Intervista all’autrice Mathilda Blake

Ciao Mathilda, benvenuta nel mio blog. Parlaci un po’ di. Chi é Mathilda scrittrice? Ho visto che pubblichi per la casa editrice Mondadori. Parlaci del tuo approccio con la Mondadori.

Sono un’autrice a tempo pieno (nel senso che scrivo per lavoro) sia con il mio vero nome Mathilde Bonetti, con cui firmo i miei romanzi per ragazzi e per bambini con Mondadori e Piemme, sia con lo pseudonimo Mathilda Blake, che invece uso per i miei romance storici come L’Irresistibile e L’Indimenticabile. Ho pubblicato un’ottantina di opere e quando non scrivo come autrice, traduco. Inoltre, scrivo per alcune riviste. Sono state proprio le collaborazioni con i giornali il mio trampolino di lancio in Mondadori, perché da ragazza, appena uscita dal liceo, avevo iniziato a scrivere per Starbene e DonnaModerna. Da lì, mi sono proposta per le traduzioni visto che sono bilingue e siccome piaceva come scrivevo, quando ho iniziato a fare le mie proposte editoriali, ho avuto la fortuna di trovare qualcuno pronto a prenderle in considerazione. Il mio primo libro, tuttavia, non è Mondadori: avevo 23 anni e l’ho pubblicato con un editore minore quando ancora facevo la giornalista.
Come nascono le tue storie?
Le mie storie nascono sempre da un’idea, da un sogno a occhi aperti. Immagino una storia e poi la propongo ai miei capi. Se piace, mi danno l’ok per scriverla.
A quale personaggio delle tue storie sei legata e perché?
Non ho un personaggio al quale sono più legata: ogni volta mi innamoro dei protagonisti che vado a creare per questa o per quella storia. Nei miei romance L’Irresistibile e L’Indimenticabile ad esempio, adoro il protagonista maschile, perché assomiglia in modo viscerale al mio amore.
Come è nato l’amore per la scrittura?
Questa è una domanda bellissima per me… Ero a scuola davanti al mio primo libro scelto autonomamente: I misteri della giungla nera. Lo leggevo tutto d’un fiato e la sera, a letto, mi rivedevo le scene come fossero un film nella mia mente. Ricordo di aver pensato che se mai fossi riuscita a scrivere qualcosa in grado di emozionare i lettori quanto Salgari stava emozionando me, non sarei passata su questa Terra invano. E’ nata così la mia passione per la scrittura e da quel giorno, a chiunque mi chiedesse cosa volevo fare da grande, rispondevo: la scrittrice!
Progetti futuri in campo letterario?

Ho appena terminato un nuovo romance, che uscirà a giugno, sempre con Mondadori. Quello stesso mese, uscirà un mio nuovo libro per ragazzi con Piemme – Il Battello a Vapore. Per dicembre devo scrivere un nuovo romance storico ambientato nella Russia dell’Ottocento.

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Intervista all’autore Rocco Roberto

Ciao benvenuto nel mio blog. Come è nato l amore per la scrittura?

Nasce dalla condivisione di questa passione, che avevo già in me ma non era mai “esplosa”, con una mia cara amica, che oggi non c’è più. Ho seguito il suo esempio , trovando coraggio e tempo per raccontare storie che mi si muovevano timide dentro.

Parliamo del tuo libro. Come nasce?

Quando eri qui con me, il mio primo romanzo, nasce come una storia che potesse raccontare di un Amore adultero, apparentemente sbagliato ma che non ha nulla a che vedere con le storie adultere medie di cui sentiamo ogni giorno. Nasce insomma come l’esigenza di notare che spesso anche nelle storie che, in media, vengono considerate sbagliate, può nascondersi qualcosa di positivo per chi le vive. I sogni che restano, secondo romanzo, nasce da un’esperienza autobiografica, la perdita di una cara amica. E’ un romanzo che tocca temi come l’elaborazione del lutto, il distacco, l’esigenza di reinventarsi e riscoprirsi dopo un’esperienza forte come la perdita di una persona cara.

Scrivere è… (concludi la frase)

E’ dar voce, per me, a personaggi che nascono dentro di me, che nascono dalla contaminazione del mondo che mi sta intorno con la mia sensibilità, la mia fantasia, i miei stessi sentimenti. E’ liberare queste voci che mi urlano dentro e con le loro storie chiedono al lettore di riconoscere nelle pieghe di queste stesse storie qualcosa di loro.

Quali sono gli autori che prediligi è perché?

Sono affascinato dalla scrittura di Proust che riesce ad essere ad immagine e somiglianza dell’animo dei protagonisti. Ma leggo con trasporto, tra i contemporanei, Bisotti e Gramellini, per l’empatia con la quale raccontano le storie dei loro personaggi facendo della scrittura un filo di Arianna per districarsi negli intrichi delle anime dei personaggi che creano.

Ti é mai capitato di dover fare i conti con il classico blocco dello scrittore?

Sì, eccome. E’ un’esperienza di impotenza che tuttavia ti invita a fermarti e ti stimola a trovare il modo per ripartire. Non credo sia un blocca a caso, credo che nel concepimento del romanzo o comunque di quanto si scrive, serva eccome.

Qual è il personaggio del tuo romanzo che ti ha colpito maggiormente? Perché?

Sono colpito e legato ad Adriano, presente in entrambi i miei romanzi. Si tratta di un uomo di quarant’anni, un aviatore, single, benestante, affascinante, il classico sciupafemmine che tuttavia nel mio secondo romanzo mette a nudo, grazie all’incontro con la protagonista, Sofia, la sua anima, riscoprendosi, con sua assoluta sorpresa, tutto quanto nemmeno lui pensava di essere e di poter provare. Ci sono molto legato perché è nato come un personaggio di fantasia che tuttavia grazie alla scrittura creativa ha fatto un percorso di crescita personale non indifferente, con uno spessore psico-emotivo che ha stupito me stesso. Dell serie che mi sono ritrovato a dar ragione a quegli scrittori che sostengono che i personaggi vivono di vita propria.

Cosa deve fare uno scrittore per diventare un buon scrittore?

Se lo sapessi, lo sarei anch’io. Scherzo. Penso che non si debba mai chiudere nella sua scrittura. Che debba leggere tantissimo e rileggersi tantissimo. Non accontentarsi mai di quanto butta giù, di getto. Che debba essere un buon osservatore della realtà e soprattutto dell’uomo, dei suoi sentimenti, delle sue emozioni, delle sue paure come delle sue gioia perché oggi c’è un gran bisogno di essere “ascoltati” ed io credo che le belle storie, in letteratura, nascano da un attento ascolto delle vite altrui, che a loro volta danno vita a storie che sanno farsi ascoltare dal lettore che a sua volta troverà in quelle storie qualcosa per sé, per mettere passi avanti nel suo percorso personale.

Che rapporto hai con i lettori?

Amo confrontarmi con i lettori dei miei romanzi quando ne ho modo perché non mi sento arrivato e credo di aver bisogno delle critiche più spietate, a tutti i livelli. Per crescere e migliorarmi in questa passione. Ben venga, poi, ricevere letture positive che cambiano da lettore a lettore.

Quali sono i tuoi progetti in campo letterario?

Sto vivendo proprio la fase del blocco dello scrittore di cui parlavamo poco fa. Sono su un terzo romanzo da un po’. Diciamo che cerco appunto di trarre profitto da questo blocco per cercare di capire in che direzione portare la storia già avviata ma soprattutto per rivedere, forse, il modo in cui vado a raccontarla. Nel frattempo mi sto dedicando di tanto in tanto alla scrittura di alcuni racconti che hanno come trait d’union l’Amore in tutte le sue forme.

Intervista al poeta Gabriele Silva

50049713_993502847512362_926888293625233408_nCiao Gabriele parlaci un po’ di te in poche righe. Chi è Gabriele?
Ciao Angie, ringrazio l’opportunità di farmi conoscere, ti dirò che sono una persona semplice che ha trovato nella scrittura uno spazio in cui far volare la mia immaginazione. Ho 42 anni appena compiuti, abito in un piccolo paese dell’Emilia Romagna, in provincia di Piacenza. Parlo spagnolo e obviamente l’italiano, quindi scrivo poemi in due lingue..
Perché scrivi? Innanzitutto lo faccio per passione, mi piace la poesia sin da giovane, era da sempre un modo di comunicare sentimenti, penso che era più facile all’inizio scrivere ciò che sentivo che dirlo in parole, mi faceva sentire sicuro di me stesso. La Poesía é questo, il linguaggio che utilizza il cuore per comunicare l’amore che prova, perché soltanto coloro che col cuore si parlano, col cuor si amano.
Com’è nata questa raccolta di poesie Sogni ricamati in Poesia?
Il libro nacque da una necessità personale di condividere una mia passione, quella di scrivere poesie. Per me è stato un sogno che avevo sin da quando ero al Liceo, ecco perché l’ho intitolato Sogni ricamati in Poesia, perché mi consideravo uno che ricamava versi. Ammiravo la poetessa Gabriela Mistral per il suo modo di incantare il lettore coi suoi poemi. Uno dei suoi poemi che mi colpì si intitola BACI. I miei poemi girano intorno a quest’azione che io chiamo la prima dimostrazione dell’amore. Parlo anche di nostalgia di un’amore vissuto e indimenticabile, di passione sfrenata.
D’altronde voglio trasmettere un messaggio d’amore . Soltanto l’amore puó cambiare questo mondo che ormai ha perso la sua sensibilità. Leggere una poesia rasserena l’anima, ed é proprio quello che voglio condividere con il lettore, una parte dell’anima che riesce a esprimere attraverso la scrittura la sua essenza. Penso che abbiamo perso il vero senso di comunicare ciò che proviamo. É la prima cosa che ci rende essere umani.
Hai mai pensato cimentati nella prosa?
Si l’ho pensato. Ho appena scritto un piccolo racconto che sarà inserito in un’antologia di 10 autori, l’ho intitolato INOCCENTE PECCATO, è probabile che uscirà a marzo. Ho pensato pure scrivere un romanzo. Però ci vorrà del tempo, prima voglio portare avanti la promozione di Sogni ricamati in Poesia.
Quali sono i poeti che preferisci?
Certamente quelli che preferisco sono Pablo Neruda e Gabriela Mistral. Entrambi sudamericani e che fecero storia al loro modo.
Da dove prendi l’ispirazione?
L’ispirazione arriva sotto forma di donna che ti avvinghia il cuore in un’ abbraccio di parole. Ed é in quel momento che le idee appaiono chiare. Di notte si scrive meglio, poiché nel silenzio riesci a sentire il cuore che parla, e la mente che disegna ricordi, un dialogo interno che diventa poema. Il poeta é un scrivano dell’anima e l’inchiostro é il sangue artificiale che li permette vivere in eterno.
Progetti per il futuro?
Dopo il mio esordio, avevo in mente un’altro libro di poesie, il manoscritto c’è l’ho. Appena posso lo renderò pubblico. Eppure vorrei scrivere un romanzo. Tutto ciò se Dio vuole. Grazie.

Intervista all’autrice Lily Rose

www.mondadoristore.itCome è nato l amore per la scrittura?

Sin da bambina… ogni volta che dovevo scrivere un tema a scuola, il tempo non bastava mai! Da adolescente scrivevo un diario che racchiudeva il mio mondo, i miei segreti, i miei racconti.

Parliamo del tuo libro edito da Lettere Animate dal titolo Vivienne: da escort a moglie “imperfetta”. Come nasce?

Il romanzo è nato ben otto anni fa ed è rimasto sospeso nel limbo per tanto tempo, finché ho preso il coraggio e trovato il tempo per finirlo. In realtà prima di approdare a Lettere Animate, avevo pubblicato il romanzo con un’altra casa editrice. Ho avuto alcune divergenze con la ce in questione ed ho rescisso il contratto. Con Lettere Animate il romanzo ha preso un’altra piega, ed è uscita un’edizione rieditata, ricca di nuovi contenuti e curata.

Scrivere è…

la possibilità di fuggire in un mondo parallelo che rispecchia il tuo IO.(concludi la frase)

Quali sono gli autori che prediligi è perché?

Non ho dei generi prefissati, leggo di tutto ma non amo i romanzi storici né di fantascienza. Adoro Sophie Kinsella e Jojo Moyes. Mi piace comunque spaziare tra vari generi ed autori.

Ti é mai capitato di dover fare i conti con il classico blocco dello scrittore?

Certo! Il romanzo è rimasto nel cassetto per sette anni. Poi è scattata una molla interna e l’esigenza di portare a termine il progetto.

Qual è il personaggio del tuo romanzo che ti ha colpita maggiormente?

Adoro Andrew, il marito della protagonista, perché ama incondizionatamente la moglie, nonostante sia cambiata molto. Vivienne, la protagonista, può sembrare una donna frivola ed antipatica all’inizio, ma credo che molti dei suoi atteggiamenti possano rispecchiare le donne della società attuale. È comunque una donna fragile che ha subito un forte traume.

Cosa deve fare uno scrittore per diventare un buon scrittore?

Allenarsi e avere l’umiltà di mettere in discussione ciò che sta scrivendo, accettando le critiche che lo aiuteranno a migliorarsi.

Che rapporto hai con i lettori?

Mi piace conoscere la loro opinione, soprattutto da parte di persone che non mi conoscono e che possono dare la propria opinione senza filtri. Sarebbe bello poter incontrare chiunque abbia dedicato del tempo nella lettura del romanzo!

Se Vivienne: da escort a moglie “imperfetta” fosse una canzone, quale sarebbe?

Fix you dei coldplay

Come mai stai valutando l autopubblicazione?

perchè le piccole case editrici contribuiscono poco alla promozione dei libri, non danno visibilità agli scrittori che spesso vengono percepiti solo come mera fonte di guadagno. Non mi riferisco alla mia ce in particolare, ma sto vedendo succedere cose assurde! La ce guadagna sul lavoro dello scrittore che percepisce cifre irrisorie… nel mio caso 1,25 cent per ogni libro venduto….

Quali sono i tuoi progetti in campo letterario?

Ho iniziato il seguito del romanzo. Ora però ho messo da parte la scrittura per dedicarmi alla promozione del romanzo, che non credevo fosse cosi impegnativa! Sto inoltre valutando l’opzione del self publishing.

Intervista all’autrice Melissa Pratelli

Benvenuta nel mio spazio cibernetico. Chi è Melissa? Descriviti in poche righe.
Grazie mille per quest’intervista. Descrivermi in poche righe non è facile, non so mai da dove cominciare e cosa dire o omettere. Diciamo che Melissa è una romantica, con la testa per aria e mille storie in mente. È una a cui piace fantasticare e immaginarsi in nuovi luoghi e situazioni.
Parlaci brevemente dei tuoi romanzi.
I miei romance hanno tutti un punto in comune: il lieto fine. Senza quello, proprio non ci so stare. Diciamo che quando scrivo, cerco sempre di trasmettere un messaggio positivo su quanto l’amore possa aiutarci a superare i momenti più difficili. Per le tematiche spazio dall’amicizia profonda che poi diventa amore, come in Ancora un po’ di Charlie; dal bullismo e la malattia, come in Dillo alla luna; dalla perdita alla depressione come accade in È tutto qui. In ogni circostanza, è l’amore ad aiutare i protagonisti.
Quando e come hai cominciato a scrivere?
Ho cominciato a buttare giù le prime cretinate quando ero adolescente, ma il momento in cui mi sono cimentata in qualcosa di più concreto è stato all’università. Avevo bisogno di evadere un po’, di uscire dalla mia pelle e così ho iniziato a scrivere la mia prima storia.
Scrivere è...
Sognare, ridere, soffrire, gioire. Scrivere è un modo di evadere.
Quali sono gli autori che più ti appassionano?
Prima fra tutti Colleen Hoover, lei è il mio modello per quanto riguarda il genere romance. Amo molto anche Jennifer Armentrout, Abbi Glines e L.A Casey.
Quando scrivi hai bisogno di silenzio o ti lasci accompagnare con le note di qualche musica?
Per scrivere ho bisogno di silenzio e concentrazione, ma la musica ha un ruolo molto importante perché mi ispira e aiuta a elaborare certe scene.
Cartaceo ed ebook. I pro e i contro di entrambi.
L’ebook è sicuramente il formato più diffuso. Ha di positivo che è più economico (almeno nella maggior parte dei casi), che in un solo piccolo dispositivo puoi avere tutti i libri che vuoi e portarli sempre con te. Di contro, per me, non c’è nulla che sia bello quanto lo sfogliare un libro fatto di carta e inchiostro. Vogliamo poi parlare della bellezza di avere una grande libreria piena di volumi cartacei?
Quali sono i tuoi sogni da scrittrice?
Mi piacerebbe poter continuare a sognare e far sognare con le mie storie e vorrei tanto, un giorno, poter vivere solo di questo.
I lettori cosa pensano dei tuoi romanzi?
Questo dovremmo chiederlo a loro! In generale, ho ricevuto molti riscontri positivi per i miei romanzi, ma si sa, ci sono anche quelli negativi perché, naturalmente, non si può piacere a tutti.
Progetti per il futuro?
Tante nuove storie che aspettano solo di essere messe su carta!

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Intervista all’autrice Anna Leone

51d+AmO56mL._SX373_BO1,204,203,200_Benvenuta nel mio spazio cibernetico. Chi é Anna? Descriviti in poche righe.

Grazie mille per l’accoglienza! Sono una persona forse un po’ complicata, presa da mille attività e dai mille interessi. A volte mi sento come un vulcano in continua eruzione di idee che mi scoppiettano per la testa.

Parlaci brevemente dei tuoi romanzi.

“La tua ombra su di me” è il mio primo romanzo. È la storia di Marta che, dopo una serie di eventi drammatici riesce a trovare la forza dentro di sé e ad andare avanti. È un romanzo introspettivo e credo faccia riflettere molto. Ecco cosa ha scritto una lettrice: “Mi ha emozionata la protagonista che pur avendo subito un dolore forte quale è la perdita di un figlio, riesce alla fine a dare un esempio di positività e di voglia di vivere nonostante tutto”.

Quando e come hai cominciato a scrivere?

Ho incominciato a scrivere praticamente già alle elementari quando nascevano le mie prime storie fantasy e non ho mai smesso.

Scrivere è…

La mia passione. Così come leggere. Per me le due cose si completano a vicenda. Inoltre per me scrivere è forse l’unico modo per esprimere me stessa e tutto un mondo interiore a cui altrimenti non riuscirei a dare vita attraverso la “parola detta”.

Quali sono gli autori che più ti appassionano?

Sono tanti. Ho adorato l’Allende. Provo profondo rispetto per Eco. Leggo con piacere Pennac, Benni, Gamberale, Carcasi, Kinsella,

Quando scrivi hai bisogno di silenzio o ti lasci accompagnare con le note di qualche musica ?

Di solito preferisco il silenzio anche se la musica mi ispira molto. Come si vede anche in entrambe le mie opere, alcuni brani musicali e i loro testi sono un importante elemento nel mio processo creativo.

Cartaceo ed ebook: i pro e i contro di entrambi.

Come lettrice preferisco il cartaceo, anche se compro non di rado anche ebook. Adoro il libro come oggetto di per sé, mi piace sfogliare le pagine, trovare un bel segnalibro, ma è innegabile la praticità degli ebook. Mi è capitato di fare qualche volo con un semplice tablet in borsa che mi ha consentito di leggere, credo tre/quattro libri di vario genere, cosa che mi sarebbe stata quasi impossibile con il cartaceo.

Quali sono i tuoi sogni da scrittrice?

Mi piacerebbe dare la possibilità alle mie storie, a Marta di farsi conoscere in modo capillare, di poter raggiungere tanti lettori che neanche sanno della sua esistenza. Utopia?

I lettori cosa pensato dei tuoi romanzi?

Ho ricevuto molte critiche positive dai lettori di “Alba e tramonto spesso non si distinguono bene. Ritratti di assenze” che mi hanno dato forza e entusiasmo a continuare su questa strada. È stata un’emozione bellissima vedere come ogni singola persona abbia letto la “sua storia” tra le mie righe. Mi ha riempito il cuore di gioia. “La tua ombra su di me” è uscito da poco, finora però ho raccolto tante parole di entusiasmo e gradimento. Spero di continuare così.

Progetti per il futuro?

Vorrei scrivere un chick lit. È un genere letterario che leggo con grande piacere. Ho tanta voglia di trasmettere ancora del romanticismo accompagnato da un bel pizzico di ironia. Questa, credo, sarà la mia prossima sfida dal punto di vista della scrittura.

Intervista all’autrice Amanda Foley

Benvenuta nel mio spazio cibernetico. Chi é Amanda? Descriviti in poche righe. 

Grazie per l’ospitalità. Amanda è una donna che ha fatto della lettura/scrittura la sua passione.
Parlaci brevemente dei tuoi romanzi. 
“Quando una nave si incaglia l’ha deciso il mare” è uno storico : una saga familiare impetuosa. Tre generazioni a confronto tra segreti, intrigante e passioni.
“La Voce del Vento”: un duca affascinante, un marinaio senza scrupoli, una giovane donna decisa a diventare romanziera e un’eccentrica zitella.
“AAA Abito da sposa cercasi”: la storia di Emma, delle sue amiche e delle sposine che si raccontano in un incantevole atelier di abiti da sposa.
“Una mail di troppo”: un assurdo scambio di mail, un cucciolo di bulldog
francese, un gatto persiano in sovrappeso e uno scorbutico pappagallo.
“C’era una volta… ma anche no!” è il seguito: Ambra è una gran pasticciona e quando arriva al casale di zia Bice, incombe sulla piccola comunità come un uragano; l’incontro con Mosè, così diverso e lontano dai suoi canoni, le stravolgerà la vita.
“Segreti e bugie al profumo di acqua di rose”: sullo sfondo di un’insolita Venezia, la vita di cinque donne si incrocia in uno strano corso di cucina.
Quando e come hai cominciato a scrivere? 
Ho iniziato con degli elaborati pubblicati nel quotidiano Messaggero, poi il primo storico è stato pubblicato da I Romanzi Mondadori, il secondo storico e il primo contemporaneo da Youfeel Rizzoli. I due rosa ironici sono in self-publishing e Segreti al Profumo di acqua di rose è in un progetto di  Crowdfunding con BookRoad.
Scrivere è… 
Il mio modo di dar voce ai pensieri.
Quali sono gli autori che più ti appassionano? 
Fallaci, Flagg, Backman, De Crescenzo, Fredriksson, O’Farrell Chevalier.
Quando scrivi hai bisogno di silenzio o ti lasci accompagnare dalle note di qualche musica ? 
Assoluto silenzio
Cartaceo ed ebook: i pro e i contro di entrambi. 
L’ebook è economico e non occupa spazio. Il cartaceo costa, ingombra, ma il fascino del tenere tra le mani le pagine di un libro e vederli stipati nella libreria di casa, non ha eguali.
Quali sono i tuoi sogni da scrittrice? 
Finire negli scaffali delle librerie e soddisfare le aspettative di chi mi legge.
I lettori cosa pensato dei tuoi romanzi? 
La maggioranza li apprezza molto, sia per le storie mai scontate che per il modo in cui scrivo. Ovviamente non si può piacere a tutti.
Progetti per il futuro?
Diversi. Nei primi mesi del 2019 uscirò con un romanzo di narrativa contemporanea e in primavera un altro. Salvo imprevisti di percorso. Ho in cantiere un contemporaneo e probabilmente un altro ironico.
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Intervista all’autrice Giulia Dal Mas

Ciao Giulia benvenuta nel mio blog. Parlaci dell’ ultimo libro che hai pubblicato?

Ciao, è un piacere essere tua ospite. L’ultimo libro pubblicato è La cucitrice di sogni, uscito il 16 ottobre ed edito da Amazon Publishing. Si tratta del secondo libro di una serie di tre romanzi autoconclusivi. In questo libro, come nel primo Quando fioriranno le rose, pubblicato sempre da Amazon Publishing a febbraio, si parla di donne, di un viaggio figurato e non, che la protagonista intraprende per trovare se stessa e superare la crisi profonda che l’ha colpita. Nello specifico, la protagonista di questa storia è Celeste, una ballerina classica in procinto di coronare il sogno di una vita, che in seguito alla perdita dei genitori adottivi, capisce di non conoscere se stessa e rimette in discussione tutte le scelte fino a quel punto fatte. Inizia così il suo viaggio che la porterà a scoprire la storia di Antonia e di sua figlia Valentina, anch’esse ballerine in differenti periodi storici. È una storia di sentimenti, di riscatto e di crescita, narrata tra Siena, Parigi e Leningrado, e che terminerà sulle colline di Assisi, nella splendida Villa Matilde, luogo di storia e magia da cui prende il nome tutta la serie.

Come nascono le tue storie?

Da un’emozione, spesso legata a un luogo particolarmente evocativo e affascinante. O da un volto, sconosciuto ma capace di trasmettere qualcosa. E dalla passione, soprattutto dalla passione, che permea gesti antichi e li veste di fascino. Da questi spunti prendono vita le mie storie

A chi o a cosa ti ispiri quando scrivi?

Scrivo cercando di trasmettere un’emozione, descrivendo i dettagli di un’immagine che nella mia mente è chiara e definita. Cerco di essere più fedele possibile alla storia che voglio narrare e alle suggestioni che voglio creare

Perché scrivi?

Scrivo perché è sempre stato il mio sogno più grande, sin da bambina, quando chiesi a Babbo Natale una macchina da scrivere e, una volta ricevuta, iniziai a portarla con me ovunque andassi. Una spinta che viene da dentro, un bisogno, forse, di dare anima e voce alle emozioni che spesso nella mia mente prendono vita e, attraverso loro, raccontare me stessa

Nella scrittura cosa ami di più e cosa ami di meno? E nella lettura?

Non c’è nulla che non mi piaccia, scrivere è un lavoro ed è una passione, quindi per quanti sacrifici possa richiedere, mantiene sempre inalterati i risvolti positivi. nella lettura amo le storie di sentimenti, le storie intense, che sappiano arrivare e mostrarmi il cuore dei personaggi. Storie di donne, quindi, romantiche e affascinanti, ma anche storie più cupe, torbide e psicologiche. Devo provare emozioni, leggendo, per questo apprezzo una bella scrittura, evocativa ed elegante, e un buon ritmo, calibrato alla perfezione tra delicatezza e impeto. Non amo gli errori, odio imbattermi in refusi o errori di concetto, sviliscono l’intera storia e mi fanno perdere interesse.

Cartaceo o ebook?

Io dico entrambi. Amo il libro in carta e amo leggere sul mio Kindle, sono due formati complementari, per quanto mi riguarda, non antitetici.

Che progetti hai in campo letterario?

La serie Villa Matilde prevede l’uscita di un terzo romanzo, a febbraio 2019, intitolato L’assaggiatrice di tè. È una storia di sentimenti e bugie, che si snoderà tra due epoche diverse, tra atmosfere orientali e le vie di una delle città medievali italiane in cui le antiche tradizioni sono più vive.

Saluta i tuoi lettori.

Un caro saluto ai miei lettori e un abbraccio. Riuscire a trasmettervi emozioni è il dono più grande.

Intervista all’autrice Emily Pigozzi

Ciao Emily benvenuta nel mio blog. Parlaci dell’ ultimo libro che hai pubblicato?
Ciao a tutti! Il mio ultimo romanzo inedito è una storia ambientata in Toscana. Parla di amore, di speranza, e di quello che rappresenta per noi il primo amore. Qualcosa da ricordare, di vivo e di prezioso, che ci rimane nel cuore. Nel nostro caso, Iris e Enea non hanno mai scritto la parola fine: il loro amore è finito bruscamente. E dopo sei anni, è arrivato il momento di riannodare quei fili…
Come nascono le tue storie?
Le mie storie nascono dalla vita reale. ogni cosa mi ispira, una canzone, qualcosa che sento raccontare… la vita vera, in poche parole!
A chi o a cosa ti ispiri quando scrivi?
Mi ispiro alla vita vera, come dicevo. Ma anche ai sentimenti, alle emozioni che io stessa provo. Mi piace metterle a servizio dei miei personaggi.
Perché scrivi?
Scrivo perché non posso farne a meno. Per me è un istinto, un bisogno di esprimermi, di raccontare i sentimenti che sento e che magari nella vita reale fatico a tirare fuori.
Nella scrittura cosa ami di più e cosa ami di meno? E nella lettura?
Quando scrivo amo dare profondità ai miei personaggi. Parlare del loro vissuto, dei loro demoni, e farli muovere in un preciso scenario. Trovo più difficile a volte costruire la storia, perché ci tengo che sia scorrevole, curata e credibile. Nella lettura amo le stesse cose.
Cartaceo o ebook?
Il cartaceo ha il suo fascino, ma negli ultimi anni ho rivalutato molto l’ebook. L’ereader consente di portare con sé un gran numero di romanzi in versione ebook.
Che progetti hai in campo letterario?
Progetti, tanti! Ho diversi romanzi nel cassetto, già completati, di cui vado molto orgogliosa. Ho voglia di cimentarmi ancora nel romanzo storico, un lato che ho già affrontato ma in cui non mi avete ancora conosciuta. L’ispirazione c’è, per cui… si va avanti!
Saluta i tuoi lettori.
Ai miei lettori mando un grande abbraccio, perché senza il loro supporto non avrei mai continuato a scrivere. Spero di non deludervi e di fare sempre meglio, regalandovi piccole storie che vi facciano sognare a occhi aperti.

Intervista alla poetessa Elisa Fonnesu

Ciao Elisa benvenuta nel mio blog. Parlaci dell’ ultimo libro che hai pubblicato?

Il mio secondo e ultimo libro di poesie Si intitola “ A colpi di cuore mi attraversa il mare” Cuec Editrice Già il titolo del libro “A colpi di cuore mi attraversa il mare “ credo preannunci i sentimenti che permeano il libro e che dia già un idea di un “amore” a 360 gradi. Il libro è diviso in tre sezioni di cui la prima e la seconda parte ” Tra cielo e terra” e “Il mare” sono è un affresco della natura : poesie scaturite dalle emozioni provate vivendo nella mia Terra: colori e profumi unici, l’evolversi della natura nel corso delle stagioni, fenomeni naturali che utilizzo spesso come metafore per descrivere la mia visione della vita. Oggetti di quest’amore sono i nostri boschi,le campagne e i colori nelle varie stagioni , ma soprattutto in primavera che dipingono in un quadro unico la nostra Terra: “Quadri d’autore della mia terra”, Pizzi fioriti , “In fiore” I colori e le manifestazioni meteorologiche d’altro canto raccontano in modo semplice la concezione della vanità della vita, la solitudine dell’essere , e anche il dolore di fronte ad azioni che distruggono ogni anno la nostra terra come gli incendi : “ Incendio”o che hanno insanguinato il mondo “ Olocausto” E poi il nostro mare che sa regalare sensazioni e emozioni sempre diverse in qualunque modo lo osserviamo o lo assaporiamo e coinvolgenti e che uso spesso come metafora “ Luce sul mare” , Sabbia ..e il mare visto come via di libertà e la spiaggia come approdo per migliaia di persone : “ Dei mari”, “Echi di mare “ e il profumo di salsedine che ti porti a casa creando in te la voglia di rivederlo e infine il moto ondoso come la nostra vita “Oceano” Queste due sezioni includono amore e stupore verso la Terra che ci offre scenari impagabili e conseguentemente inducono ad amarla e a rispettarla. La terza parte del libro “Le stagioni del cuore”raccoglie i sentimenti che mi che mi attraversano o che mi hanno attraversato dalla gioventù sino ad oggi “Noi ieri” “ E noi “,“ Le nostre mani” , alcune poesie sfiorano momenti di difficoltà che ognuno nel corso della vita può attraversare e fanno emergere ricordi che rafforzano sentimenti , raccontano l’affetto per i figli che hanno cambiato la tua vita e ti hanno fatto donna “A mia figlia” , “ Figlio mio “ . Insomma raccontano pezzetti di vita che ogni tanto riaffiorano ma che ti hanno segnato “Madre” “Padre” e momenti di confronto con i temi della vita come la solitudine , l’ impotenza , la speranza , insomma molti versi sono una ricerca interiore che credo tutti sentano nel corso della vita, momenti di smarrimento in cui ti interroghi e cerchi la tua identità , il tuo spazio : “Chi sono”, “Aliena”. Infine non mancano poesie dedicate alla donna “Scoprirsi donna” “Non so gridare”

Come nascono le tue poesie?

Nascono e basta, così, ripensando a un’emozione.

A chi o a cosa ti ispiri quando scrivi?

Come ho detto prima mi ispira la vita intorno e dentro di me, basta una scintilla e la poesia nasce in un attimo . Non sto a pensarci molto , infatti uso un linguaggio molto spontaneo e semplice, né ci sto giorni per scriverne una.

Perché scrivi?

Mi libera da me stessa, dai sentimenti prigionieri che albergano nel mio animo. Io li sprigiono scrivendo. Scrivevo da anni ma ho tenuto nascosta a tutti questa mia passione ed è solo da qualche anno che finalmente ho deciso di dirlo al mondo sempre con discrezione e con il timore che ciò che scrivo non valga molto.

Nella scrittura cosa ami di più e cosa ami di meno?

Amo le parole, quelle che toccano direttamente l’animo senza che qualcuno stia a pensare : ma che cosa ha voluto dire? Amo i sentimenti, quelli forti quelli invisibili che con la parola saltano fuori . Non amo il contrario E nella lettura? Amo la poesia e anche la narrativa . Mi piaccio le belel parole quelle che dipingono le persone e non le nascondono.