatto di tutto per salvarla…

Una storia molto appassionante che non è solo la classica storia d’amore tra una ragazzina di quindici anni e il suo ragazzo, ma qui c’è molto di più. La Bosco non vuole raccontare solo l’amore adolescenziale, il suo romanzo tocca tematiche come il non esser all’altezza della situazione, la paura di osare, la morte, la solitudine, il rapporto tra genitori e figli. I caratteri dei personaggi sono molto ben definiti e la Bosco da un posto nella storia ad ognuno di loro. Quindi come è importante la protagonista Mia è importante la madre, la nonna, Nina la sua migliore amica e così via dicendo…

Durante la lettura ho sottolineato alcuni passaggi che mi hanno emozionata e quindi vorrei condividerli con voi

Queste sono le parole che pronuncia Pat alla nostra dolce e testarda protagonista

Mi manchi anche tu amore mio e non sai quanto, mi manchi da farmi venire voglia di mollare tutto ogni giorno pur di stare con te, ma non dobbiamo mollare perchè questo è quello che  vogliamo fare da quando siamo nati, per cui ci staremo vicino e  ci incoraggeremo nei momenti come questo. E io voglio contare su di te quando non ce la farò più, capito? Voglio essere orgoglioso di te, voglio poterti seguire a Parigi e a Mosca e stare lì in prima fila ad applaudirti e ammirare quanto sei brava!

Una trilogia che pagina dopo pagina sorprende facendoci assaporare il gusto dolce della vita. Consigliatissimo a tutte quelle persone che non credono in se stesse, che hanno perso fiducia negli altri e che rincorrono un sogno cercando di realizzarlo.

Buona lettura sognatori! Alla prossima con un nuovo libro.

Intervista all’autrice Lily Rose

www.mondadoristore.itCome è nato l amore per la scrittura?

Sin da bambina… ogni volta che dovevo scrivere un tema a scuola, il tempo non bastava mai! Da adolescente scrivevo un diario che racchiudeva il mio mondo, i miei segreti, i miei racconti.

Parliamo del tuo libro edito da Lettere Animate dal titolo Vivienne: da escort a moglie “imperfetta”. Come nasce?

Il romanzo è nato ben otto anni fa ed è rimasto sospeso nel limbo per tanto tempo, finché ho preso il coraggio e trovato il tempo per finirlo. In realtà prima di approdare a Lettere Animate, avevo pubblicato il romanzo con un’altra casa editrice. Ho avuto alcune divergenze con la ce in questione ed ho rescisso il contratto. Con Lettere Animate il romanzo ha preso un’altra piega, ed è uscita un’edizione rieditata, ricca di nuovi contenuti e curata.

Scrivere è…

la possibilità di fuggire in un mondo parallelo che rispecchia il tuo IO.(concludi la frase)

Quali sono gli autori che prediligi è perché?

Non ho dei generi prefissati, leggo di tutto ma non amo i romanzi storici né di fantascienza. Adoro Sophie Kinsella e Jojo Moyes. Mi piace comunque spaziare tra vari generi ed autori.

Ti é mai capitato di dover fare i conti con il classico blocco dello scrittore?

Certo! Il romanzo è rimasto nel cassetto per sette anni. Poi è scattata una molla interna e l’esigenza di portare a termine il progetto.

Qual è il personaggio del tuo romanzo che ti ha colpita maggiormente?

Adoro Andrew, il marito della protagonista, perché ama incondizionatamente la moglie, nonostante sia cambiata molto. Vivienne, la protagonista, può sembrare una donna frivola ed antipatica all’inizio, ma credo che molti dei suoi atteggiamenti possano rispecchiare le donne della società attuale. È comunque una donna fragile che ha subito un forte traume.

Cosa deve fare uno scrittore per diventare un buon scrittore?

Allenarsi e avere l’umiltà di mettere in discussione ciò che sta scrivendo, accettando le critiche che lo aiuteranno a migliorarsi.

Che rapporto hai con i lettori?

Mi piace conoscere la loro opinione, soprattutto da parte di persone che non mi conoscono e che possono dare la propria opinione senza filtri. Sarebbe bello poter incontrare chiunque abbia dedicato del tempo nella lettura del romanzo!

Se Vivienne: da escort a moglie “imperfetta” fosse una canzone, quale sarebbe?

Fix you dei coldplay

Come mai stai valutando l autopubblicazione?

perchè le piccole case editrici contribuiscono poco alla promozione dei libri, non danno visibilità agli scrittori che spesso vengono percepiti solo come mera fonte di guadagno. Non mi riferisco alla mia ce in particolare, ma sto vedendo succedere cose assurde! La ce guadagna sul lavoro dello scrittore che percepisce cifre irrisorie… nel mio caso 1,25 cent per ogni libro venduto….

Quali sono i tuoi progetti in campo letterario?

Ho iniziato il seguito del romanzo. Ora però ho messo da parte la scrittura per dedicarmi alla promozione del romanzo, che non credevo fosse cosi impegnativa! Sto inoltre valutando l’opzione del self publishing.