Intervista a Albert Pillowsky

Chi è l’Albert scrittore?

Albert è un “thrillerwriter” che non disdegna storie di spionaggio. Finora i suoi romanzi raccontano storie tutte “americane”, ma il prossimo libro, in uscita nel 2018, sarà ambientato in Europa. Pillowsky fa dei dialoghi dei suoi personaggi il punto di forza dei suoi libri.

Dalla tua biografia leggo che scrivi romanzi thriller. Puoi parlarcene brevemente? 

Sono affascinato dalle storie reali dei serial-killer. Dai motivi psicologici che li hanno portati a compiere simili atti alle tecniche poliziesche usate per catturarli. Deceptions-Inganni è un thriller molto complesso che racconta come una coppia di poliziotti di Miami rimane invischiata in un’indagine apparentemente senza via d’uscita. Il racconto si sviluppa sulla ricerca di un omicida seriale che però si allontana ogni volta che pare essere individuato. Il Tristo Mietitore invece è ambientato a New York. Un giornalista si rende conto che un serial-killer sta spaventando la megalopoli ripetendo degli omicidi descritti su un romanzo che lui stesso ha giudicato ad un concorso letterario.  Questo libro però non è mai stato pubblicato. Alla ricerca dello scoop del secolo ne rimane però vittima.

Da cosa o da chi trai ispirazione per scrivere le tue storie?

Leggo molto anche generi diversi. L’ispirazione viene da tutto, invento storie semplicemente guardandomi attorno.

Come mai ambienti i tuoi romanzi nelle città americane?

Miami e New York sono due città dove ho vissuto per un breve periodo nel 2000. Ora, il CODICE:ROZIN, il mio terzo romanzo, è ambientato in Europa, tra Mosca, Londra, Napoli, Berlino e chissà che altre città ancora, ma son tutte mete che ho vistato in passato. Qualcuna per lavoro, qualcun’altra per turismo.

Ti è mai capitato di avere il tipico blocco dello scrittore? Come l hai superato?

Non credo si tratti di “blocco dello scrittore”, ma talvolta non si riesce ad uscire da un capitolo per vari motivi. Solitamente lascio perdere la scrittura per un paio di giorni, poi la soluzione viene da sola, e talvolta è anche molto efficace.

Quali sono gli elementi del giallo che un buon autore non deve mai sottovalutare per scrivere un’avvincente e intrigante storia? Da dove prendi informazioni per scrivere la parte tecnica di un giallo?

Secondo il mio modesto parere la “location” di un racconto è molto importante. Io lavoro molto sui dialoghi del romanzo. Amo avere personaggi dinamici e con caratteristiche fisiche particolari su cui giocarci un po’. Per scrivere un thriller devi avere la mente sgombra in quanto, durante la stesura, si devono mantenere dei tempi abbastanza veloci. Non devi dare al lettore l’impressione di scrivere a vuoto. Lo devi tenere sempre sulle spine. A differenza di altre tipologie letterarie il thriller è spesso basato su fatti realmente accaduti o comunque ripercorre storie reali. E’ quindi utile avere delle basi di preparazione sulle scienze forensi piuttosto che sulle tecniche di interrogatorio e avere un’infarinatura di psicologia. Ovviamente non sono cose che uno si deve studiare per preparare una laurea, ma si deve essere realisti e avere le idee chiare sulla scaletta da adottare. Spesso accade di dover saltare da un caso all’altro nello stesso racconto, ma se lo si fa con dei tempi sbagliati, si renderebbe vano il lavoro e sarebbe deleterio. Dalla fantasia dello scrittore deve uscire l’elemento a sorpresa che è l’arma vincente di ogni romanzo, e quello solitamente ce l’ho in mente ancor prima di scrivere la prima pagina. Spesso è quello che da il via ad una lunga storia.

A chi hai chiesto informazioni per i dettagli tecnici? Svelaci i “dietro alle quinte”.
Ho una zia anestesista a cui ho chiesto alcune cose, ma per la maggior parte le nozioni sono venute dal mondo in rete. Le serie televisive poliziesco sono abbastanza coerenti con la realtà. I Libri di altri autori sono fonti inesauribili di dettagli di questo tipo.
Quali autori ti piacciono e perché?  

Sicuramente Jeffrey Deaver e colui che non mi stanca mai. Apprezzo il suo genio ed è colui che mi ha dato la voglia di provare a scrivere un libro intero.

Hai progetti in campo letterario?

Sto scrivendo il mio terzo romanzo. Sarà diverso dai precedenti e non sarà affatto semplice chiuderlo. E’ ormai diventata una sfida personale, che spero di vincere. Del resto gioco da solo. Poi vorrei sviluppare una Pagina su Facebook che aiuti gli scrittori fai-da-te a promuoversi e a vendere. Nel cassetto ho anche una serie di libretti per bimbi, ma ogni cosa a suo tempo.

Hai un sito o un blog dove i tuoi lettori possono seguirti e contattarti?

Ho un sito internet http://www.pillowsky.it e una paginafan su Facebook Pillowsky & Friends

 

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Intervista a Elena Carletti

Elena Carletti nasce ad Ancona il 17 luglio 1979. Nel 2005 consegue la laurea in Economia e commercio e nel 2011 un dottorato di Ricerca in economia aziendale. Da sempre appassionata di lettura e scrittura pubblica nel 2015 il suo primo romanzo Dall’andata al ritorno. Una magica estate. La verità nascosta è il suo secondo romanzo.

Benvenuta nel mio spazio letterario, sono felice che tu mi abbia contattata per essere intervistata dalla sottoscritta. Chi è la Elena scrittrice? Raccontaci un Po di questo tuo mondo, come nascono le tue storie e come le sviluppi?

Come direbbe Vasco “le mie storie nascono da sole, vengono fuori già con le parole”. Spesso a scatenare la mia fantasia può essere un’immagine, una notizia al telegiornale, addirittura un odore. Scrivo a getto, poi rileggo, sposto, sistemo. Quello che ho subito chiaro in testa è il finale.

Scrivere per te è solo una passione o una valvola di svago?

Scrivere è per me una passione, lo faccio da sempre, chilometrici biglietti di auguri, storie inventate per i miei piccoli, poesie di Natale. È stato anche una valvola di sfogo, quando appuntavo i miei pensieri in un diario, in una smemoranda che finiva sempre per triplicare di volume.

Ho letto un po’ la tua biografia e vedo che hai scritto e pubblicato due libri uno rosa e l altro giallo. Ce ne puoi parlare?

Il romanzo rosa nasce almeno dieci anni fa, scritto di getto dopo una vacanza e rimasto in un cassetto per anni. Mio marito, vedendomi intenta a rileggerlo mi disse di inviarlo a qualche casa editrice. Ho seguito il suo consiglio e, nel 2015, “Dall’andata al ritorno. Una magica estate” è stato pubblicato. La trama è abbastanza lineare, Emma, la protagonista, parte in vacanza con le sue amiche di sempre, verso il Salento. Nella sua testa c’è però solo Edoardo, il ragazzo che le fa battere il cuore. Il maestoso campeggio scelto come luogo di villeggiatura, circondato da distese di ettari di ulivi, era solo una piccola parte di uno scenario meraviglioso. Sullo sfondo composto da paesaggi mozzafiato e spiagge selvagge di una bellezza disarmante, Emma si ritrova ad essere l’oggetto del desiderio del biondo. Inizialmente infastidita dal suo evidente interessamento finisce poi, per una serie di coincidenze, a farsi accompagnare da lui in campeggio dove erano già inspiegabilmente tornate senza aspettarla le amiche. Quello che Emma si trova davanti le fa fermare il cuore, i loro amici ed Edoardo le hanno raggiunte per passare il resto della vacanza con loro. Con il trascorrere dei giorni tra i due cresce un sentimento che si materializza quando, durante un bagno di mezzanotte, Emma ed Edoardo vivono la magia del loro primo bacio. La felicità di Emma ha però vita breve, le malinconie di Cinzia, la continua presenza del biondo e l’intromissione dell’avvenente titolare del campeggio, decisa a strapparle Edoardo per vincere una perversa scommessa, finiscono per rovinare tutto. Emma, arricchita di valori preziosi come l’amicizia, il rispetto e la sensibilità, ritorna nella sua città convinta di aver perso l’occasione della vita. Una sorpresa però l’attende. Nel romanzo giallo, invece, la trama è più complessa e intrecciata. La vita dell’impiegata Elena cambia improvvisamente all’apertura del testamento di Enzo Pascoli, titolare di una prestigiosa industria di moda di Milano, quando scopre di aver ereditato il trenta per cento delle quote della società. Da quel momento i rapporti con i colleghi ma soprattutto con i membri della famiglia Pascoli si fanno sempre più difficili fino a diventare insostenibili, quando dall’autopsia, emerge la causa della morte. Viene aperta un’indagine dove Elena risulta l’indiziata numero uno, i figli del signor Pascoli sono convinti che sia stata proprio lei a far assumere le sostanze letali alla vittima. Accusata da tutti, viene sospesa dal lavoro, nessuno crede nella sua innocenza e nessuno vuole aiutarla fino all’arrivo di Lorenzo, lo strano nipote del signor Pascoli dal passato misterioso. Ma la morte di Enzo Pascoli nasconde un terribile segreto, Elena sa che se vorrà salvarsi da quella che risulta essere solo una grossa cospirazione nei suoi confronti, dovrà farcela da sola. In un susseguirsi di colpi di scena e di intrighi familiari, solo chi saprà guardare oltre le apparenze potrà scoprire “la verità nascosta”.”

Quali autori ti piacciono e perché?

Adoro lo stile di Ken Follett e di Dan Brown, ma devo dire che non mi soffermo mai sull’autore. Di solito acquisto un libro in base alla trama. Ultimamente sono molto attratta dalla lettura di thriller psicologici.

Tra i due libri pubblicati quale è stato più difficile scrivere?

Sicuramente il giallo. Ho usato la tecnica della narrazione in prima persona introducendo dei flashback in terza persona, che permettono al lettore di capire la dinamica della storia, che altrimenti sarebbe stata molto intrecciata. La difficoltà è stata anche nel collegare date e periodi oltre che cercare di non essere banale.

Hai progetti in campo letterario?

Amando la scrittura, ho progetti all’infinito. Ora mi sto dedicando a una nuova storia, una commedia rosa, inoltre ho già pronto un secondo giallo che sto editando.

Hai un sito o un blog dove i lettori possono seguirti?

Ho solo la pagina facebook per ora La verità nascosta

Link di acquisto alle opere: La verità nascosta e Dall’andata al ritorno. Una magica estate

Intervista all’autrice Roberta Lilliu

Roberta ha 34 anni e si occupa di divulgazione culturale: Lavora per il Castello di Malpaga, in provincia di Bergamo, e in altre realtà locali, dove si cerca di coniugare l’aspetto storico/culturale con quello turistico. Si è laureata in Storia e Critica dell’Arte e dal 2009 collabora con il sito www.lazonamorta.it con piccoli racconti e racconti ad episodi. L’ultimo si intitola Il custode del Castello della Pellagra

 

Ciao Roberta benvenuta nel mio spazio letterario. Raccontaci quel che fai e chi sei.

Mi chiamo Roberta Lilliu, sono nata a Cagliari trentaquattro anni fa ma abito in provincia di Bergamo da una vita. Durante gli anni dell’università ( ho studiato Storia dell’arte ) lavoravo come cassiera in un supermercato e durante i momenti morti, avendo sotto gli occhi un grande campionario di persone, spesso immaginavo storie anche brevi che hanno cominciato a concretizzarsi sulla carta dal 2008. Attualmente svolgo l’attività di divulgatore culturale: lavoro in alcuni castelli della mia zona con persone di ogni età, fra cui molti bambini e la fantasia è un valido aiuto per rendere le visite sempre piacevoli e varie. Ho creato un blog in cui mi occupo di arte locale? L’ obiettivo di questo progetto è far conoscere ai “turisti della domenica” luoghi interessanti e carichi di storia a pochi passi da casa. Oltre a questa attività ho aperto un blog in cui mi occupo di storia dell’arte locale intitolato Vademecum del turista casuale http://vademecumturistacasuale.altervista.org/blog/

Come è nata la tua passione per la scrittura? Da chi prendi ispirazione per scrivere le tue storie?

Mi è sempre piaciuto scrivere: durante l’adolescenza tenevo un diario dove registravo tutto quello che mi capitava e anche adesso ho quella abitudine. Il primo racconto che ho scritto parlava di una morta che vedeva e criticava chi si era presentato al suo funerale. Tematica un po’ dark, ma avevo diciassette anni ed ero ancora in quella fase che la vita fa sempre e comunque schifo! Per me tutto fa brodo: se sono a fare una passeggiata con la mia bambina ed incontro una ragazza con i capelli arruffati che parla violentemente con qualcuno, lei può essere un probabile soggetto di qualche racconto. I programmi di cronaca nera possono fornire ottimi spunti, così come anche gli avventori del bar della mia amica.

Ho visto nel portale La Zona Morta che hai publindato dei racconti. Di cosa parlano?

La mia esperienza con La Zona Morta, sebbene più sporadica, non si concluderà tanto facilmente, un po’ perché curo le sue pagine social e un po’ perché è stato un po’ il mio trampolino di lancio ( anche se si vola sempre molto basso!!!) . Il primo racconto pubblicato sul sito aveva come soggetto Azzurrina, il fantasma che si dice si trovi nel castello di Montebello, mentre gli altri sono la trascrizione di storie sentite in famiglia, come ne Il fratello pazzo: il protagonista era il dirimpettaio di mia nonna.

La raccolta di racconti invece, come è nata?

Le raccolte sono nate un po’ come un esperimento: mi piaceva l’idea di riproporre il formato dei racconti “a puntata” dei settimanali e poi, avendo l’abitudine ad essere sempre molto stringata nel raccontare, pensavo di poter essere più sciolta nella narrazione

Hai intenzione di continuare a scrivere storie di questo genere oppure vorresti provare altri generi letterari?

Ho una predilezione per la letteratura. Classica; di horror leggo poco sinceramente e anche il fantasy mi piace fino ad un certo punto. Ho letto molta letteratura sudamericana e starunitense, molti gialli e romanzi storici e tutto questo mi serve per mettere qualcosa di diverso nei miei racconti, che sì, parlano di spiriti ma penso non siano da associare ai racconti horror per antonomasia. Mi piacerebbe provare altro, prima o poi scriverò qualcosa di genere pulp!

Attualmente stai lavorando a qualche nuova storia?

Al momento ho tante idee e sono solo scribacchiate sui miei quaderni, devo solo sedermi e riordinarle.

Che cosa pensi delle pubblicazioni nelle piattaforme come Wattpad? Pensi che aiutino nella visibilità?

Per quanto riguarda Wattpad, devo essere sincera ma l’ho scoperto da poco, prima mi appoggiavo a piattaforme come 20 lines e Intertwine. La funzione è la stessa, ottimo strumento per mettersi in mostra, se si sa scrivere e se non si è interessati ai like facili. Usando qualche volta quelli strumenti mi sono resa conto che il fare in fretta per vedere se il mio prodotto piaceva mi faceva scrivere delle cose non particolarmente originali e interessanti. Insomma, ottimo strumento ma che, secondo me, non rende davvero libero chi lo usa.

Link del racconto La cacciatrice di spiriti

http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?cat=34&paged=2

Link della raccolta Racconti dell’ignoto

https://www.amazon.it/dp/B019V82GBW

 

Un lettore che intervista Angela Meloni

Qui di seguito vi riporto l’intervista di un carissimo lettore di nome Carlo che ha letto il mio romanzo Un regalo inaspettato nella piattaforma di Wattpad. Buona lettura!

 

Spiegaci in poche parole chi sei, cosa ami fare e qual è il ruolo della scrittura nella tua vita.

Ciao Carlo, prima di cominciare a parlarti di me ti devo ringraziare innanzitutto per aver letto il mio romanzo pubblicato nella piattaforma di Wattpad intitolato Un regalo inaspettato, e poi per questa intervista che per me è stata una graditissima sorpresa. Chi sono? Sono una ragazza, ormai donna vista l’età, che ama vivere, ama tutte le cose belle di questa vita. Mi piace molto ascoltare la musica, rilassarmi alla sera scrivendo o leggendo. Nel tempo libero amo fotografare gli scorci della mia città a qualsiasi ora del giorno. Ho cominciato a scrivere nel lontano 2002; ricordo che un pomeriggio mentre ascoltavo della musica alla radio, avevo preso carta e penna per dare vita ad una poesia. Da lì è cominciato il mio percorso. Ho proseguito per alcuni anni a scrivere poesia poi ho ampliato iniziando a scrivere qualche racconto, perché sentivo la voglia e l’esigenza  di raccontarmi anche con altre forme di scrittura. La scrittura è come un compagno per me, è un modo per sfogarmi, liberare la mia fantasia ed esprimermi completamente.

 

Quando hai pubblicato il primo libro? E’ stato difficile?

L’avevo pubblicato nel 2011 presso una casa editrice sarda. Era stato difficile trovare una casa editrice che pubblicasse raccolte di poesie. L’opera si intitola Nudità ed è una raccolta di poesie. Non è più vendibile in quanto la casa editrice ha chiuso, ma potete trovarla scaricandola gratuitamente in ebook dal mio sito web www.angelameloniblog.wordpress.com

 

Ti è mai venuto il blocco dello scrittore?

Sì, diverse volte ma non mi sono mai preoccupata e mai mi preoccuperò perché credo che il blocco dello scrittore sia solo un momento di pausa che ci chiede lo spirito e la mente per poi produrre nuove cose ancora più bella. Lo considero un momento di riflessione e ricarica per poi proseguire a vele spiegate verso un nuovo mondo.

 

Stai pensando ad un futuro in cui la scrittura diventerà sempre più importante per te oppure sta solo occupando una parentesi momentanea della tua vita?

La scrittura è diventata parte integrante della mia vita e lo sarà per sempre oltre la morte.

 

Da quanto leggo sul tuo sito, hai pubblicato in ebook una raccolta di poesie, una raccolta di racconti e infine un racconto. Ce ne potresti parlare brevemente?

Nella raccolta di poesie dal titolo La mia penna sanguina e altri versi, ho voluto semplicemente raccogliere diverse poesie che mi stanno a cuore e che mi rappresentano particolarmente. I temi trattati sono l’amore, la malinconia, la tristezza, l’abbandono. Nella raccolta di racconti La stanza rosa, parlo dell’amore in tutte le sue forme: amore adolescenziale, amore materno, la perdita dell’amore, amore fisico. Infine Pesce d’Aprile in love si basa più o meno su un fatto realmente accaduto anche se ho romanzato e inventato qualcosa per trasportarlo su carta.

Ho letto un tuo romanzo intitolato Un regalo inaspettato e l’ho trovato molto emozionante e a tratti enigmatico. Ci sono stati elementi reali o vicende simili della vita che ti hanno ispirato?

Diciamo che la storia è pura invenzione, ma mi sono ispirata un po’alla vita reale. Avevo necessità di raccontare una bella storia d’amore che facesse battere i cuori dei miei lettori. Un po’ la protagonista mi somiglia perché è sognatrice e crede nell’amore.

 

Stai lavorando a qualche nuova opera?

Sì, sto lavorando ad un nuovo romanzo ma non so quando sarà pronto. Comunque scrivo anche in un blog dove tengo una rubrica sui libri, consiglio libri da leggere faccio delle recensioni ma che non sono recensioni vere e proprie; spiego solo perché consiglio quel determinato libro, il motivo per cui vale la pena di leggerlo. Poi collaboro con la casa editrice Lettere Animate dove faccio sempre lo stesso “lavoro”. Potete seguirmi anche attraverso la mia paginafan La Fatina dei libri, su facebook e sul mio sito web www.angelameloniblog.wordpress.com

 

 

Intervista ad Andrea Domenico Schiuma

Sono felice che tu abbia accettato di esser intervistato dalla sottoscritta. Parlami un po’ di te.

Grazie a te per aver deciso di intervistarmi. Ho ventidue anni, sono nato e risiedo a Modugno, un paese in provincia di Bari, ma a breve mi trasferirò a Milano per motivi di studio. Sto per laurearmi in Scienze Politiche. Per anni ho studiato chitarra classica, ultimamente purtroppo a causa dei numerosi impegni non riesco più a suonarla con costanza. Colleziono sfere di vetro come ricordi dei miei viaggi, ora sono a quota ventidue e spero di non ancorarmi a questo risultato. Il mio romanzo preferito è “Delitto e Castigo”. Mi diletto anche con il cinema le serie tv: ora come ora direi che quella che mi è piaciuta di più è stata “Boris”.

 

Facemmo l’amore una notte di maggio è la tua prima opera. Ho letto questo tuo romanzo con curiosità e trasporto. Ho notato che verte molto sulla psiche umana. È stato un caso che il tuo libro fosse così oppure il tuo intento era proprio quello di scrivere un romanzo psicologico?

All’inizio il mio intento non era nemmeno quello di scrivere un romanzo. Ho iniziato a lavorare a “Facemmo l’amore una notte di maggio” nel periodo in cui affrontavo la maturità. Studiavo la mattina e il pomeriggio, uscivo solo nei weekend. Così la sera, per distendermi, ho preso a scrivere quello che in mente mia doveva essere un racconto. Poi, a furia di nuove idee e di aggiustamenti narrativi, il risultato è stato molto più lungo di quello che mi aspettassi. Però fin dall’inizio volevo che l’intreccio girasse attorno ai pensieri e alla psiche (anzi, ai problemi psicologici) del protagonista. Diciamo che il mio intento primario era quello di scrivere un racconto psicologico.

 

A cosa o a chi ti sei ispirato per scrivere questo romanzo?

L’idea è nata da un fatto vero. Ero a cena con degli amici. La serata era stata piacevole, ma a un certo punto si è creato il solito silenzio imbarazzante in cui nessuno sa più cosa dire. A quel punto mi sono accorto che al tavolo vicino al nostro erano sedute due giovani donne. Parlavano di relazioni sentimentali. Mi sono chiesto, a quel punto, come dovesse essere l’esistenza di un uomo che vive solo attraverso le conversazioni e le storie degli altri. Ecco, questo è l’evento che ha ispirato la trama del romanzo.

 

Ho dato anche uno sguardo al tuo Blog e ho notato che affronti diverse tematiche come la politica. Come nasce la voglia di raccontare?

Non credo esista una risposta universale a questa domanda. La voglia di raccontare può nascere da numerosi fattori. Mi viene da pensare alla semplice necessità di sfogare le proprie frustrazioni, o di esprimere sentimenti altrimenti non esplicabili. O ancora, al desiderio di denunciare situazioni della realtà politico-sociale che troviamo inaccettabili. Ogni persona è dotata di sensibilità diverse, e ognuno troverà differenti motivi e differenti modi per esprimere il proprio mondo interiore attraverso la scrittura.

 

Stai lavorando a qualche nuova opera?

Certo. Attualmente sto scrivendo dei racconti, anche perché si adattano meglio ai tempi ristretti che ho in questo periodo. Avevo anche iniziato a lavorare su un romanzo, poi mi è venuta un’idea che reputavo migliore per un altro romanzo ancora, ho sospeso la lavorazione sul primo e ora mi sto dedicando al secondo. Cerco di essere il più costante possibile ma non è semplice, considerando che in queste settimane mi sto occupando anche della mia tesi di laurea e che a breve mi trasferirò.

Che cosa consigli a chi vorrebbe pubblicare un romanzo?

Chi vuole pubblicare un romanzo deve prima di tutto scriverlo. Per quanto riguarda questa fase, tenendo comunque conto che ho solo ventidue anni e che io in primis avrei bisogno di altri consigli, mi sento di dare alcuni suggerimenti dedotti dalla mia personale esperienza. Innanzi tutto, bisogna leggere “tanto, vario e con grandissimo piacere”, per utilizzare una formula di una mia cara amica. Non si può, a mio modo di vedere, pensare di cimentarsi con un romanzo senza verificare come si sono comportati altri colleghi contemporanei e classici. Chi sostiene di poter scrivere senza leggere pecca secondo me di grande arroganza. In seconda battuta, consiglio di non scoraggiarsi davanti al famigerato “blocco dello scrittore”. È normale. Dostoevskij ce l’aveva, Jan Brokken (uno dei più importanti romanzieri contemporanei del’ nord Europa) ha ammesso di averlo. Solo Baricco, all’ultimo Salone del Libro di Torino, ha affermato che secondo lui il blocco dello scrittore è un lusso che può permettersi solo chi non è portato per diventare scrittore. Mi sembra un’affermazione un po’esagerata. In ogni caso, al termine della scrittura non andrebbe mai saltata la fase di rilettura e correzione, svolta anche con l’ausilio di amici e persone fidate. Infine, eviterei di affidarmi a una casa editrice che mi chieda dei soldi per la pubblicazione. Una CE è un’impresa a tutti gli effetti, quindi per definizione deve investire e assumersi dei rischi, puntare sul progetto autore o sul progetto romanzo.

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Intervista all’autrice di ORPHEUS Diana Mistera

Sono onorata di intervistare per il mio sito, l’autrice di Orpheus Diana Mistera.

Ciao Diana, grazie per aver scelto il mio sito. Parlaci un po’ di te.

Ciao e grazie a te per questa opportunità. Sono italiana di madrelingua inglese, quindi bilingue. Ho trascorso la mia adolescenza a cavallo fra due culture, quella inglese e quella italiana ed ovviamente indimenticabili sono i miei viaggi a casa dei nonni e delle zie. I nonni abitavano nella costa, mentre le zie a Londra e per me era una festa andarle a trovare in particolare la mia zia Su che , appassionata di teatro, di musica e di musical mi preparava sempre dei programmi stupendi che non dimenticherò mai e che hanno formato una grossa parte del mio background.  Grazie a lei scoprii il mio amore per Shakespeare, recitato proprio in teatro dalla compagnia Shakesperiana appunto, per i musical, indimenticabile fu andare a vedere la prima di West Side Story o il balletto della Morte del Cigno; e per tutto quello che Londra può offrire. Non contenta di avere in me due culture 14 anni fa decisi di aggiungerne una terza, trasferendomi in Finlandia.

Ho studiato prima al Liceo Scientifico e poi all’Università degli Studi di Siena Lingue e Letterature straniere, con la specializzazione in Anglo-Americano.  Sono mamma di uno splendido adolescente di 13 anni, che ha molte cose in comune con me, buon sangue non mente. Lavoro presso uno dei più grandi Hotel di Hämeenlinna, la cittadina in cui vivo, come addetta alle colazioni. Amo leggere, nuotare, passeggiare per i boschi e collezionare cristalli. Scrivo praticamente da quando ne ho memoria.

Qui in Finlandia sono stata coinvolta in ben due progetti distinti multiculturali con le mie poesie che sono state tradotte in Finlandese da un poeta finlandese appunto, e fanno parte di un’antologia pubblicata solo qui in Finlandia. Partecipo a readings, eventi e fiere del libro.

 

Nella tua biografia leggo che sei molto appassionata di mitologia, esoterismo e storia. Come è cominciata questa voglia di conoscere questi argomenti?

La passione per la mitologia e la storia mi sono state trasmesse da mio padre, mentre la passione per l’esoterismo non saprei come sia nata. Probabilmente dalla curiosità dell’ignoto, e dal mio essere goth. Da piccola ero terrorizzata da Dracula e oggi lo adoro, come adoro tutti i vampiri classici. Ho un intuito molto sviluppato,  e questo mi ha portato ad avere anche delle doti di medium e sono sensitiva; da sempre faccio sogni particolari e da sempre sono in contatto con il mondo spirituale. Mi ha sempre affascinato la psicologia e la parapsicologia e sono fermamente convinta che la nostra anima vive molte vite, alcuni di noi, più fortunati, o sfortunati, dipende dall’interpretazione e dal credo di ognuno, hanno il dono ( o la maledizione) di riuscire a ricordare le vite passate, io posso dire di essere una di quelle che ricordano un po’,  e riconoscono altre anime affini che ho incontrato in altre esperienze di vita, di solito loro hanno le mie stesse doti e ci riconosciamo a vicenda.  Questo è un punto che ispira molto anche i miei scritti, sia che si tratti di poesia che di narrativa. Le vite dell’anima, i ricordi dell’anima. È un dato di fatto che noi non conosciamo e non percepiamo tutto ciò che ci circonda, non lo vediamo con gli occhi, ma persone come me percepiscono energie, le vedono a volte, e le spiegazioni per dare un senso a tutto ciò le trovi nell’esoterismo, oltre che ad una certa predisposizione.

Tu ti sei avvicinata alla scrittura attraverso la poesia. Come è nata e poi si è sviluppato questo amore? Dove trovi ispirazione per scrivere i tuoi versi?

La passione per la poesia nasce con il mio approcciare la subcultura goth. Ho amato ed amo all’inverosimile Lord Byron,  Baudelaire, Poe, che ho scoperto con The Raven ( Il Corvo) prima di leggere i suoi racconti che ho subito adorato. Ho sviluppato quest’amore dedicando le mie poesie ad un vampiro goth che avevo conosciuto e che conosco, con il quale ci scambiavamo poesie. Lui le dedicava a me ed io a lui. Chi non avrebbe voluto vivere una storia d’amore intensa basata solo sullo scambio di poesie? Era uno dei miei sogni romantici, essere la musa di un poeta maledetto; ecco così esplose la mia passione per la poesia; iniziai a scrivere anche altro, non solo parole dedicate e per lui, e vidi che piaceva quello che scrivevo e così continuai. La passione per la scrittura nasce dai miei sogni che come ho detto sono talmente complessi che sono delle vere e proprie storie di altri mondi ed è per questo che scrivo il genere Fantasy.

L’ispirazione per le poesie può nascere da qualsiasi cosa, da una canzone che mi colpisce l’anima, da un viso, dalle emozioni che sento in un particolare momento o situazione, a volte sono delle vere e proprie riflessioni messe in prosa.

Parliamo del tuo ultimo libro Orpheus. E’ una storia che si sviluppa in tre libri. Nel 2016 hai pubblicato il primo capitolo per la casa editrice Lettere Animate. Di che cosa parla? Perché il personaggio principale maschile l’hai chiamato proprio Orpheus?

Orpheus nasce dalla mia passione proprio per questa figura mitologica cantata da Ovidio. Sono un topo da biblioteca quindi ho voluto approfondire questa figura ed ho scoperto che nell’antica Grecia c’era proprio un ordine dedito all’Orfismo e quindi dedicato a questo cantante /poeta. Ogni volta che leggevo la sua storia il desiderio di scriverlo in chiave moderna diventava sempre più forte, ma non riuscivo a delinearla come volevo; arrivavo sempre ad un punto morto. Mancava ancora qualcosa. Ecco, io sono dell’opinione che le cose succedono quando devono succedere, e per anni questa mia idea è rimasta latitante nel mio cervello. Una serata che ritengo indimenticabile, ero con una mia amica in una taverna di Londra insieme a quello che poi è diventato Orpheus nel libro. Una serata in compagnia di Ville Valo. Parlammo a lungo di tante cose, si sa che il vino aiuta e per caso, diciamo così, entrammo nel discorso di Orfeo. Mi disse chiaramente di non avere una profonda conoscenza di questo mito, ma era una storia che lo aveva sempre affascinato e ci scambiammo molte idee e sensazioni ed entrambi iniziammo a speculare su come sarebbe stato Orfeo ai giorni d’oggi. Alla chiusura del locale avevo una tale energia addosso che di ritorno al B&B tirai giù il plot e non riuscii a dormire, tanta era l’eccitazione di aver finalmente trovato la storia. Ogni pezzo che non aveva trovato posto prima, si assemblò perfettamente al quadro e così nacque il mio Orpheus. La storia non va come nell’originale, anche se ci sono molte cose in comune, ma sarà capovolta , non sarà Orfeo a scendere all’Infermo per riprendersi Euridice, ma sará Geena che scenderà all’inferno, per riprendersi il suo Orpheus che verrà catturato da un Demone e si concluderà finalmente una battaglia fra immortali, che dura ormai da secoli.

Il mio Orpheus parla appunto di Geena , una potente strega con un’eredità per così dire, pesante, perché non è una semplice strega, le sue origini sono diverse;  e all’inizio della storia neppure lei sa chi è davvero: si ritrova con una casa piena di Grimori, il diario di sua nonna e un bracciale antico, eredità dalla nonna materna, ma non capisce pienamente perché le ha lasciato tutto ciò; ed Orpheus, una rockstar dal passato oscuro, bello e dannato, dannato nel vero senso della parola, perché su di lui pende una maledizione, creata proprio dal padre di tutti i Vampiri, Vlad Tsepesh, a sua volta collegata alla profezia che pende sulla testa di Geena. Entrambi sono all’oscuro di questo, la conoscenza arriverà nel procedere della storia. Orpheus ha vuoto di memoria. In pratica i suoi ricordi partono dall’età di 6 anni, quando andò a vivere con la zia materna; il prima, per lui, è un totale buco nero, che però gli causa dei sogni strani. Anche Geena è perseguitata da un incubo ricorrente, che torna ad abitare le sue notti dopo l’incontro con il misterioso Orpheus e che sarà la chiave nell’ultimo libro della saga.

Il primo capitolo della trilogia è più una introduzione a quello che davvero succederà, ed è stata una scelta voluta perché essendo una trilogia ho pensato che la storia debba andare in crescendo, quindi anche la parte fantasy ed esoterica avrà una presenza più massiccia nei due libri a venire.

L’ho chiamato Orpheus proprio per omaggiare Orfeo.

Parlaci a grandi linee chi sono e che caratteristiche hanno i personaggi di questo romanzo.

Sia Orpheus che Geena possono essere uno di noi. Il backgrund di Orpheus e la sua vita da rockstar é quello che, tolto l’elemento fantasy, succede nel mondo dello spettacolo, e molta ispirazione per la costruzione di questo carattere del libro oltre a Vile Valo di per se, me l’ha data anche la biografia di John Taylor: “In the pleassure groove; Life , death and Duran Duran” che ho praticamente divorato e che ritengo uno dei tesori della mia libreria insieme a tutti i libri di Anne Rice. John Taylor è un altro musicista che ha avuto, ed ha, un forte impatto su di me. Ero una duraniana e lui era il mio idolo. In Orpheus c’è anche un po’ di Marian Gold, il cantante degli Alphaville, che era l’amore della mia vita di adolescente e che ho avuto la fortuna di conoscere e instaurare anche con lui, un bellissimo rapporto di amicizia.

Geena é molto me. Geena può essere la lettrice che legge il libro e si emoziona ed ha sempre sognato di conoscere il proprio artista preferito, io ho avuto la fortuna di farlo, può succedere anche a lei; per questo dico che è molto me e non solo per il discorso artista/fan. I miei idoli, per così dire, io li ho conosciuti in età adulta, quando non si è più fan, per questo sono riuscita a instaurare con loro un rapporto su piani diversi. Lavoravo in una delle discoteche più alla moda della Toscana e quindi di personaggi famosi li ho incontrati molti, e ho anche alimentato le conoscenze dei canali giusti. Geena ha un vissuto pesante sulle spalle come ho avuto io, ed è davvero il frutto di uno dei miei tanti viaggi introspettivi.

Durante la stesura di un libro ascolti musica? Quale?

Come avrai sicuramente capito dalle risposte precedenti si. La musica è un elemento importantissimo nel mio processo di creazione. Mentre scrivo ascolto la musica, mentre non l’ascolto quando edito. La musica mi aiuta a creare il carattere dei personaggi e a definire le scene. In Orpheus la colonna sonora era firmata HIM, quelli degli inizi quindi degli anni a cavallo il 1998 ed il 2004,  non poteva essere altrimenti. Nel secondo libro, presto in uscita: IL DEMONE DELLO SPECCHIO, mi ha accompagnata a musica dei Blutengel e dei 69EYES essendo i toni di quest’ultimo più gotici del primo, e per il terzo libro ancora non so. Lo devo riprendere in mano…potrebbe essere quella dei Nightwish con Tarja o anche il progetto solista di Ville Valo; oppure tutti questi artisti insieme, Alphaville compresi.

 

Che rapporto hai con i lettori?

Amo avere un  bel rapporto con i miei lettori se possibile. I loro consigli sono per me dei doni e mi aiutano a migliorare. Alcuni lettori che non mi conoscevano prima di aver letto i miei libri,  sono diventati i miei lettori beta, e sono felice di questo, scrivo per me, ma è anche per loro che lo faccio, quindi ritengo il loro supporto fondamentale e non essendo amici di famiglia o famiglia stessa, i loro giudizi sono imparziali. 😉

Progetti per il subito in ambito della scrittura?

In ottobre dovrebbe uscire, sempre con Lettere Animate, il secondo capitolo della trilogia, dal titolo “Il Demone dello Specchio”. Il terzo capitolo della saga è ancora senza editore anche perché non è ancora completo.

Nel frattempo ho ripreso in mano il primo racconto che auto pubblicai e sta trasformandosi in un romanzo , il titolo rimarrà probabilmente “Il Signore delle Ombre” ma la storia sta cambiando completamente. Anche questo è senza editore al momento. Poi ci sarebbero delle silloge poetiche una in inglese ed una in italiano, ma non ci ho messo le mani ancora. Progetti ne ho tanti ma il tempo è quello che è.

 

Hai pagine fan o blog dove i tuoi lettori possono seguirti?

Si ho due blog uno in italiano e l’altro in inglese.

Nel blog italiano trovate oltre alle poesie in italiano, anche le mie recensioni

http://dianamistera.blogspot.fi/

Nel blog inglese trovate principalmente le mie poesie in inglese. Come ho detto sono bilingue e le poesie non sono le stesse che leggete in italiano . L’ispirazione a volte viene e in italiano altre in inglese.

http://thedarklight.blogspot.fi/

Pagina autore Facebook:

https://www.facebook.com/diana.mistera/

Pagina ufficiale della trilogia Orpheus:

https://www.facebook.com/Orpheusaga/

Twitter:

@Mistera_d

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Intervista ad Alberta Sirani

Alberta Sirani è nata nel 17 Maggio 1991 a Morcone, un piccolo paesino della Campania. Ha sempre amato la scrittura fin da bambina, partecipando anche a diversi concorsi letterari tra cui quello di “ciaolapo” che ha scelto uno dei suoi testi da inserire nel proprio libro “Aptonomia”. Attualmenre lavora come Graphic designer in Toscana e come hobby le piacciono la lettura. la fotografia e videogiochi.

Alberta, nella tua biografia dichiari di amare la scrittura da quando eri bambina. Ricordi il tuo primo scritto?

Risale a quando avevo sei anni. In un diario scrivevo tutto ciò che mi accadeva, Ho continuato a scriverlo fino a quando non ho scoperto internet e i blog.

Se non mi sbaglio la tua prima opera è Lui dagli occhi di ghiaccio pubblicato dalla casa editrice Lettere Animate. Ce ne puoi parlare?

Inizialmente il romanzo lo avevo scritto su Wattpad come un gioco, ma poi è diventata una cosa più seria perché c’erano molte ragazzine che mi seguivano e volevano che continuassi la storia. Se non fosse stato per questo sito probabilmente non avrei mai avuto il coraggio di farlo leggere a qualcuno. Il libro parla di una ragazza immatura di nome Deborah che si innamora del suo professore di filosofia. Purtroppo la diversità dei loro caratteri e la differenza di età renderà il loro rapporto molto complicato, sopratutto perché non riescono a venirsi incontro. Il protagonista maschile invece si chiama David è molto chiuso in se stesso e molto freddo; all’apparenza potrebbe sembrare un uomo a cui non frega nulla di Deborah ma in realtà si ritroverà molto legato a lei. Pur tenendo molto alla protagonista cercherà di tenerla lontana da lui, creando parecchi litigi tra loro. Questa è la storia di come si diventa adulti, di come ci si innamora e di come si impara a superare le difficoltà. Inoltre analizza dettagliatamente ogni emozione e sentimento cercando di entrare nel cuore del lettore commuovendolo fin nel profondo.

A cosa ti sei ispirata per scrivere Lui dagli occhi di ghiaccio?

Da ragazzina mi piacevano le storie d’amore tra professore e alunna, solo che i libri che ne parlavano non mi piacevano, proprio per questo motivo ho sentito il desiderio di scrivere una storia che trattasse proprio di questo argomento, ma come piace a me.

So che ti piace leggere. Hai degli autori che preferisci?  

Mi piace molto David Grossman, credo sia uno dei miei preferiti in assoluto, poi Italo Calvino e Charles Bukowski.

Scrivere è…. (concludi la frase)

Un modo per sfogarsi e raccontarsi, qualcosa che ti aiuta a esprimerti e sopratutto è una fuga dalla realtà.

Progetti per il futuro?

Tantissimi. Voglio iscrivermi  all’accademia di graphic designer e concludere il mio secondo libro, ormai manca poco.