Intervista al poeta Gabriele Silva

50049713_993502847512362_926888293625233408_nCiao Gabriele parlaci un po’ di te in poche righe. Chi è Gabriele?
Ciao Angie, ringrazio l’opportunità di farmi conoscere, ti dirò che sono una persona semplice che ha trovato nella scrittura uno spazio in cui far volare la mia immaginazione. Ho 42 anni appena compiuti, abito in un piccolo paese dell’Emilia Romagna, in provincia di Piacenza. Parlo spagnolo e obviamente l’italiano, quindi scrivo poemi in due lingue..
Perché scrivi? Innanzitutto lo faccio per passione, mi piace la poesia sin da giovane, era da sempre un modo di comunicare sentimenti, penso che era più facile all’inizio scrivere ciò che sentivo che dirlo in parole, mi faceva sentire sicuro di me stesso. La Poesía é questo, il linguaggio che utilizza il cuore per comunicare l’amore che prova, perché soltanto coloro che col cuore si parlano, col cuor si amano.
Com’è nata questa raccolta di poesie Sogni ricamati in Poesia?
Il libro nacque da una necessità personale di condividere una mia passione, quella di scrivere poesie. Per me è stato un sogno che avevo sin da quando ero al Liceo, ecco perché l’ho intitolato Sogni ricamati in Poesia, perché mi consideravo uno che ricamava versi. Ammiravo la poetessa Gabriela Mistral per il suo modo di incantare il lettore coi suoi poemi. Uno dei suoi poemi che mi colpì si intitola BACI. I miei poemi girano intorno a quest’azione che io chiamo la prima dimostrazione dell’amore. Parlo anche di nostalgia di un’amore vissuto e indimenticabile, di passione sfrenata.
D’altronde voglio trasmettere un messaggio d’amore . Soltanto l’amore puó cambiare questo mondo che ormai ha perso la sua sensibilità. Leggere una poesia rasserena l’anima, ed é proprio quello che voglio condividere con il lettore, una parte dell’anima che riesce a esprimere attraverso la scrittura la sua essenza. Penso che abbiamo perso il vero senso di comunicare ciò che proviamo. É la prima cosa che ci rende essere umani.
Hai mai pensato cimentati nella prosa?
Si l’ho pensato. Ho appena scritto un piccolo racconto che sarà inserito in un’antologia di 10 autori, l’ho intitolato INOCCENTE PECCATO, è probabile che uscirà a marzo. Ho pensato pure scrivere un romanzo. Però ci vorrà del tempo, prima voglio portare avanti la promozione di Sogni ricamati in Poesia.
Quali sono i poeti che preferisci?
Certamente quelli che preferisco sono Pablo Neruda e Gabriela Mistral. Entrambi sudamericani e che fecero storia al loro modo.
Da dove prendi l’ispirazione?
L’ispirazione arriva sotto forma di donna che ti avvinghia il cuore in un’ abbraccio di parole. Ed é in quel momento che le idee appaiono chiare. Di notte si scrive meglio, poiché nel silenzio riesci a sentire il cuore che parla, e la mente che disegna ricordi, un dialogo interno che diventa poema. Il poeta é un scrivano dell’anima e l’inchiostro é il sangue artificiale che li permette vivere in eterno.
Progetti per il futuro?
Dopo il mio esordio, avevo in mente un’altro libro di poesie, il manoscritto c’è l’ho. Appena posso lo renderò pubblico. Eppure vorrei scrivere un romanzo. Tutto ciò se Dio vuole. Grazie.

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