Intervista all’autrice Gaia Campo

Gaia Campo è nata a Nicosia, un piccolo paesino nell’entroterra siciliano, in provincia di Enna. Studia stampa 3D alla JAC di San Paolo D’Argon e vive a Bergamo. Ha diciannove anni e ha sempre amato l’arte e la scrittura, sin da piccola. Il suo romanzo pubblicato presso la Youcanprint si intitola Quando piove senza nuvole.

Ciao Gaia grazie per aver scelto il mio blog. Parlaci un po’ di te.

Mi chiamo Gaia Campo e vengo da Nicosia, un paese nell’entroterra siciliano. Ho iniziato a scrivere da piccolissima, per gioco, per me stessa, fino a trasformare questo gioco in vero e proprio amore.  A quindici anni ho deciso di scrivere i miei pensieri in un libro, progetto che si è interrotto per i due anni seguenti. Poi, all’università, l’anno scorso, ho conosciuto un ragazzo che amava la scrittura quanto me e allora è tornata la voglia di scrivere. Ed è nato tutto questo.

Puoi parlarci del tuo romanzo Quando piove senza nuvole?

Quando piove senza nuvole è la rappresentazione di un viaggio che, secondo me, chiunque dovrebbe compiere, uno di quelli che ti cambiano per tutta la vita, solo che invece di spostarti, leggi.

Come nascono le tue storie?

Le mie storie nascono per caso. Nascono quando sto ascoltando musica e una frase mi colpisce, nascono quando trovo un concetto che stravolge la visione del mondo, nascono quando sto male e le parole diventano il mezzo per esprimermi al meglio.

Quanto c’è di te nelle storie che scrivi?

Questo sta a voi deciderlo, leggendo ciò che scrivo e provando a capire quanto di me c’è tra quelle parole.

Come mai hai scelto l’autopubblicazione?

Ho scelto l’autopubblicazione per caso, per curiosità. Prima di rivolgermi alla Youcanprint avevo chiesto ad altre case editrici la possibilità di poter pubblicare e si, potevo, ma a condizioni che preferisco non elencare. Si sono rivelate delle fregature, poi ho conosciuto la Youcanprint. L’autopubblicazione permette di scegliere a 360 gradi come modellare il tuo sogno.

Quali sono i tuoi autori preferiti?

Leggo davvero tantissimo e mi riesce difficile andare su qualche autore in particolare, ma sicuramente sceglierei Clara Sanchez, Vanessa Diffenbaugh, Coelho, Pedro Chagas Freitas.

Per te cosa è la scrittura? Perché scrivi?

La scrittura è il modo che ho per dire che esisto. Io ci sono, qui e adesso e mi sto facendo sentire. Scrivo perché amo farlo, non trovo altre spiegazioni. Amo la scrittura e amo lasciare qualcosa a chi legge le mie parole.

Che rapporto hai con i lettori?

Con i lettori ho un ottimo rapporto. Loro rendono possibile tutto questo e li ringrazio infinitamente. Ancora è un piccolo seguito e non so se mai si espanderà, ma grande o piccolo che sia, qualcuno li fuori ha letto le mie parole e mi ha reso felice. Tu che stai leggendo il mio libro, grazie per aver condiviso una piccola parte di me, dedicando del tempo alle mie parole.

Progetti per il futuro?

Non so cosa mi riserva il futuro, so che voglio continuare a scrivere, più di qualsiasi altra cosa al mondo. Continuerò i miei studi qui a Bergamo e scriverò, scriverò, scriverò

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Intervista all’autrice Laura San Brunone

Laura San Brunone è una giovane scrittrice che ha pubblicato per la casa editrice PubMe Non ti scordar di me, un thriller psicologico.

Benvenuta nel mio blog. Parlaci un po’ di te. Chi è Laura e cosa fa nella vita?

Salve a tutti e grazie per l’accoglienza. Mi chiamo Laura San Brunone, ho 29 anni e sono moglie e mamma di 2 bimbe. Sono giornalista di un settimanale locale, ho studiato Grafica Pubblicitaria e a gennaio ho pubblicato il mio primo libro: “Non ti scordar di me”.

Non ti scordar di me è il tuo primo romanzo. Di cosa parla?

Esatto, parla di una ragazza di nome Megan che è in procinto di sposarsi con il suo storico fidanzato. Ha due amiche che sono con lei fin dal liceo, Helen e Carole, che la aiuteranno con i preparativi per il matrimonio. Megan è una ragazza molto legata al passato, ai suoi affetti e ai suoi valori; “invoca” spesso 4 figure, 2 maschili e 2 femminili, che sfodera come se fossero delle carte magiche nel momento del bisogno. Succede qualcosa che cambia e ribalta totalmente le sorti di questi 4 personaggi portando a delle scelte dettate forse dal “troppo amore” o meglio, “amore malato”.. Ho scritto questo romanzo ispirandomi alle musiche del pianista Ludovico Einaudi e consiglio come sottofondo musicale durante la lettura, alcune tracce che ho indicato per ogni capitolo.

Come è nato l’amore per la scrittura?

A dire il vero ho preso coscienza da poco di questo mio lato; finora è stato “nascosto”.. ho sempre scritto per me, ho iniziato diverse storie ma mai pensando a scrivere un libro. Scrivo da sempre, tutto. Credo di aver iniziato con il classico “Caro diario…”.

Quali sono i tuoi modelli autori, quelli che porti nel cuore?

Non credo di averne alcuni in particolare. Il mio rapporto con la lettura e con i libri è sempre stato “a sensazione”, nel senso che non ho un genere preciso che leggo o un autore, ma spazio dal classico al noir al giallo al new age.. mi piace andare in biblioteca e vagare per gli scaffali, guardare le copertine, sfogliare le pagine e quando un libro “chiama”, lo leggo. E’ anche vero che con 2 bambine non ho molto tempo per leggere, ma se capita è questa la mia modalità di scelta. Preferisco però letture “psicologiche” come la vita di Freud piuttosto che le teorie di Kant o Darwin.. sarò strana ma è la verità!

C’è stato un momento in cui hai detto no basta, voglio smetter di scrivere?

Essendo la mia prima esperienza letteraria, direi che non l’ho avuto come magari lo intendi tu. Però mi è capitato di dire “basta” dopo aver terminato questo libro per la prima volta. Dico “per la prima volta” perchè quando ho scritto la parola fine, il giorno dopo riaprendo il file, ho scoperto che era danneggiato! Più di 100 pagine buttate al vento. In quel momento ho detto altre cose, potrai immaginare… ma da una parte ne ero sollevata, perchè non mi piaceva. C’era qualcosa che non mi convinceva nella prima stesura e non ne ero entusiasta. Poi ho trovato i primi 2/3 capitoli nella mia posta elettronica e parenti e amici mi hanno convinto a riprovarci. E così ho fatto dopo qualche mese.. Ho riscritto tutto e meglio di prima, più complesso, più contorto. Questo libro deriva da uno dei miei tanti incubi notturni, ho cercato di pensare più allo stato d’animo di quella notte

Progetti per il futuro?

Vorrei continuare a scrivere, fino a quando ne sentirò la necessità e se vedrò che anche gli altri apprezzano il mo operato, sarà motivo in più di proseguire. Sicuramente dal punto di vista giornalistico avrò la possibilità di scrivere ancora. Ho in mente alcune trame, sempre molto impegnative dal punto di vista della trama, altrimenti non sarei io! Ma non credo che scriverò subito un altro libro. Voglio dedicarmi alla mia famiglia a cui tengo molto e che è un grande traguardo raggiunto e come tutte le cose importanti, vanno coltivate. Ho un blog, https://laurasanbrunone.blogspot.it/ quindi credo proseguirò in questa direzione aprendo anche un canale Youtube.

Intervista all’autore Arsenio Siani

Buongiorno Arsenio benvenuto nel mio spazio cibernetico. Parlaci di te.

Sono counselor e coach, ho iniziato a pubblicare nel 2013 dopo aver sviluppato un approccio alla scrittura che sfrutta l’ascolto delle emozioni e delle sensazioni. Finora ho pubblicato otto libri, tra romanzi e raccolte di racconti

Parlaci un po’ del libro La grammatica dell’ anima. Come è nato e perche?

La grammatica dell’anima nasce da una storia autobiografica, un’esperienza di vita vissuta realmente da me, che ho deciso di mettere per scritto con la speranza che il messaggio di incoraggiamento possa arrivare alle persone che soffrono.

La scrittura per te è svago o rifugio dell’ anima?

La scrittura per me è sempre stato un rifugio dell’anima, una forma di meditazione e uno strumento di crescita personale

Qual è il libro che avresti voluto scrivere?

Non ora, non qui di Erri De Luca

Dove trovi l ispirazione per scrivere?

trovo l’ispirazione dal mio mondo interiore, dai miei sentimenti, sensazioni ed emozioni che riverso sulla pagina scritta

In questo periodo stai scrivendo qualcosa?

Ho in mente una pubblicazione in cui affronto il ruolo del padre nell’educazione dei figli, partirò dalla cronaca e da storie di vita reale per analizzare compiti ed evoluzione d ella posizione degli uomini nel contesto familiare.

Parlami delle tue letture.

le mie letture preferite sono i romanzi di Erri De Luca e le opere di Irvin Yalom, a cui mi sono ispirato per scrivere la grammatica dell’anima.

Ebook o libro cartaceo: pro e contro di entrambi.

L’ e-book per la comodità di avere un supporto leggero da portare ovunque con facilità. Per contro, la mancanza della componente romantica del libro stampato, l’inchiostro, l”odore della carta, il contatto della mano con le pagine… Questo è l’elemento a favore del libro stampato. Per contro c’è la deperibilità e l’ingombranza del supporto cartaceo.

Quali sono i tuoi progetti in campo letterario?

sto portando avanti i miei laboratori di scrittura creativa e collaboro con una rivista per cui curo due rubriche, pubblico per loro articoli e racconti. La rivista si chiama Screpmagazine e le rubriche sono “quelle che le donne non dicono” in cui mi occupo di violenza sulle donne e “sianidimente” in cui mi occupo di psicologia.

Intervista all’autrice Marilena Tealdi

Marilena Tealdi è un’autrice di romanzi sentimentali. Per la casa editrice Lettere Animate ha pubblicato Prima che sia buio e il sequel Prima che il tempo si porti via noi.

Ciao Marilena benvenuta nel mio blog. Parlaci della Marilena scrittrice. Come è nata?

Cara Angela, grazie per questa intervista, è un onore per me essere qui nel tuo blog. Ho iniziato a scrivere storie fantastiche molto presto, da bambina, perché leggevo tantissimo e la mia fantasia correva sempre a mille, ma non ho mai pensato realmente a far leggere anche a estranei le mie storie. In realtà la “Marilena scrittrice” è nata quasi per caso: continuavo ad avere in testa una storia tormentata fra due persone ben definite, e ogni volta che pensavo a loro aggiungevo nuovi particolari e nuove situazioni, finchè un giorno ho dovuto scrivere tutto su un quaderno per far uscire quelle storie e quei personaggi fuori dalla mia mente.

Raccontaci come è nato il romanzo dove racconti la storia tra Emma e Matt.

Emma e Matt sono nati così all’improvviso, arricchendosi di dettagli giorno dopo giorno per molto tempo, fino a farli diventare prima solamente dei fogli scritti a penna, poi un file nel mio primo computer (comprato all’epoca proprio per scrivere di loro!) e infine, molti anni dopo, una proposta editoriale.

Perché hai cominciato a scrivere?

Ho cominciato a scrivere per cercare di evadere un po’ dalla realtà, o per avere degli immaginari fantastici come piacevano a me, storie che avrei amato leggere.

Credi che la scrittura possa aiutare a vivere meglio?

dico sì, che scrivere possa aiutare a vivere meglio, anche se magari quelle storie non le faremo mai leggere a nessuno. È un modo per “uscire da qui”, andare altrove stando fermi e liberarsi, anche solo temporaneamente, dalle angustie e dalle preoccupazioni che abbiamo in quel momento.

Ti è mai capitato di scrivere un romanzo e poi di colpo non riuscire a proseguire anche se magari avevi in mente ogni dettaglio della storia? 

In realtà no, purtroppo se non riesco a concludere un romanzo è solo per mancanza di tempo…

Che rapporto hai con la lettura?

Adoro leggere, sin da bambina, e ho sempre letto di tutto anche se ho, come tutti suppongo, i miei generi preferiti. Chiunque decida di scrivere deve essere, a parer mio, innanzitutto un lettore.

Raccontaci la tua esperienza con la casa editrice Lettere Animate.

Lettere Animate ha creduto in me e nei miei romanzi ed è per questo che ne sarò sempre grata.

Intendi proseguire con il genere sentimentale o vorresti esplorare nuovi generi?

Il rosa/sentimentale probabilmente non lo abbandonerò mai, mi piace scrivere di sentimenti e di tutto quello che vi ruota attorno. Per esempio, ho in cantiere un romanzo di genere fantasy, e anche qui i veri protagonisti sono i sentimenti. Ho anche scritto dei racconti erotici in passato, e non mi dispiacerebbe pubblicare un romanzo con questa tematica dominante.

Hai progetti in campo letterario?

Adesso sto per pubblicare il terzo volume della trilogia spin off di “Prima che sia buio”, dove ho ripreso alcuni personaggi e mandato avanti le loro storie. In futuro magari, se il tempo me lo consente, vorrei pubblicare gli altri romanzi che ho nel cassetto, perché ritengo siano buone storie e mi dispiacerebbe non dare a questi nuovi protagonisti una possibilità.

Intervista all’autrice Evelyn Storm

Evelyn Storm, con il vero nome, ha iniziato a scrivere e pubblicare fumetti cartacei che sono stati venduti in unʼedicola di Milano e poesie su inserti di giornale, riviste del settore e siti online.

Con lo pseudonimo di Evelyn Storm ha collaborato con riviste letterarie, blog/siti e case editrici (Ginger Generation, Passione lettura, Urban-fantasy, Fantasy Planet, Almax Magazine, La mela avvelenata, Il punto rosa, Omnia One Group Editore).

Ha ideato un racconto di gruppo con altri ventidue autori e ha continuato a pubblicare poesie e racconti su diverse antologie di case editrici e siti.

Attualmente è blogger e admin del gruppo Le regine del nostro mondo su Facebook, facendo anche segnalazioni per la Butterfly Edizioni e facendo parte del club dei lettori della Newton Compton. È anche illustratrice-grafica per la Storm Graphics, che gestisce con Pamela B., e artista in generale.

Tra le storie che sono attualmente fuori ricordiamo:

  • Incontriamoci allo Sweet Temptations (Delos, in tutti gli store online)
  • Le note del destino (Amazon)
  • La voce del sentimento (Amazon)
  • Una notte a Londra (Amazon)
  • Tu, come una valanga (Amazon)
  • Donʼt leave me for Christmas (Amazon)
  • Vorrei essere te (Amazon)
  • Evanescent Appearances (Amazon)
  • La rivincita dell’amore (contenente tre suoi libri: Don’t leave me for Christmas, Una notte a Londra, Tu, come una valanga su Amazon)
  • Questione di gusti (Amazon)
  • A girl for two (Amazon)

Affari di cuore a Madrid, invece, è stato tolto dal commercio perchè preso da una casa editrice.

Ciao Evelyn benvenuta nel mio spazio cibernetico. Raccontaci di te.

Scrivo da anni, soprattutto racconti e romanzi, sono una lettrice, una blogger, un’illustratrice e grafica, ma sono soprattutto una moglie e mamma di due ragazzini (una femmina e un maschio).

Ho letto che hai pubblicato diversi libri. Ti ricordi la tua prima storia come è nata?

La mia prima storia è nata con un’amica. Solo che poi la lontananza, perché ci dividevamo più di 350 km, ha fatto fermare tutto. La mia prima storia da sola, invece, ricordo che è nata dal mio desiderio di evadere e di scrivere di qualcosa di moderno, ma strano. Quasi fantastico. Unito, però, alla realtà.

La scrittura per te è evasione, passione o entrambe le cose?

La scrittura per me è entrambe le cose: evasione e passione.

Parlaci del tuo ultimo romanzo pubblicato. 

Il mio ultimo romanzo pubblicato si chiama “A girl for two”. E’ una storia ambientata in America, in cui la protagonista si troverà a dover scegliere tra due uomini. Sarà davvero dura.

casa editrice o self publishing: gioie e dolori di entrambi.

Avere una casa editrice ti dà un tono, una certa risonanza. Poi fanno tutto loro, o dovrebbero, tipo decidere la cover, fare l’editing, l’impaginazione e piazzare il libro nelle piattaforme. Però a volte sei limitato, non hai libertà, non ti vengono pagati i giusti compensi. Il self publishing è libertà di agire e di ricevere tutti i guadagni della propria fatica. Ma appunto devi fare tutto da solo, prima e dopo la pubblicazione.

che rapporto hai con la lettura?

Con la lettura ho un bellissimo rapporto. Leggo tantissimi libri ogni anno. Ma che dico, ogni mese. Leggo praticamente sempre. Ma i generi li scelgo secondo i miei gusti. Generalmente è così.

Libro cartaceo o ebook pregi e difetti di entrambi.

Il libro in ebook è quello che la gente compra di più, almeno a me succede così. E’ più immediato, perché una volta che lo carico su Amazon ed è pronto, appunto è pronto. Però non c’è la bellissima sensazione di avere tra le mani la carta stampata. Il cartaceo è bello da vedere e da esibire, però devi curare più cose e attendere che ti arrivi a casa. E poi, anche se metti cifre basse, la gente tende a prendere l’ebook. Però vuoi mettere la sensazione di vedere il proprio libro in libreria? In linea di massima, comunque, entrambi hanno pregi e difetti. Dipende da come li si valuta.

Che rapporto hai con i tuoi lettori?

Con i lettori ho un bel rapporto. Certo, prendo le recensioni negative con le pinze: nel senso che, se sono costruttive, le accetto e cerco di migliorarmi, ma se sono messe apposta per denigrare, allora non ci faccio caso. O se sono copiate tali e quali sotto a un mio libro come sotto a quello di altre autrici o autori. Comunque, in genere ho un bel rapporto. Ci si parla, ci si confronta, ci si appoggia e ci si aiuta.

Che consigli dai a chi vuole intraprendere la strada della scrittura?

A chi vuole intraprendere la mia stessa strada dico di leggere, studiare, scrivere e non lasciarsi mai scoraggiare. E poi di informarsi, seguire le mode, ma anche no, di migliorarsi sempre e di non accontentarsi mai. Questo è un lavoro-passione che non finisce mai. Ma che dà anche tante soddisfazioni.

Progetti letterari per il futuro?

Sto scrivendo nuove storie, ma per ora non aggiungo altro, dato che sono top secret. Grazie per l’intervista e grazie a chi leggerà.

Intervista all’autore Eugene Pitch

Eugene Pitch ha una laurea in lingua e civiltà giapponese. Attualmente risiede in Giappone dove lavora come insegnante di inglese. Grande appassionato di lettura, con il suo primo romanzo hyperbook “Absorption – I Colori del Sangue” sperimenta uno stile fresco e dinamico, ispirato a grandi autori quali Dan Brown e George R. R. Martin.

 

Ciao e benvenuto nel mio spazio cibernetico! Sono felice che tu abbia accettato di esser intervistato dalla sottoscritta. Parlaci di te.

Grazie a te per avermi ospitato nel tuo sito. Il mio nome d’arte è Eugene Pitch ma sono italianissimo. Quando non scrivo… lavoro come insegnante di inglese in Giappone! Qui il sushi è molto meglio di quello che vi propinano in Italia!

Tu sei l’autore di un romanzo thriller. Come nasce e perché?

Ho sempre desiderato scrivere un libro. Sapevo che genere volevo scrivere, sapevo come lo volevo scrivere, ma il problema era che non avevo una storia da raccontare. Sono dovuto emigrare fino all’altra parte del mondo per trovarla.

Il tuo non è il classico romanzo ma è un hyperbook. Di cosa si tratta? Perché hai scritto questa storia con questo stile da te inventato?

Mi è venuto spontaneo e mi sono accorto di aver scritto qualcosa che non avevo mai letto prima. Uno stile nuovo e moderno che ho voluto poi codificare e chiamare hyperbook in onore del progetto di treno più veloce al mondo, l’hyperloop di Elon Musk.

Hyperbook è un modo di intendere la scrittura per renderla più veloce e adatta a chi purtroppo non ha abbastanza tempo da dedicarle.

Si tratta di uno stile narrativo molto dinamico che prevede descrizioni minimaliste che lasciano il lettore più libero con la sua immaginazione, frasi più brevi e di impatto, capitoli più contenuti che non siano mai autoconclusivi e altre soluzioni letterarie che permettano una lettura più agevole e coinvolgente.

Perché scrivi?

Scrivo non per liberarmi dagli altri, ma per liberarmi da me stesso.

Quanto c’è di te in questo romanzo?

Abbastanza ma non troppo. Se uno ci fa caso la voce narrante è come una telecamera dinamica che ti porta fin dentro i pensieri dei personaggi, per poi lasciarli e guardarli da lontano a seconda della situazione. A volte descrivo ciò che pensano loro e a volte ciò che penso io. Ad ogni modo ci sono molti riferimenti a persone, eventi o luoghi che hanno influenzato, nel bene e nel male, la mia vita.

Hai intenzione di proseguire con il genere thriller o esplorerai altri generi?

Adoro scrivere gli hyperbook e, seppur attualmente li sto creando seguendo i canoni del thriller, in futuro non è detto che non me ne esca con un hyperbook magari fantasy!

Che rapporto hai con la lettura?

Adoro la saggistica, soprattutto quella legata all’attualità. Ma adoro anche Dan Brown e George R. R. Martin. Non mi piace fossilizzarmi in un solo genere.

Casa editrice o Self-publishing?  Dolori e gioie di entrambi.

Credo che al giorno d’oggi il self-publishing, se adottato con la giusta preparazione tecnica (ad esempio in digital marketing, web design e graphic design) possa dare più soddisfazioni e libertà della pubblicazione tradizionale. Le case editrici oggi sono più restie a investire su di te, preferiscono puntare sul sicuro e allora tanto vale che ci provi da solo!

Ultimamente su Wattpad apprezzo molto Luca D’Agostino, non vedo l’ora che pubblichi il suo primo libro e spero di poterci collaborare insieme in futuro.

Cosa ne pensi delle piattaforme per chi si vuole far conoscere in ambito letterario?

Ritengo che con l’era di internet ci sia stata una positiva evoluzione nel mondo della scrittura, rendendola più accessibile non solo a chi la pratica, ma anche a chi la apprezza come lettore. Basti considerare un fenomeno come Wattpad che sta aprendo la strada a tanti giovani autori talentuosi altrimenti probabilmente relegati nell’oblio.

Che progetti hai in campo letterario?

Attualmente ho quasi ultimato il prequel del mio primo hyperbook “Absorption – I Colori del Sangue”. Ho in mente anche un sequel ed ho già sviluppato l’idea di base.

Inoltre sto facendo realizzare un audiolibro su Absorption in collaborazione con l’attore e doppiatore Riccardo Ricobello perché ho sempre adorato anche ascoltare le storie oltre che leggerle (o scriverle).

Infine ho dato vita ad un progetto speciale coinvolgendo altri due autori di talento: Abel Montero e Marco Mercatelli. Non voglio ancora rivelarvi nulla, ma lo scoprirete presto seguendomi su Facebook (www.facebook.com/EugenePitchOfficial) o sul mio sito www.eugenepitch.com (dal quale vi ricordo è possibile scaricare gratuitamente la versione light del mio primo hyperbook)!

 

Intervista all’autrice Valentina Bindi

Valentina Bindi è una scrittrice di romanzi Young Adult e New Adult. Ha autopubblicato diversi romanzi come Il profumo della passione, Quando l’amore fa male, Un’estate di noi. A breve uscirà un suo romanzo pubblicato con Libromania.

Ciao Valentina grazie per aver scelto il mio blog per esser intervistata. Parlaci un po’ di te.

Ho iniziato a scrivere con maggior serietà dal 2014. Però all’inizio non ero come adesso, ho migliorato anno dopo anno. E spero che quest’anno sia quello della svolta vera dato che pubblicherò con una casa editrice.

Parlaci dei tuoi libri.

I miei libri sono tutto ciò a cui tengo di più. Sono le mie creature, ci metto sempre l’anima dentro e spero che si capisca.

Come nascono le tue storie?
Le mie storie nascono dalla mia fantasia, penso continuamente a cosa potrei scrivere e mi vengono in mente senza troppi sforzi. Praticamente appunto ovunque spezzoni e titoli che mi passano per la mente. Un flusso continuo.
Perchè scrivi? quale ruolo ha la scrittura nella tua esistenza?
Credo sia grazie a mia madre, mi comprava sempre libri e leggeva favole. E con questa abitudine ci sono cresciuta leggendo ogni sera e anche a scuola, prendevo spesso libri in biblioteca. Ma devo anche dire che alle elementari la nostra insegnante di italiano ci teneva a farci Leggere. E poi la scrittura è nata in me come naturalezza. Scrivo perché mi fa sentire viva e affrontare le difficoltà della vita.
Che cosa ti piace leggere?

Leggo romanzi rosa e soprattutto tante storie vere e non ambientate durante la Seconda Guerra Mondiale. Mi piacciono molto anche i libri riguardanti l’Egitto o l’Irlanda.

Per quale motivo hai scelto l’autopubblicazione?

Ho iniziato con l’autopubblicazione per farmi conoscere. Perché scrivere è quello che vorrò fare per sempre. Il mio percorso è partito con ilmiolibro.it e il concorso #ilmioesordio. Nel 2015 sono stata finalista con il libro Quando l’amore fa male. Non avevo tante conoscenze e tutti i lettori/lettrici avute e che ho, sono persone esterne. Posso dire di aver davvero faticato ma ho fatto tutto da sola. Poi son stata di nuovo finalista nel 2016 con tre romanzi e una raccolta poetica. E poi infine nel 2017 finalista con L’epoca della lavanda in fiore. Adesso ho firmato con un’agenzia letteraria e in primavera uscirà il primo romanzo di una serie da tre che ho scritto.

Conosci le piattaforme per scrittori  come Wattpad e simili?
Mi ci sono appena iscritta! Proprio per farmi ancora più pubblicità e pubblicare la serie di Un’Estate Di Noi che è molto lunga e sono tante pagine, spero che la leggiate.
Quali sono i tuoi progetti per il futuro in ambito della scrittura?
Mi aspettavo di perseguire questa strada, l’ho sempre sentita dentro. Nonostante tante persone negative che scoraggiavano dal farlo, ho fatto di testa mia. Anche perché ho sempre visto nei lettori la positività delle mie opere, ho avuto la mia dolce metà a sostenermi sempre. Adesso mi aspetto una vera svolta proprio tramite la pubblicazione a breve con Libromania e l’agenzia letteraria.
Hai qualche pagina su facebook o sito internet dove i tuoi lettori possono seguirti?

Si! Sono su Facebook : valentinabindi90 e con lo stesso nick anche su Instagram e Twitter. Su WATTPAD mi trovate a The Cranberries_90

Intervista all’autore Stefano Ravaglia

Ho intervistato per voi Stefano Ravaglia, l’autore di alcuni suoi libri come Dietro la porta calciatori e manager (quasi dimenticati) e la racconta di racconti intitolata Chiaroscuri d’amore.

 

Benvenuto nel  mio mondo letterario, nella mia casa virtuale. Parlaci un po’ di te, chi sei e cosa fai.

Ho 32 anni e sono di Ravenna. Professionalmente mi occupo di tutt’altro, ma negli ultimi due o tre anni ho fatto definitivamente emergere una sorta di vocazione, unita forse a un pizzico di talento, che avevo sempre avuto sin da quando a scuola elementare mi dicevo che facevo temi da scuola media. Ho sempre amato più le parole dei numeri e così ho dato alla scrittura una sorta di costanza e soprattutto di consapevolezza. Nel 2016 tramite la casa editrice Urbone Publishing è uscito il mio primo libro sulla mia passione per il calcio, “Il pallone con i pentagoni”, il racconto della mia vita di tifoso da stadio. Nel frattempo ho frequentato i corsi di scrittura creativa a Bologna, tenuti da un bravo scrittore bolognese che si chiama Gianluca Morozzi. Nel 2018 uscirà “Dietro la porta”, ventitré biografie di allenatori e giocatori dimenticati, ciascuno con una sua peculiarità e collegato alla storia d’Europa e del mondo. Amo raccontare storie di calcio e buttare giù articoli per le testate online con cui sto collaborando, oltre che essere un divoratore di libri. Ne leggo trenta o quaranta ogni anno e di ciascuno conservo una recensione.

Nella tua biografia ho letto che hai pubblicato una raccolta dove parli di amore. Puoi parlarcene?

Sì, diciamo che è il mio primo libro non calcistico. Sono partito da una raccolta di racconti che in Italia è sempre una sfida, poiché si vende poco. La gente preferisce sempre il romanzo. I racconti che lo compongono li ho scritti liberamente mano a mano, solo a un certo punto ho iniziato a vederci una coerenza. E così ho pensato di metterli insieme in un libro. Si chiama “Chiaroscuri d’amore”, ma non pensate a un banale libro smielato. Sono 12 storie l’una diversa dall’altra in cui si mostrano sentimenti, passione, affetto, dolcezza e al contempo rabbia. Insomma, tutto ciò che viene racchiuso nella sfera dell’amore. Attualmente poi sto lavorando a quello che potrebbe essere il mio primo romanzo.

 Come nascono le tue storie?

Dalla totale improvvisazione o da un moto interiore scaturito dalla propria quotidianità. Qualche giorno fa ho scritto un racconto in treno, il luogo dove mi trovo più a mio agio a scrivere anche se ovviamente non si può prendere ogni giorno, nato da una giornata storta che avevo avuto. Altre ispirazioni vengono dal mondo che abbiamo intorno: le storie infatti le abbiamo sotto gli occhi, e ancor di più i personaggi. Basterebbe solo stare attenti a catturarli.

Perché scrivi?

Perché scrivo? Perché è il momento in cui faccio veramente quello che mi piace. L’importante è farlo divertendosi, senza pensare al successo, che al giorno d’oggi è roba per pochi scrittori.

Ebook o libri cartaceo: un tuo parere al riguardo.

Guarda, sono sempre stato un integralista del libro cartaceo. C’è però stata una novità di recente, parlando con chi condivide con me la passione per la scrittura: l’ho affiancato da circa sei mesi all’Ebook. Ero molto diffidente, eppure ho notato che ha i suoi vantaggi, sia a livello di costo che di spazio. Ma privilegio sempre il cartaceo, ovviamente.

 Cosa pensi delle varie piattaforme per scrittori come Meetale e Wattpad?

Francamente non le conosco. Mi sono trovato invece molto bene con un forum che conoscerete tutti, Writer’s dream. È un buon luogo virtuale dove carpire consigli interessanti, soprattutto per gli esordienti che vogliono pubblicare con una casa editrice. Mi è stato d’aiuto.

Progetti per il futuro?

Vorrei dare sempre più consistenza al mio taglio “giornalistico” accrescendo sempre le collaborazioni che ho in atto, avere un tesserino in tasca e ampliare la mia cerchia di conoscenze. E scrivere altri libri, anche se quelli richiedono più tempo.

Che rapporto hai con i lettori?

Molto buono direi, non mi faccio lusingare dai complimenti e cerco sempre di mantenere alta la mia attività. La cosa più bella che ti possano dire è “ho letto il tuo libro/racconto, mi hai fatto venire in mente una cosa accaduta anche a me!”. Vuol dire che il lettore si è immedesimato e riconosciuto in quello scritto, ed è la cosa più gratificante. Come diceva Montanelli, il primo datore di lavoro è il tuo lettore.

Hai un sito dove i lettori possono seguirti?

Il mio sito è www.stefanoravaglia.com, ma potete trovarmi anche sul mio profilo personale di Facebook e la mia pagina di scrittore “Stefano Ravaglia Writer”. Inoltre ho un blog, traleparole.wordpress.com, in cui butto giù le recensioni dei libri che leggo.

Intervista all’autrice Giulia Coppa

Giulia Coppa, classe1993, frequenta l’università del Piemonte Orientale. Appassionata di disegno, pittura e scrittura esordisce con la pubblicazione del romanzo “La Gloria del Sangue”. Prosegue gli studi e ha intenzione di dedicarsi alle opere future, letterarie e non, proseguendo la trilogia de “La gloria del Sangue” e altre opere in svolgimento.

Benvenuta nel mio spazio letterario. Giulia, parlaci un po’ di te.

Parlando di me, posso dire che sono perennemente alla ricerca di tempo per scrivere e dipingere. Studio e ho un lavoretto. Adoro arrivare alla sera e potermi buttare in palestra oppure sul divano, dipende dai giorni.

Hai pubblicato per la casa editrice europa edizioni La gloria del sangue. Ce ne puoi parlare? Come è nata questa storia?

Ho Pubblicato La Gloria del Sangue con intenzioni di terminare la trilogia nel giro di un anno o due. Il romanzo è nato da tutto quello, dai personaggi, dalle situazioni, che avrebbero appesantito un altro romanzo che sto scrivendo, genere fantasy, ma classico. Questo romanzo è stato un risultato e un grande passo avanti per me. Sono orgogliosa di me stessa malgrado non abbia tutto questo tempo per dedicarmi alla promozione o al secondo libro. La storia, oltre ad essere il frutto di un’altra storia, è anche il frutto di una relazione che mi stava sfuggendo di mano e che non riuscivo a sostenere; è stato un modo per sfogarmi e metabolizzare.

Che ruolo ha la scrittura nella tua vita? Puoi parlarci dell’ esperienza con la casa editrice?

La scrittura ha un ruolo molto importante nella mia vita, mi è stata amica prima e boia dopo, quando mi chiamava aprendo il pc e invece di cliccare sulle cartelle dei capitoli, dovevo cliccare sulle slide universitarie…Europa Edizioni è stata la seconda casa editrice a cui mi sono appoggiata per pubblicare La Gloria del Sangue; la prima CE era Booksprintedizioni. Con Europa Edizioni non ho fatto presentazioni, avendole già fatte in precedenza; ho preferito dedicarmi alla stesura di altri libri e non alla promozione. Europa Edizioni mi ha permesso di entrare nei circuiti online di vendita, elemento abbastanza macchinoso con la prima CE. il personale con cui ho avuto a che fare mi ha spiegato tutto nei minimi dettagli e il contratto è stato limpido e conveniente.

Libro cartaceo o ebook: svantaggi e vantaggi di entrambi, dicci il tuo parere.

Cartaceo è un must, soprattutto nel fantasy, a mio parere dà risalto alla storia, ha un che di magico, è un po’ più costoso rispetto all’e-book, peró per le presentazioni è indispensabile. E-book, comodità, connettività, velocità, abbattimento dei costi. Io ho preferito cartaceo; e-book sarà attivato.

Da dove trai ispirazione per scrivere le tue storie?

Trarre ispirazione…questa domanda me la sono posta molte volte, magari quando ero un po’ giù di morale oppure le cose andavano bene, i capitoli filavano lisci anche se il resto andava male. Prendo ispirazione un po’ da tutto quello che mi circonda sia con i significati e le interpretazioni che io do, sia con i significati e le interpretazioni che le altre persone mi permettono di acquisire. Insomma, anche una briciola su un tavolo può essere fonte di ispirazione. Le emozioni sono frutto di ispirazione, i colori, i profumi, una tinta per i capelli che ha lo stesso aroma del ghiacciolo all’amarena che mangiavi d’estate al mare. Le situazioni critiche e “pericolose” per quanto si spera che siano poche e circoscritte sono una valanga di ispirazione.

Quali sono i tuoi scrittori preferiti e perché?

Amo davvero all’inverosimile Austen e Lovercraft per la loro forza di espressione, malgrado le critiche Licia Troisi è stata la luce che mi ha permesso di credere in me stessa e non lasciare i libri ad un livello onirico, ma trasferirli nella realtà. Mi sono innamorata di Santiago Garcìa-Clairac, un romanzo, l’esercito nero, epico, scrittore per l’infanzia, di una morale travolgente. Tra i classici, Tolkien, Lewis e poi filosofi, antropologi, psicanalisti ecc…tutti frutto degli studi. Malinowski e il suo saggio sul principio di reciprocità e sulle Trobriand, lo consiglierei a chiunque.

Hai mai avuto il blocco dello scrittore? Come l hai affrontato?

Ho avuto diversi blocchi e li ho risolti iniziando altri libri, racconti a caso oppure riprendendo libri lasciati a metà. Non riesco a fare a meno di scrivere più libri. Mi risulta difficile e “noioso”concentrarmi solo su uno e inoltre non vedo un motivo per ridurmi a trovare la scena perfetta per un libro quando ne ho dieci per un altro e di cui ho possibilità di proseguirne la stesura. Solo un blocco, a settembre 2017, l’ho risolto smettendo di scrivere i miei libri e ho iniziato a scriverne uno con un amico.

Progetti per il futuro?

 

Progetti per il futuro, pubblicare un libro entro il 2018, magari due, uno self perchè sono curiosa di vedere come riuscire a giostrarmi in autonomia. Aprire un sito web in cui mettere tutto quello che adoro fare, le mie passioni. Pubblicare il libro che stiamo finendo di scrivere insieme, uno a quattro mani sarebbe un gran risultato personale. Dipingere il più possibile e scrivere oltre ogni dire. Per il futuro a lungo termine, scrivere, scrivere e scrivere!

Hai una pagina fan o un sito internet dove i tuoi lettori possono seguirti?

Ho la pagina Fb: GiuliaC. Artist- La gloria del sangu;  Instagram Giulia_c_93_author. Sto attivando Pinterest.

Grazie per questa chiacchierata.

Grazie a te.

In bocca al lupo per i tuoi progetti.

Intervista all’autore Leo Todisco

Leo Todisco è nato il 28 luglio 1992. Cresciuto a Bisceglie, vicino Bari, è diplomato in informatica. Ha poi proseguito gli studi universitari ed è ora laureato in Lingue e Culture Moderne e Traduzione Specialistica presso l’Università degli Studi di Bari. Appassionato di film, serie tv e libri per lo più fantasy, si diletta come traduttore freelance e scritto-re. Ha pubblicato il suo primo romanzo, La Grotta dell’Origine, con Lettere Animate nel 2015, pri-mo di una trilogia che continua con Lo Specchio degli Eventi.

Benvenuto Leo nel mio spazio cibernetico. Parlaci un po’ di te.

Ciao! Mi chiamo Leo e ho 25 anni, pugliese ma con origini milanesi. Sono uno studente di traduzione specialistica prossimo alla laurea e sono un accanito lettore principalmente di genere fantasy, ma mi piace scegliere anche altri generi, dal thriller al romantico, con tocco di paranormale che adoro. Mi potrei definire un nerd, perché appena finisco un libro o una serie tv ne inizio subito un’altra e faccio collezione di gadget a tema Harry Potter da anni, ma mi piace anche divertirmi e far divertire. Sono arrivato perfino a scrivere una trilogia fantasy iniziata con La Grotta dell’Origine e ancora in fase di stesura. Sogno di poter viaggiare per il mondo e, perché no, poter vivere in terre lontane come la Scozia o la Norvegia, che tanto adoro!

 

Come nasce la tua voglia di scrivere storie?

La mia voglia di scrivere storie per gli altri è nata relativamente tardi, quando ormai avevo finito le superiori. Era il 2011 ed era appena uscito al cinema l’ultimo film della saga di Harry Potter. Forse per colmare il vuoto per la fine di una storia che aveva rappresentato molto nell’intera mia adolescenza, un giorno mi son detto: perché non creare qualcosa di mio? Ho preso carta e penna e ho buttato giù le prime bozze di quello che poi è diventato il mio primo libro: La Grotta dell’Origine.

 

Parlaci un po’ del libro.

La Grotta dell’Origine è un romanzo per ragazzi i cui protagonisti sono adolescenti con voglia di ribellione e indipendenza, caratteristiche presenti in tutti quanti noi a quell’età, ma che nella mia storia diventano più una questione di sopravvivenza e lotta contro il controllo dispotico. Partendo da una occupazione scolastica per i diritti del popolo, Axel, Lisa e Diego si ritrovano catapultati in un mondo di cui non credevano l’esistenza, ma che viveva nascosto a poca distanza dal loro villaggio. Da un momento all’altro le loro certezze vacillano e scoprono che perfino le favole raccontate loro da piccoli possono essere realtà. Aiutati da un uomo che vive da anni in un vulcano spento, dovranno affrontare incursioni in incognito, traditori e popoli degli alberi, tutto per scoprire e i seguito proteggere la Grotta dell’Origine. Ma chi continua a minacciare la loro vita? Chi li condanna a un’esistenza ai limiti della povertà? Tutte le risposte arriveranno durante il viaggio.

 

Da dove attingi ispirazione per scrivere le storie?

L’ispirazione per scrivere i miei libri viene a sua volta da accanito lettore di libri fantasy e appassionato di film e serie TV, dai quali prendo molto. Essendo la saga di Harry Potter il primo vero fantasy che ho conosciuto, ho cercato di riprodurre la tecnica di scrittura della Rowling, sperimentando anche cose nuove, come la prima persona e il racconto al tempo presente. Ho cercato di dare ai miei racconti una nota fantasy ma non troppo, come mi piace definirla, in modo che i lettori possano immedesimarsi nei protagonisti restando comunque attaccati con i piedi per terra e non viaggiando troppo in là con la fantasia. È dunque un’ispirazione che spazia dal fantasy puro all’urban fantasy e dispotico, di gran moda negli ultimi tempi.

C è un momento della tua giornata in cui ti dedichi alla scrittura?

Non prediligo un momento della giornata in particolare, ma se proprio devo essere specifico, l’importante per me è non avere voci o rumori intorno che mi possano distrarre. Ho scritto la maggior parte del primo e del secondo libro di mattina tra una giornata di studio e l’altra, mentre per altri casi ho continuato la sera. Ma sempre d’inverno, perché odio il caldo e non riesco a stare fermo alla tastiera d’estate! Molti scrittori prediligono scrivere durante la notte, ma io resto dell’idea che la notte è fatta per dormire e che non esattamente il momento migliore per far lavorare il cervello, soprattutto se non si è abituati. L’ispirazione può venire in qualunque momento, ma meglio andarci piano, o si rischia di strafare.

Quali sono i tuoi generi letterari preferiti? E i tuoi autori?

In genere, preferisco il genere fantasy, ma non un fantasy “troppo fantasy”, come il signore degli anelli o le cronache di Narnia, ma uno che mette a contatto il mondo reale, quello nostro, con una realtà completamente diversa e li unisca in un tutt’uno che funzioni. Adoro anche il genere post apocalittico e dispotico, ma senza strafare. Per altri generi, ho letto di tutto, come horror o gialli, ma non vado per niente pazzo per i libri rosa troppo mielosi e dal finale scontato. Per quanto riguarda gli autori, ovviamente la Rowling mi ha ispirato molto, ma solo nel genere fantasy che più le si addice. Altri possono essere Susanne Collins o l’iper descrittivo Martin. Ho adorato anche Kazuo Ishiguro con il libro “Non Lasciarmi” e 1984 di Orwell.

Casa editrice o self publishing?

La scelta è dura. Non sai mai quale esito possa avere l’una o l’altra proposta di editoria, ma dall’esperienza avuta finora posso dire che per emergere davvero ciò che conta è la forza di volontà e un sacco di fortuna. Poi aver pubblicato un libro con una casa editrice, ma se essa o anche te stesso non fai qualcosa per farti conoscere, rimarrai nascosto tra la pioggia di libri per sempre. Il self publishing è una buona prospettiva, soprattutto perché i guadagni sono tutti i tuoi e non devi dividerli con nessuno, ma è sempre la stessa storia: il mondo oggi funziona su quante visualizzazioni fai ad un video o quanti like accumuli, quindi è sempre bene farsi conoscere ed espandere il tuo campo di conoscenze.

 

Che rapporto hai con i lettori?

Il mio rapporto con i lettori è abbastanza tranquillo. Tralasciando i miei lettori parenti che probabilmente non hanno una criticità imparziale, posso dire che ho conosciuto persone che hanno letto i miei libri e che mi hanno dato grandi soddisfazioni e per fortuna sono rimaste colpite e attratte dalla storia. L’unica pecca, magari, riguarda un po’ tutto il mondo dell’editoria, ovvero il fatto delle mancate recensioni. Ho venduto un sacco di copie, anche gratuite, ma si contano sulle dita coloro che hanno deciso di spendere un po’ del loro tempo per recensire il libro su internet. La cosa che si può quindi dire è che in Italia i lettori non sono tantissimi, è vero, ma quel che davvero scarseggia sono coloro che vogliono lasciare un parere a quello che hanno appena letto.

Progetti per il futuro?

Il mio più recente progetto per il futuro è quello di concludere l’ultimo libro della mia trilogia. La Grotta dell’Origine e Lo Specchio degli Eventi hanno occupato una fetta della mia vita durata 4 anni, dove mi alternavo tra le pagine del mio libro e quelli dell’Università. È giunto quindi il tempo di concludere la storia, e sono già a buon punto. Sono anche già propenso per un’altra storia che è in fase di costruzione nella mia mente e che forse vedrà la luce quando avrò finito gli studi. Per la vita, ovviamente vorrei prima di tutto trovare un lavoro, magari lontano dal mio paese d’origine, e vivere la mia vita a pieno per cominciare da zero. Sarà dura, lo so, ma credo che se c’è la volontà, tutto si può fare. Ti ringrazio per la possibilità che mi hai dato e… Scusa per i papiri.

Grazie Leo per aver accettato di esser intervistato!!!

 

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Pagina Facebook: Leo Todisco. La Grotta dell’Origine – Lo Specchio degli Eventi