Intervista all’autrice Arianna Ciancaleoni

34107229Ciao Arianna , benvenuta nel mio spazio virtuale. Raccontaci come è nato l’amore per la scrittura.

Grazie mille per avermi coinvolta nel tuo blog con questa intervista!
L’amore per la scrittura è nato a 9 anni, quando ho iniziato a scrivere per gioco la storia di una principessa, facendola leggere e correggere a mia madre. Non era niente di che, ovviamente, ma da lì non mi sono più fermata. Poco dopo è arrivato anche l’amore intensissimo per la lettura. Leggevo già qualcosa, ma verso i 12 anni mi sono appassionata davvero.

Come nascono le tue storie?

Nascono sempre da un’idea principale, che può essere l’inizio o la fine o un evento centrale della trama che poi svilupperò. Mi viene in mente un dettaglio e da lì inizio a fantasticare, ragionandoci su per molto tempo prima di cominciare effettivamente a buttare giù qualcosa. Quando inizio davvero a scrivere mi piace avere più o meno in mente la storia che andrò a raccontare.

Perché scrivi?

Perché ho sempre immaginato tanto: storie, persone, dialoghi, situazioni.
Le storie mi hanno fatto compagnia quando ero sola, mi hanno rallegrato quando ero triste… il mio cervello ormai parte in automatico con l’immaginazione. Quindi, ho pensato: perché non raccontarle anche agli altri? Potrebbero essere utili allo stesso modo anche a chi le legge.

Quali sono i tuoi autori preferiti e perché?

Ho un’adorazione per Agatha Christie, perché è stata la prima autrice di cui ho letto praticamente ogni cosa e il motivo per cui mi sono decisa a scrivere sul serio. Mi sarebbe piaciuto molto imitarla!
Ma, in realtà, mi è capitato di leggere qualsiasi tipo di libro e vado molto “a periodi” anche nella lettura. Tendo a non concentrarmi su un unico autore, ma a spaziare: ultimamente ho letto anche un sacco di autori emergenti o self.

Cartaceo o ebook: i pro e i contro di entrambi.

Il cartaceo è esteticamente più bello, ed è emozionante sfogliare fisicamente le pagine. Oltre al piacere di avere una libreria piena! Devo dire che per praticità e per risparmiare ultimamente affido molte delle mie letture all’e-book.

Ora parliamo dei tuoi libri. Quali sono? raccontaci un po’.

Finora ho scritto quattro romanzi più una breve biografia.
Vi lascio qui sotto le trame: essendo un’autrice self, si possono trovare tutti su Amazon.

LACRIME DI CIOCCOLATA
Olga è convinta che sia andato tutto secondo i piani, quando invita a cena gli amici di un tempo; non li vede da anni, ma può immaginare Eleonora sposata con l’amore della sua vita e Christian in giro per il mondo a spendere il denaro di famiglia, circondato da donne adoranti e dedito solo al divertimento. Eleonora però, sorprenderà tutti, rivelando qualcosa che nessuno di loro si aspetta, e tutto cambierà per sempre.

IL LAVORO PERFETTO
Fino a che punto puoi arrivare per il tuo lavoro?
Bianca è al settimo cielo alla firma del contratto, ma la sua vita personale le chiede presto il conto.
L’amore l’abbandona, gli amici si allontanano, la famiglia la critica, i colleghi la tradiscono… fino a farle perdere la testa.
Riuscirà a riconquistare tutto quello che ha perso, magari anche con gli interessi?

MxE
Matteo per Eva è l’amore più grande.
Lei crede di essere lo stesso per lui.
Ma la notte di Capodanno la lascia all’improvviso, gettandola nella più cupa disperazione e con la voglia di riconquistarlo a ogni costo.
Col tempo però, Eva scoprirà che non è tutto come sembra.
Né nel presente, né nel passato.

VORRESTI ESSERE ME?
Elettra odia tutti e non lo nasconde. Non vede l’ora di cambiare vita e sa che il 21 giugno sarà libera di andarsene da un ufficio che odia, senza neanche salutare. Quando arriva Luca, il nuovo collega, dovrà rimettere tutto in discussione: cederà ancora all’amore o procederà dritta per la sua strada?

A quale personaggio sei più affezionato e perché?

Non posso dire di essere affezionata a un personaggio più che a un altro: ognuno di loro è come un amico per me, e sono profondamente legata alla sua storia.

Hai mai avuto il blocco dello scrittore?

Sì, mi capita spesso di non riuscire a scrivere o, anche, di non avere voglia di farlo!
A volte, se ho un progetto da concludere, cerco di forzarmi, ma molto spesso risolvo il momento di vuoto leggendo molto, guardando film, ascoltando musica: insomma, circondandomi di storie altrui!

Quali sono i progetti per un futuro letterario?

Al momento sto scrivendo un racconto lungo per una rivista, ispirato a un romanzo di Agatha Christie. Il 3 maggio sarò a Torino perché ho vinto il concorso letterario per racconti di Spunto Edizioni, “Iniziamo da qui”. Ho in programma qualche presentazione dei miei romanzi e sto scrivendo un libro “a sei mani” con altre due autrici, Viviana Albanese e Sarah Arenaccio. Poi ho in mente due romanzi, ma la strada è ancora lunga. Diciamo che non ho il tempo di annoiarmi!

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Intervista all’autrice Ylenia Luciani

Ciao Ylenia, benvenuta nel mio spazio virtuale. Raccontaci come è nato l’amore per la scrittura?
Ciao e grazie per avermi ospitata! Il mio amore per la scrittura nasce da piccola; amavo leggere e mi divertivo a scrivere favole, ma solo da una decina di anni ho cominciato a “sfruttare” la mia fantasia per il genere Romance, quello che più mi rappresenta.
Come nascono le tue storie?
Le mie storie nascono man mano che scrivo… all’inizio ho solo un’idea di ciò che voglio raccontare, ma, spesso, il tutto viene sovvertito strada facendo!
Perchè scrivi?
Scrivo perché è quello che mi comanda il cuore come per ogni passione, non si può eludere questa forza che ti chiama… non posso pensare di trovarmi davanti a un pc senza dare sfogo alla mia fantasia.
Quali sono i tuoi autori preferiti e perchè?
In realtà non ho un’autrice preferita… amo e leggo chiunque sia in grado di trasmettermi un’emozione, ma confesso di comprare ogni libro di Jai Crownove
Cartaceo e ebook: i pro e i contro di entrambi.
Leggo sia cartacei che eBook! Avendo pubblicato tre libri con una CE che lavora solo in digitale, mi sono dovuta convertire al Kindle e ne sono felice! Posso leggere tutti i romanzi che voglio a un prezzo contenuto, inoltre li posso portare sempre tutti dentro la mia borsa e aprirli dove voglio senza che nessuno sappia cosa stia leggendo. La carta, però, rimane sempre la carta… si vive anche di profumi, tatto e sensazioni e in questo il cartaceo rimarrà per sempre imbattibile!
Ora parliamo dei tuoi libri. Quali sono?
Il mio primo romanzo è uscito nel 2016 e si intitola Non chiedermi di baciarti, edito Emma Books. Incredibilmente è stato in classifica per sei mesi ai primi posti, così, nel 2017, è nato anche il sequel Non smettere di baciarmi. A giugno del 2018 è uscito “Perfettamente sbagliato” e, sempre nello stesso anno, a dicembre, ho voluto provare la strada del Self pubblicando “Perverso” e sono molto felice del successo che ha avuto.
Il primo maggio uscirà “Intoccabile” e spero tanto che vada bene come gli altri 😊😊😊
Nei miei romanzi troverete sempre un mix di sentimenti spesso contrastanti… amore, odio, gelosia e tanta passione. Ci sarà sempre una storia d’amore, ma anche un qualcosa di oscuro legato ai personaggi.
A quale personaggio sei più affezionato e perchè?
Amo tutti i miei personaggi indistintamente! Lo ho creati io e, in quanto tale, sono tutti i miei bambini adorati 😂😂… non saprei proprio chi scegliere 🤔🤔🤔
Hai mai avuto il blocco dello scrittore?
Fortunatamente fino a oggi non ho conosciuto il blocco dello scrittore! Ogni volta che scrivo una storia ne ho subito in mente un’altra! Prima o poi arriverà, temo, spero comunque di superarlo in breve tempo, magari leggendo dei buon libri!
Quali sono i progetti per un futuro letterario?
Come ho già detto sopra, il primo maggio uscirà Intoccabile, nel frattempo mi sto dedicando a una nuova storia che spero di far uscire a fine anno!
Grazie per il tempo che mi avete dedicato!
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La poetessa Paola Pittalis si racconta

Buongiorno cari amici, di solito intervisto gli autori, ma questa volta è stata l’autrice stessa a voler parlare di sé a ruota libera senza interruzioni.

Paola Pittalis è una poetessa che vive in Sardegna. Ha pubblicato diversi libri e partecipato diversi concorsi. Le sue poesie hanno avuto successo nei vari concorsi letterari.

Tra le sue opere ricordiano Io e mio figlio che racconta la perdita di uno dei suoi figli dovuta ad una grave malattia e L’eco dei tuoi passi una silloge poetica.

Vi ripoto qui le due sinossi.

Io e mio figlio

L’autrice racconta la sofferenza di una mamma per la malattia del figlio e la conseguente perdita . Una lotta anche contro la volontà del giovane, che avrebbe voluto lasciarsi morire. La forza di una madre che mai dovrebbe provare un dolore che lacera l’anima e fa sanguinare il cuore per sempre. Un racconto dei giorni di corse, di speranze, di annientamento. E i “perché, perché proprio a me”, che riecheggiano nelle pagine, un grido verso il cielo e ad un Dio che non ha salvato la sua creatura, che non ha ascoltato le sue suppliche, non ha avuto pietà delle sue lacrime. Domande alle quali è difficile trovare le risposte… E saranno i ricordi a colmare i giorni vuoti e rimarginare le ferite, i sorrisi, i giochi sulla neve, le carezze del vento e l’ascolto del silenzio dove questa madre sente la voce del figlio che la incita a tornare a vivere, perché è quello che lui vuole.

L’ eco dei tuoi passi

Se, come dice Jorge Luis Borges, “Ogni poesia è misteriosa; nessuno sa interamente ciò che gli è concesso di scrivere”, noi che ci accingiamo a leggere una per una le sue poesie, snocciolandole con tremula mano come preghiere scorrenti sui chicchi della coroncina del Rosario, entriamo in un mistero profondo che ci conquista e ci sovrasta, ci domina, e di cui non abbiamo ragione: il mistero della Poesia. Ci conforta sapere che la poesia vive in ognuno di noi, in forme varie e diverse, e che c’è chi, come la nostra poetessa, Paola Pittalis, fa emergere in ciascuno di noi la necessità, l’esigenza della poesia. Di una poesia bella, di una poesia vera, di una poesia che ama, che ti ama, e che ti fa amare, di una poesia che ti scuote e che ti procura emozioni, che suscita sentimenti. Di una poesia che ti porta oltre, oltre l’immediato quotidiano, oltre il contingente, e ti fa volare in alto verso la sublimità della divinità all’infinito. Perché quella della Pittalis, in quanto capace di portare l’uomo sul cammino delle emozioni, è poesia universale senza confini definiti, ma passa da uomo a uomo in un abbraccio emozionale che unisce l’umanità intera, proprio per questo parliamo di vera poesia. È una poesia pura e pulita che entra nella pagina e la ricama immettendo parole e significati che hanno valore artistico che si eleva al di sopra del semplice verseggiare. La parola, nella sua forma grafica, si adagia sulla pagina amorfa e la vivacizza in un suono che scaturisce dall’anima e raggiunge con intensità di emozioni un’altra anima in un connubio di sentimenti che unisce e non abbandona. Non sappiamo a quale “scuola poetica” assegnare la Pittalis, certamente per la sua originalità possiamo assicurare che essa è da ascrivere a quella della grande poesia, a quella che affonda le sue radici nell’humus poetico del Novecento che con decisione si è scrollata di dosso la vecchia ruggine del passato. Eliminate le incrostazioni che la ostacolavano, uscita dal guscio eburneo della cultura paludata, la poesia ha iniziato un nuovo percorso, è entrata in nuove strade ed è stata capace di innovare e rinnovare le antiche regole del poetare. Paola Pittalis, con uno sguardo al passato, ma protesa al futuro, ha prodotto una poesia che è veramente bella, una poesia che fa onore alla cultura meridionale, una poesia mediterranea, che, travalicando ogni confine, entra a buon diritto nel mondo della “grande poesia” e che, ne siamo sicuri, conquisterà un posto alto nel mondo poetico italiano perché essa, come tenera fogliolina a primavera, crescerà vigorosa insieme al ramo che la sostiene e che la affiderà al tempo e alla terra per renderla immortale. Noi ci auguriamo, e auguriamo alla Poetessa, che la sua opera, dove risuona l’eco sublime della poesia, e come l’eco che passa lieve di vento in vento per diffondersi lontano, possa ottenere i meritati riconoscimenti dalla critica ufficiale, ma, soprattutto, piaccia al pubblico che, coinvolto in emozioni e sentimenti trasversali, saprà apprezzarla nella sua spontaneità, nella sua linearità, nella libertà del pensiero e del verso che si erge a vera poesia e plauda sincero ed entusiasta a chi, per dolore e con amore, come madre figlia l’ha creata.

Paola Pittalis si racconta

Già da ragazzina iniziai a scrivere piccole poesie, poi col crescere abbandonai tutto. Amici, i primi amori. Di seguito la famiglia, i figli, il marito. Ho avuto una vita felice, si può dire perfetta. Poi di colpo il mondo mi è crollato addosso. Il mio primo figlio si è ammalato di tumore. Sono passata dalla luce al buoio in una frazione di secondo. Ho ripreso in mano la penna il giorno in cui è morto mio figlio. La scrittura mi ha aiutata ad elaborare il lutto e il dolore, per me è come una medicina: io scrivo solo se sto male. 
Io e mio figlio è un libro autobiografico. Racconto la mia storia e il mio calvario. Ho sentito il bisogno di scriverlo e pubblicarlo, perché volevo che mio figlio continuasse a vivere oltre la morte, e poi avevo paura di dimenticare anche piccole cose della sua vita. Amavo mio figlio più della mia vita e nelle mie poesie lui rivive
Io scrivo solo se ho ispirazione, la mia è una poesia emozionale, non costruita col verso libero. Mi piace scrivere tutto ma prediligo la poesia e L’eco dei tuoi passi è una silloge che raccoglie molte mie poesie pubblicate su internet, la maggior parte sono dedicate a mio figlio. Sono un viaggio emozionale nella mia anima, una ricerca continua nel mio profondo io. 

Intervista all’autrice Elisa Fumis

5192ZcRHVOL._SX307_BO1,204,203,200_Ciao Elisa, benvenuta nel mio blog. tu hai pubblicato un libro intitolato Parole Sbagliate. di cosa parla?

Parole Sbagliate parla di un’aspirante scrittrice, Alice, che lavora in una libreria. Un giorno trova “Parole Sbagliate” tra i libri a metà prezzo. Ma non è un articolo in vendita: si tratta piuttosto di un oggetto contenente un messaggio in codice da risolvere. Quando entra un nuovo cliente, Giacomo, chitarrista in una rock band, iniziano ad accadere cose strane… I destini di alcuni dei personaggi presenti nel mio romanzo si intrecciano per dar vita a una storia carica di mistero, immaginazione e sentimento, dove anche le parole sbagliate hanno un grosso peso sulle sorti dell’umanità.

Come è nata questa storia?

Questa storia è nata da una canzone che conteneva dei numeri casuali, scelti soltanto per dare musicalità al brano. Ho pensato che sarebbe stato bello se in realtà ci fosse stato un codice con un vero significato. È proprio da un messaggio che la protagonista deve decifrare che inizia Parole Sbagliate. Per sviluppare ulteriormente la trama mi sono basata su una situazione personale che mi faceva soffrire, che avevo dentro da un po’ di tempo e che occupava troppo spazio; per liberarmene, ho sentito l’esigenza di scrivere questa storia e di condividerla con altre persone. L’ispirazione è venuta da sé, ascoltando i miei sentimenti. Ho pensato che avrei voluto trovare un libro “magico” per poter rimediare ai miei errori, alle mie parole sbagliate. Non ho avuto la possibilità di sistemare le cose, ma almeno mi sono presa una piccola rivincita sulla vita.

In che modo ti sei avvicinata alla scrittura e perchè?

Ho iniziato a scrivere a 6/7 anni e da quel giorno il mio sogno è sempre stato quello di affermarmi come scrittrice. Ho iniziato a farlo (e non ho intenzione di smettere) per fuggire da una realtà che mi feriva e rifugiarmi in un mondo senza dolore, senza cattiveria e senza solitudine. Da bambina realizzavo tanti testi di fantasia, accompagnati da buffi disegni. Volevo trasmettere le mie emozioni a qualcuno, farmi capire. Ora vorrei lasciare una traccia di me in questo mondo e posso farlo soltanto attraverso i miei racconti. Scrivere mi fa sentire viva.

Quando scrivi hai bisogno di silenzio o ti lasci accompagnare con le note di qualche musica?

Quando scrivo, proprio come quando leggo, ho bisogno di silenzio per potermi concentrare. Prima mi lascio trasportare dalle note di qualche musica per mettere in moto le idee e liberare la mia creatività, poi realizzo le mie opere in assenza di rumori.

A chi o a cosa ti ispiri quando scrivi?

Mi ispiro a esperienze che ho vissuto, a canzoni o immagini che mi fanno immaginare mondi fantastici, a ferite che mi hanno segnata o anche a sogni che trascrivo alla mattina. Un mio racconto breve, Sei Il Mio Angelo, è incentrato proprio su un mio sogno.

Progetti per il futuro?

In questo periodo sto scrivendo Il Mio Ragazzo Girasole, un romanzo fantasy/romance. È la versione estesa di una mia omonima flashstory, disponibile su Wattpad. Ci saranno pure dei riferimenti a Parole Sbagliate. Inoltre, mi piacerebbe riuscire a concludere un altro romanzo e alcuni racconti brevi lasciati in sospeso, realizzare la mia prima antologia di poesie o di storie brevi. Vorrei scrivere qualche spin-off o il prequel di Parole Sbagliate. I miei lettori desidererebbero un suo sequel oppure qualche suo racconto parallelo, quindi perché non provare ad accontentarli?

Intervista all’autrice Anna Fabrello

54256237_343052173000187_4928839271286046720_nChi è Anna la scrittrice e come è nata la passione per la scrittura?

Intanto grazie a te per questa splendida vetrina. La mia passione per la scrittura nasce da piccola. Per combattere la mia timidezza, fortissima all’epoca, la mia maestra delle elementari mi consigliò di tenere un diario segreto dove annotare le mie emozioni e quello che mi passava per la testa. L’idea mi è piaciuta subito tantissimo e da quel momento ho sempre scritto. Crescendo, la formula del diario si è modificata fino a quando, accanto ad essa, ho iniziato a scrivere racconti come formula catartica per esorcizzare e gestire emozioni forti che mi devastavano. Poi, lentamente, anche il mio rapporto con il racconto è andato modificandosi e adesso scrivo perché ho un sacco di storie che mi frullano in testa, personaggi che chiedono attenzione e vogliono prendere vita per dire la loro.

Hai scritto una raccolta di racconti del genere fantasy intitolato Otto sottili fili di fumo. Ce ne puoi parlare?

Otto sottili fili di fumo nasce dalla mia voglia di scrivere qualcosa che non fosse la classica raccolta di racconti, ma un’opera in cui tutti i racconti fossero legati tra loro in maniera particolare. Così mi è venuta l’idea dell’anziana donna che sfogliando il suo diario, ripercorre la sua vita e i suoi ricordi e che, consapevole dell’avvicinarsi della morte, lascia che sia il mondo a prendersi cura di loro, bruciandoli nel caminetto. Sarà un ragazzino che, ignaro e inconsapevole, raccoglierà le memorie dell’anziana recuperando i suoi racconti\ricordi. Mi piaceva l’idea di rappresentare il cerchio della vita, il continuo legame tra passato e presente che si può manifestare anche in forme inaspettate. Ovviamente, essendo io una patita di fantasy e magia, anche nella mia raccolta non poteva mancare quell’elemento.

Quali sono i tuoi autori preferiti?

Indipendentemente dal fatto che io scrivo primariamente storie ambientate in luoghi magici o con protagonisti dell’immaginario fantasy, amo molto gli autori di thriller: Lars Kepler, Jeffery Deaver, Donato Carrisi. Ovviamente leggo anche molto Fantasy: da Licia Troisi, a Terry Brooks; da Morgan Rhodes a Trudy Canavan, passando da Kerstin Gier.

Scrivere è… 

Vivere di emozioni.

Quali sono i personaggi delle tue storie a cui ti sei affezionata di più?

Non ne ho uno preferito, li ho amati e li amo tutti. Mi piace molto l’anziana Katie di ‘Otto Sottili Fili di Fumo’ forse perché è in parte lo specchio di come mi immagino io quando arriverò al momento conclusivo della mia vita.

Libro cartaceo e e-book: i pro e i contro di entrambi

Beh diciamo che secondo me, il libro cartaceo ha il fascino ancestrale della carta stampata, delle lettere forgiate sul foglio, il profumo di quelle stesse pagine mai aperte e la magia dell’attimo i cui gli occhi si posano su parole sconosciute. L’e-book ha il vantaggio di essere più fruibile economicamente, di essere più leggero e comodo da trasportare ovunque, può diventare un ottimo compagno di viaggio. In un piccolo spazio puoi portare mille libri di ogni dimensione e lunghezza. Per una divoratrice di storie come sono io, è stata una manna dal cielo!

Progetti per il futuro?

Attualmente alcuni miei scritti brevi sono stati inseriti in un progetto chiamato CARTASTORIE, un distributore automatico di racconti di vari generi che verrà inaugurato e presentato a Roma il 31 Marzo di quest’anno. Si tratta di veri e propri distributori che, però, non elargiranno merendine o bibite fresche, ma un racconto breve e inedito. Dall’inizio di aprile, questi verranno posti in luoghi strategici urbani (stazione metro, poste, sale d’attesa), nei quali chiunque voglia, per ingannare l’attesa potrà selezionare un genere di suo gradimento (giallo, fantasy, comico, fumetto ecc.) e vedersi stampato all’istante un breve racconto tra quelli che saranno in archivi. Sono entusiasta di questo progetto!

Parallelamente sto seguendo un progetto in collaborazione con un fotografo romano: mi ha contattato chiedendomi se ero d’accordo nel lasciargli utilizzare uno dei miei racconti presente in ‘Otto Sottili Fili di Fumo’ per fare una mostra specifica. Ovviamente ho acconsentito e con la mia Casa Editrice abbiamo concordato che per questa occasione, il racconto oggetto della mostra verrà rieditato, assumerà vita propria e diventerà un libretto a sé stante. La mostra verrà presentata, in abbinata al libro, in diversi locali di Roma e poi approderà a Ivrea (TO), nella mia zona. Il progetto è ancora in fase di lavorazione, quindi le date di uscita non sono ancora state definite, ma si concluderà tutto nei prossimi mesi… spero prima dell’estate!

Intervista all’autrice Mathilda Blake

Ciao Mathilda, benvenuta nel mio blog. Parlaci un po’ di. Chi é Mathilda scrittrice? Ho visto che pubblichi per la casa editrice Mondadori. Parlaci del tuo approccio con la Mondadori.

Sono un’autrice a tempo pieno (nel senso che scrivo per lavoro) sia con il mio vero nome Mathilde Bonetti, con cui firmo i miei romanzi per ragazzi e per bambini con Mondadori e Piemme, sia con lo pseudonimo Mathilda Blake, che invece uso per i miei romance storici come L’Irresistibile e L’Indimenticabile. Ho pubblicato un’ottantina di opere e quando non scrivo come autrice, traduco. Inoltre, scrivo per alcune riviste. Sono state proprio le collaborazioni con i giornali il mio trampolino di lancio in Mondadori, perché da ragazza, appena uscita dal liceo, avevo iniziato a scrivere per Starbene e DonnaModerna. Da lì, mi sono proposta per le traduzioni visto che sono bilingue e siccome piaceva come scrivevo, quando ho iniziato a fare le mie proposte editoriali, ho avuto la fortuna di trovare qualcuno pronto a prenderle in considerazione. Il mio primo libro, tuttavia, non è Mondadori: avevo 23 anni e l’ho pubblicato con un editore minore quando ancora facevo la giornalista.
Come nascono le tue storie?
Le mie storie nascono sempre da un’idea, da un sogno a occhi aperti. Immagino una storia e poi la propongo ai miei capi. Se piace, mi danno l’ok per scriverla.
A quale personaggio delle tue storie sei legata e perché?
Non ho un personaggio al quale sono più legata: ogni volta mi innamoro dei protagonisti che vado a creare per questa o per quella storia. Nei miei romance L’Irresistibile e L’Indimenticabile ad esempio, adoro il protagonista maschile, perché assomiglia in modo viscerale al mio amore.
Come è nato l’amore per la scrittura?
Questa è una domanda bellissima per me… Ero a scuola davanti al mio primo libro scelto autonomamente: I misteri della giungla nera. Lo leggevo tutto d’un fiato e la sera, a letto, mi rivedevo le scene come fossero un film nella mia mente. Ricordo di aver pensato che se mai fossi riuscita a scrivere qualcosa in grado di emozionare i lettori quanto Salgari stava emozionando me, non sarei passata su questa Terra invano. E’ nata così la mia passione per la scrittura e da quel giorno, a chiunque mi chiedesse cosa volevo fare da grande, rispondevo: la scrittrice!
Progetti futuri in campo letterario?

Ho appena terminato un nuovo romance, che uscirà a giugno, sempre con Mondadori. Quello stesso mese, uscirà un mio nuovo libro per ragazzi con Piemme – Il Battello a Vapore. Per dicembre devo scrivere un nuovo romance storico ambientato nella Russia dell’Ottocento.

Intervista all’autore Rocco Roberto

Ciao benvenuto nel mio blog. Come è nato l amore per la scrittura?

Nasce dalla condivisione di questa passione, che avevo già in me ma non era mai “esplosa”, con una mia cara amica, che oggi non c’è più. Ho seguito il suo esempio , trovando coraggio e tempo per raccontare storie che mi si muovevano timide dentro.

Parliamo del tuo libro. Come nasce?

Quando eri qui con me, il mio primo romanzo, nasce come una storia che potesse raccontare di un Amore adultero, apparentemente sbagliato ma che non ha nulla a che vedere con le storie adultere medie di cui sentiamo ogni giorno. Nasce insomma come l’esigenza di notare che spesso anche nelle storie che, in media, vengono considerate sbagliate, può nascondersi qualcosa di positivo per chi le vive. I sogni che restano, secondo romanzo, nasce da un’esperienza autobiografica, la perdita di una cara amica. E’ un romanzo che tocca temi come l’elaborazione del lutto, il distacco, l’esigenza di reinventarsi e riscoprirsi dopo un’esperienza forte come la perdita di una persona cara.

Scrivere è… (concludi la frase)

E’ dar voce, per me, a personaggi che nascono dentro di me, che nascono dalla contaminazione del mondo che mi sta intorno con la mia sensibilità, la mia fantasia, i miei stessi sentimenti. E’ liberare queste voci che mi urlano dentro e con le loro storie chiedono al lettore di riconoscere nelle pieghe di queste stesse storie qualcosa di loro.

Quali sono gli autori che prediligi è perché?

Sono affascinato dalla scrittura di Proust che riesce ad essere ad immagine e somiglianza dell’animo dei protagonisti. Ma leggo con trasporto, tra i contemporanei, Bisotti e Gramellini, per l’empatia con la quale raccontano le storie dei loro personaggi facendo della scrittura un filo di Arianna per districarsi negli intrichi delle anime dei personaggi che creano.

Ti é mai capitato di dover fare i conti con il classico blocco dello scrittore?

Sì, eccome. E’ un’esperienza di impotenza che tuttavia ti invita a fermarti e ti stimola a trovare il modo per ripartire. Non credo sia un blocca a caso, credo che nel concepimento del romanzo o comunque di quanto si scrive, serva eccome.

Qual è il personaggio del tuo romanzo che ti ha colpito maggiormente? Perché?

Sono colpito e legato ad Adriano, presente in entrambi i miei romanzi. Si tratta di un uomo di quarant’anni, un aviatore, single, benestante, affascinante, il classico sciupafemmine che tuttavia nel mio secondo romanzo mette a nudo, grazie all’incontro con la protagonista, Sofia, la sua anima, riscoprendosi, con sua assoluta sorpresa, tutto quanto nemmeno lui pensava di essere e di poter provare. Ci sono molto legato perché è nato come un personaggio di fantasia che tuttavia grazie alla scrittura creativa ha fatto un percorso di crescita personale non indifferente, con uno spessore psico-emotivo che ha stupito me stesso. Dell serie che mi sono ritrovato a dar ragione a quegli scrittori che sostengono che i personaggi vivono di vita propria.

Cosa deve fare uno scrittore per diventare un buon scrittore?

Se lo sapessi, lo sarei anch’io. Scherzo. Penso che non si debba mai chiudere nella sua scrittura. Che debba leggere tantissimo e rileggersi tantissimo. Non accontentarsi mai di quanto butta giù, di getto. Che debba essere un buon osservatore della realtà e soprattutto dell’uomo, dei suoi sentimenti, delle sue emozioni, delle sue paure come delle sue gioia perché oggi c’è un gran bisogno di essere “ascoltati” ed io credo che le belle storie, in letteratura, nascano da un attento ascolto delle vite altrui, che a loro volta danno vita a storie che sanno farsi ascoltare dal lettore che a sua volta troverà in quelle storie qualcosa per sé, per mettere passi avanti nel suo percorso personale.

Che rapporto hai con i lettori?

Amo confrontarmi con i lettori dei miei romanzi quando ne ho modo perché non mi sento arrivato e credo di aver bisogno delle critiche più spietate, a tutti i livelli. Per crescere e migliorarmi in questa passione. Ben venga, poi, ricevere letture positive che cambiano da lettore a lettore.

Quali sono i tuoi progetti in campo letterario?

Sto vivendo proprio la fase del blocco dello scrittore di cui parlavamo poco fa. Sono su un terzo romanzo da un po’. Diciamo che cerco appunto di trarre profitto da questo blocco per cercare di capire in che direzione portare la storia già avviata ma soprattutto per rivedere, forse, il modo in cui vado a raccontarla. Nel frattempo mi sto dedicando di tanto in tanto alla scrittura di alcuni racconti che hanno come trait d’union l’Amore in tutte le sue forme.

Intervista al poeta Gabriele Silva

50049713_993502847512362_926888293625233408_nCiao Gabriele parlaci un po’ di te in poche righe. Chi è Gabriele?
Ciao Angie, ringrazio l’opportunità di farmi conoscere, ti dirò che sono una persona semplice che ha trovato nella scrittura uno spazio in cui far volare la mia immaginazione. Ho 42 anni appena compiuti, abito in un piccolo paese dell’Emilia Romagna, in provincia di Piacenza. Parlo spagnolo e obviamente l’italiano, quindi scrivo poemi in due lingue..
Perché scrivi? Innanzitutto lo faccio per passione, mi piace la poesia sin da giovane, era da sempre un modo di comunicare sentimenti, penso che era più facile all’inizio scrivere ciò che sentivo che dirlo in parole, mi faceva sentire sicuro di me stesso. La Poesía é questo, il linguaggio che utilizza il cuore per comunicare l’amore che prova, perché soltanto coloro che col cuore si parlano, col cuor si amano.
Com’è nata questa raccolta di poesie Sogni ricamati in Poesia?
Il libro nacque da una necessità personale di condividere una mia passione, quella di scrivere poesie. Per me è stato un sogno che avevo sin da quando ero al Liceo, ecco perché l’ho intitolato Sogni ricamati in Poesia, perché mi consideravo uno che ricamava versi. Ammiravo la poetessa Gabriela Mistral per il suo modo di incantare il lettore coi suoi poemi. Uno dei suoi poemi che mi colpì si intitola BACI. I miei poemi girano intorno a quest’azione che io chiamo la prima dimostrazione dell’amore. Parlo anche di nostalgia di un’amore vissuto e indimenticabile, di passione sfrenata.
D’altronde voglio trasmettere un messaggio d’amore . Soltanto l’amore puó cambiare questo mondo che ormai ha perso la sua sensibilità. Leggere una poesia rasserena l’anima, ed é proprio quello che voglio condividere con il lettore, una parte dell’anima che riesce a esprimere attraverso la scrittura la sua essenza. Penso che abbiamo perso il vero senso di comunicare ciò che proviamo. É la prima cosa che ci rende essere umani.
Hai mai pensato cimentati nella prosa?
Si l’ho pensato. Ho appena scritto un piccolo racconto che sarà inserito in un’antologia di 10 autori, l’ho intitolato INOCCENTE PECCATO, è probabile che uscirà a marzo. Ho pensato pure scrivere un romanzo. Però ci vorrà del tempo, prima voglio portare avanti la promozione di Sogni ricamati in Poesia.
Quali sono i poeti che preferisci?
Certamente quelli che preferisco sono Pablo Neruda e Gabriela Mistral. Entrambi sudamericani e che fecero storia al loro modo.
Da dove prendi l’ispirazione?
L’ispirazione arriva sotto forma di donna che ti avvinghia il cuore in un’ abbraccio di parole. Ed é in quel momento che le idee appaiono chiare. Di notte si scrive meglio, poiché nel silenzio riesci a sentire il cuore che parla, e la mente che disegna ricordi, un dialogo interno che diventa poema. Il poeta é un scrivano dell’anima e l’inchiostro é il sangue artificiale che li permette vivere in eterno.
Progetti per il futuro?
Dopo il mio esordio, avevo in mente un’altro libro di poesie, il manoscritto c’è l’ho. Appena posso lo renderò pubblico. Eppure vorrei scrivere un romanzo. Tutto ciò se Dio vuole. Grazie.

Intervista all’autrice Lily Rose

www.mondadoristore.itCome è nato l amore per la scrittura?

Sin da bambina… ogni volta che dovevo scrivere un tema a scuola, il tempo non bastava mai! Da adolescente scrivevo un diario che racchiudeva il mio mondo, i miei segreti, i miei racconti.

Parliamo del tuo libro edito da Lettere Animate dal titolo Vivienne: da escort a moglie “imperfetta”. Come nasce?

Il romanzo è nato ben otto anni fa ed è rimasto sospeso nel limbo per tanto tempo, finché ho preso il coraggio e trovato il tempo per finirlo. In realtà prima di approdare a Lettere Animate, avevo pubblicato il romanzo con un’altra casa editrice. Ho avuto alcune divergenze con la ce in questione ed ho rescisso il contratto. Con Lettere Animate il romanzo ha preso un’altra piega, ed è uscita un’edizione rieditata, ricca di nuovi contenuti e curata.

Scrivere è…

la possibilità di fuggire in un mondo parallelo che rispecchia il tuo IO.(concludi la frase)

Quali sono gli autori che prediligi è perché?

Non ho dei generi prefissati, leggo di tutto ma non amo i romanzi storici né di fantascienza. Adoro Sophie Kinsella e Jojo Moyes. Mi piace comunque spaziare tra vari generi ed autori.

Ti é mai capitato di dover fare i conti con il classico blocco dello scrittore?

Certo! Il romanzo è rimasto nel cassetto per sette anni. Poi è scattata una molla interna e l’esigenza di portare a termine il progetto.

Qual è il personaggio del tuo romanzo che ti ha colpita maggiormente?

Adoro Andrew, il marito della protagonista, perché ama incondizionatamente la moglie, nonostante sia cambiata molto. Vivienne, la protagonista, può sembrare una donna frivola ed antipatica all’inizio, ma credo che molti dei suoi atteggiamenti possano rispecchiare le donne della società attuale. È comunque una donna fragile che ha subito un forte traume.

Cosa deve fare uno scrittore per diventare un buon scrittore?

Allenarsi e avere l’umiltà di mettere in discussione ciò che sta scrivendo, accettando le critiche che lo aiuteranno a migliorarsi.

Che rapporto hai con i lettori?

Mi piace conoscere la loro opinione, soprattutto da parte di persone che non mi conoscono e che possono dare la propria opinione senza filtri. Sarebbe bello poter incontrare chiunque abbia dedicato del tempo nella lettura del romanzo!

Se Vivienne: da escort a moglie “imperfetta” fosse una canzone, quale sarebbe?

Fix you dei coldplay

Come mai stai valutando l autopubblicazione?

perchè le piccole case editrici contribuiscono poco alla promozione dei libri, non danno visibilità agli scrittori che spesso vengono percepiti solo come mera fonte di guadagno. Non mi riferisco alla mia ce in particolare, ma sto vedendo succedere cose assurde! La ce guadagna sul lavoro dello scrittore che percepisce cifre irrisorie… nel mio caso 1,25 cent per ogni libro venduto….

Quali sono i tuoi progetti in campo letterario?

Ho iniziato il seguito del romanzo. Ora però ho messo da parte la scrittura per dedicarmi alla promozione del romanzo, che non credevo fosse cosi impegnativa! Sto inoltre valutando l’opzione del self publishing.

Intervista all’autrice Melissa Pratelli

Benvenuta nel mio spazio cibernetico. Chi è Melissa? Descriviti in poche righe.
Grazie mille per quest’intervista. Descrivermi in poche righe non è facile, non so mai da dove cominciare e cosa dire o omettere. Diciamo che Melissa è una romantica, con la testa per aria e mille storie in mente. È una a cui piace fantasticare e immaginarsi in nuovi luoghi e situazioni.
Parlaci brevemente dei tuoi romanzi.
I miei romance hanno tutti un punto in comune: il lieto fine. Senza quello, proprio non ci so stare. Diciamo che quando scrivo, cerco sempre di trasmettere un messaggio positivo su quanto l’amore possa aiutarci a superare i momenti più difficili. Per le tematiche spazio dall’amicizia profonda che poi diventa amore, come in Ancora un po’ di Charlie; dal bullismo e la malattia, come in Dillo alla luna; dalla perdita alla depressione come accade in È tutto qui. In ogni circostanza, è l’amore ad aiutare i protagonisti.
Quando e come hai cominciato a scrivere?
Ho cominciato a buttare giù le prime cretinate quando ero adolescente, ma il momento in cui mi sono cimentata in qualcosa di più concreto è stato all’università. Avevo bisogno di evadere un po’, di uscire dalla mia pelle e così ho iniziato a scrivere la mia prima storia.
Scrivere è...
Sognare, ridere, soffrire, gioire. Scrivere è un modo di evadere.
Quali sono gli autori che più ti appassionano?
Prima fra tutti Colleen Hoover, lei è il mio modello per quanto riguarda il genere romance. Amo molto anche Jennifer Armentrout, Abbi Glines e L.A Casey.
Quando scrivi hai bisogno di silenzio o ti lasci accompagnare con le note di qualche musica?
Per scrivere ho bisogno di silenzio e concentrazione, ma la musica ha un ruolo molto importante perché mi ispira e aiuta a elaborare certe scene.
Cartaceo ed ebook. I pro e i contro di entrambi.
L’ebook è sicuramente il formato più diffuso. Ha di positivo che è più economico (almeno nella maggior parte dei casi), che in un solo piccolo dispositivo puoi avere tutti i libri che vuoi e portarli sempre con te. Di contro, per me, non c’è nulla che sia bello quanto lo sfogliare un libro fatto di carta e inchiostro. Vogliamo poi parlare della bellezza di avere una grande libreria piena di volumi cartacei?
Quali sono i tuoi sogni da scrittrice?
Mi piacerebbe poter continuare a sognare e far sognare con le mie storie e vorrei tanto, un giorno, poter vivere solo di questo.
I lettori cosa pensano dei tuoi romanzi?
Questo dovremmo chiederlo a loro! In generale, ho ricevuto molti riscontri positivi per i miei romanzi, ma si sa, ci sono anche quelli negativi perché, naturalmente, non si può piacere a tutti.
Progetti per il futuro?
Tante nuove storie che aspettano solo di essere messe su carta!

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