Intervista all’autore Luca Martina

Ciao Luca, benvenuto nel mio spazio virtuale. Raccontaci come è nato l’amore per la scrittura.
Sin da ragazzino ho amato leggere. E della lettura mi ha sempre affascinato l’emozione che riesce a suscitare, così come il carisma di personaggi indimenticabili. Ecco perché sceglievo spesso racconti fantastici e avventurosi. Inizialmente leggevo un determinato numero di pagine. Poi facevo pause. Quindi terminavo le mie letture dopo un bel po’. Questo nei primi anni della mia adolescenza. Poi la passione è aumentata e così il numero delle pagine che riuscivo a leggere al giorno e il numero dei libri letti durante l’anno. E poi, in seguito alle tante storie lette, ecco presentarsi un’idea nella mia mente. E da quell’idea, la voglia di raccontare la mia storia, di diventare parte attiva di quel meraviglioso mondo fatto di carta, inchiostro ed emozione. Credo sia stato da quel primo impulso che è nata la mia passione per la scrittura. E da allora è diventata sempre più importante per me.
Come nascono le tue storie?
Nascono dalla passione per l’avventura, l’eroismo e la fantasia è nato anche il mio stimolo alla mia scrittura e perciò il mio esordio fantasy con la saga de “La Lama delle Lacrime”. In questa saga ho racchiuso la storia (molto singolare) di un’eroina, il suo dilemma, il uso dramma. È stata la prima storia che ho inventato, e quella alla quale mi sono applicato maggiormente, tanto da dedicarvi tre volumi. Ma assieme al fantasy ho sempre curato l’interesse verso il thriller. Specie se caratterizzato dall’atmosfera paranormale. Da qui la mia collana “Letture in Penombra”.
In queste storie (due attualmente) mi interessa veicolare il piacere che può essere generato dalla suspense, e dal mistero. È un passo ulteriore rispetto al fantasy, forse un po’ più faticoso, ma apprezzo creare tali storie perché mi permettono di esprimermi nella dimensione del mondo attuale, parlando di personaggi più facilmente relazionati alla realtà che ci circonda.
Perchè scrivi?
Scrivo per esprimermi, per emozionare ed emozionarmi, per creare qualcosa che rimanga nella mente di chi legge le mie storie, perché mi piace immedesimarmi nella vita e nelle situazioni dei miei personaggi. Ritengo che scrivere sia uno dei mestieri più nobili e soddisfacenti e nel quale posso far confluire le conoscenze acquisite nei miei studi e tramite i miei interessi.  Penso poi che scrivere sia una sfida, e quando la vinco so che mette in luce una parte di me che ritengo interessante.
Quali sono i tuoi autori preferiti e perchè?
Per quel che riguarda il fantasy sono partito dai grandi classici di R.A. Salvatore, Terry Brooks, Tolkien. Insomma Epic Fantasy e Sword and Sorcery. Ma apprezzo molto anche il Thriller e dunque leggo Dan Brown, Gleen Cooper, Stephen King, Valerio Massimo Manfredi, Edgar Allan Poe, Lovecraft. Li reputo come maestri e dunque parto da solide basi per poi tendere ad innovazioni che delineano il mio stile e la mia produzione.
Cartaceo e ebook: i pro e i contro di entrambi.
Leggo libri sia in cartaceo che in ebook.  Ma negli ultimi tempi mi sono molto affezionato al formato elettronico che ritengo molto pratico e più economico. In un ereader si possono inserire centinaia di libri e questo è davvero appagante per un lettore accanito come me.

Del cartaceo. invece, apprezzo il profumo e la sensazione tattile che sa regalare.
Ora parliamo dei tuoi libri. Quali sono? raccontaci un po’.
Il mio lavoro d’esordio è la saga fantasy LA LAMA DELLE LACRIME.
Si tratta di una trilogia (molto probabilmente ampliabile nel futuro) con protagonista un’eroina dal passato e dal vissuto molto tragico.
Lo definirei un singolare “dramma fantasy”.
Ho poi iniziato la collana LETTURE IN PENOMBRA, una raccolta di romanzi brevi e lunghi di genere thriller che hanno come fil rouge il carattere paranormale.  Attualmente tale collana annovera due uscire: “Wahya” e “Il volto nel ghiaccio”.
A quale personaggio sei più affezionato e perchè?
Sono particolarmente affezionato a due personaggi della mia saga fantasy.
Redoran: un mago guerriero con il ruolo di guida per il viaggio travagliato della protagonista Hylenij.
Mohal: una sorta di minotauro dal carattere ombroso e ruvido, ma con un animo valoroso e nobile.
Sono presenti in tutti e tre i libri e c’è una parte del mio carattere diviso da le loro due figure: la pazienza in Redoran, la severità e la caparbietà in Mohal.
Hai mai avuto il blocco dello scrittore?
L’unico momento in cui mi fermo è per una pausa. Una pausa che mi serve solo per ricaricare le batterie. Ovviamente leggendo. Non ritengo di avere questo problema, perché difatti leggo numerosi romanzi all’anno. Sia per quel che concerne i miei generi preferiti, sia altro. Mi definisco un lettore onnivoro. E poi vedo un bel po’ di film. Seguo serie e documentari. Leggo fumetti. Posso in effetti contare su un buon numero di stimoli e su una conseguente mole di idee. E ho intenzione di svilupparne il più possibile.
Pertanto posso dire che sono sempre in atteggiamento “produttivo”.
Quali sono i progetti per un futuro letterario?
Come già detto ho intenzione di proporre le mie storie il più possibile. Solo alcuni dei lavori sono stati al momento pubblicati, ma altri sono in uno stato di revisione
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Intervista all’autrice Arianna Ciancaleoni

34107229Ciao Arianna , benvenuta nel mio spazio virtuale. Raccontaci come è nato l’amore per la scrittura.

Grazie mille per avermi coinvolta nel tuo blog con questa intervista!
L’amore per la scrittura è nato a 9 anni, quando ho iniziato a scrivere per gioco la storia di una principessa, facendola leggere e correggere a mia madre. Non era niente di che, ovviamente, ma da lì non mi sono più fermata. Poco dopo è arrivato anche l’amore intensissimo per la lettura. Leggevo già qualcosa, ma verso i 12 anni mi sono appassionata davvero.

Come nascono le tue storie?

Nascono sempre da un’idea principale, che può essere l’inizio o la fine o un evento centrale della trama che poi svilupperò. Mi viene in mente un dettaglio e da lì inizio a fantasticare, ragionandoci su per molto tempo prima di cominciare effettivamente a buttare giù qualcosa. Quando inizio davvero a scrivere mi piace avere più o meno in mente la storia che andrò a raccontare.

Perché scrivi?

Perché ho sempre immaginato tanto: storie, persone, dialoghi, situazioni.
Le storie mi hanno fatto compagnia quando ero sola, mi hanno rallegrato quando ero triste… il mio cervello ormai parte in automatico con l’immaginazione. Quindi, ho pensato: perché non raccontarle anche agli altri? Potrebbero essere utili allo stesso modo anche a chi le legge.

Quali sono i tuoi autori preferiti e perché?

Ho un’adorazione per Agatha Christie, perché è stata la prima autrice di cui ho letto praticamente ogni cosa e il motivo per cui mi sono decisa a scrivere sul serio. Mi sarebbe piaciuto molto imitarla!
Ma, in realtà, mi è capitato di leggere qualsiasi tipo di libro e vado molto “a periodi” anche nella lettura. Tendo a non concentrarmi su un unico autore, ma a spaziare: ultimamente ho letto anche un sacco di autori emergenti o self.

Cartaceo o ebook: i pro e i contro di entrambi.

Il cartaceo è esteticamente più bello, ed è emozionante sfogliare fisicamente le pagine. Oltre al piacere di avere una libreria piena! Devo dire che per praticità e per risparmiare ultimamente affido molte delle mie letture all’e-book.

Ora parliamo dei tuoi libri. Quali sono? raccontaci un po’.

Finora ho scritto quattro romanzi più una breve biografia.
Vi lascio qui sotto le trame: essendo un’autrice self, si possono trovare tutti su Amazon.

LACRIME DI CIOCCOLATA
Olga è convinta che sia andato tutto secondo i piani, quando invita a cena gli amici di un tempo; non li vede da anni, ma può immaginare Eleonora sposata con l’amore della sua vita e Christian in giro per il mondo a spendere il denaro di famiglia, circondato da donne adoranti e dedito solo al divertimento. Eleonora però, sorprenderà tutti, rivelando qualcosa che nessuno di loro si aspetta, e tutto cambierà per sempre.

IL LAVORO PERFETTO
Fino a che punto puoi arrivare per il tuo lavoro?
Bianca è al settimo cielo alla firma del contratto, ma la sua vita personale le chiede presto il conto.
L’amore l’abbandona, gli amici si allontanano, la famiglia la critica, i colleghi la tradiscono… fino a farle perdere la testa.
Riuscirà a riconquistare tutto quello che ha perso, magari anche con gli interessi?

MxE
Matteo per Eva è l’amore più grande.
Lei crede di essere lo stesso per lui.
Ma la notte di Capodanno la lascia all’improvviso, gettandola nella più cupa disperazione e con la voglia di riconquistarlo a ogni costo.
Col tempo però, Eva scoprirà che non è tutto come sembra.
Né nel presente, né nel passato.

VORRESTI ESSERE ME?
Elettra odia tutti e non lo nasconde. Non vede l’ora di cambiare vita e sa che il 21 giugno sarà libera di andarsene da un ufficio che odia, senza neanche salutare. Quando arriva Luca, il nuovo collega, dovrà rimettere tutto in discussione: cederà ancora all’amore o procederà dritta per la sua strada?

A quale personaggio sei più affezionato e perché?

Non posso dire di essere affezionata a un personaggio più che a un altro: ognuno di loro è come un amico per me, e sono profondamente legata alla sua storia.

Hai mai avuto il blocco dello scrittore?

Sì, mi capita spesso di non riuscire a scrivere o, anche, di non avere voglia di farlo!
A volte, se ho un progetto da concludere, cerco di forzarmi, ma molto spesso risolvo il momento di vuoto leggendo molto, guardando film, ascoltando musica: insomma, circondandomi di storie altrui!

Quali sono i progetti per un futuro letterario?

Al momento sto scrivendo un racconto lungo per una rivista, ispirato a un romanzo di Agatha Christie. Il 3 maggio sarò a Torino perché ho vinto il concorso letterario per racconti di Spunto Edizioni, “Iniziamo da qui”. Ho in programma qualche presentazione dei miei romanzi e sto scrivendo un libro “a sei mani” con altre due autrici, Viviana Albanese e Sarah Arenaccio. Poi ho in mente due romanzi, ma la strada è ancora lunga. Diciamo che non ho il tempo di annoiarmi!

Intervista all’autrice Ylenia Luciani

Ciao Ylenia, benvenuta nel mio spazio virtuale. Raccontaci come è nato l’amore per la scrittura?
Ciao e grazie per avermi ospitata! Il mio amore per la scrittura nasce da piccola; amavo leggere e mi divertivo a scrivere favole, ma solo da una decina di anni ho cominciato a “sfruttare” la mia fantasia per il genere Romance, quello che più mi rappresenta.
Come nascono le tue storie?
Le mie storie nascono man mano che scrivo… all’inizio ho solo un’idea di ciò che voglio raccontare, ma, spesso, il tutto viene sovvertito strada facendo!
Perchè scrivi?
Scrivo perché è quello che mi comanda il cuore come per ogni passione, non si può eludere questa forza che ti chiama… non posso pensare di trovarmi davanti a un pc senza dare sfogo alla mia fantasia.
Quali sono i tuoi autori preferiti e perchè?
In realtà non ho un’autrice preferita… amo e leggo chiunque sia in grado di trasmettermi un’emozione, ma confesso di comprare ogni libro di Jai Crownove
Cartaceo e ebook: i pro e i contro di entrambi.
Leggo sia cartacei che eBook! Avendo pubblicato tre libri con una CE che lavora solo in digitale, mi sono dovuta convertire al Kindle e ne sono felice! Posso leggere tutti i romanzi che voglio a un prezzo contenuto, inoltre li posso portare sempre tutti dentro la mia borsa e aprirli dove voglio senza che nessuno sappia cosa stia leggendo. La carta, però, rimane sempre la carta… si vive anche di profumi, tatto e sensazioni e in questo il cartaceo rimarrà per sempre imbattibile!
Ora parliamo dei tuoi libri. Quali sono?
Il mio primo romanzo è uscito nel 2016 e si intitola Non chiedermi di baciarti, edito Emma Books. Incredibilmente è stato in classifica per sei mesi ai primi posti, così, nel 2017, è nato anche il sequel Non smettere di baciarmi. A giugno del 2018 è uscito “Perfettamente sbagliato” e, sempre nello stesso anno, a dicembre, ho voluto provare la strada del Self pubblicando “Perverso” e sono molto felice del successo che ha avuto.
Il primo maggio uscirà “Intoccabile” e spero tanto che vada bene come gli altri 😊😊😊
Nei miei romanzi troverete sempre un mix di sentimenti spesso contrastanti… amore, odio, gelosia e tanta passione. Ci sarà sempre una storia d’amore, ma anche un qualcosa di oscuro legato ai personaggi.
A quale personaggio sei più affezionato e perchè?
Amo tutti i miei personaggi indistintamente! Lo ho creati io e, in quanto tale, sono tutti i miei bambini adorati 😂😂… non saprei proprio chi scegliere 🤔🤔🤔
Hai mai avuto il blocco dello scrittore?
Fortunatamente fino a oggi non ho conosciuto il blocco dello scrittore! Ogni volta che scrivo una storia ne ho subito in mente un’altra! Prima o poi arriverà, temo, spero comunque di superarlo in breve tempo, magari leggendo dei buon libri!
Quali sono i progetti per un futuro letterario?
Come ho già detto sopra, il primo maggio uscirà Intoccabile, nel frattempo mi sto dedicando a una nuova storia che spero di far uscire a fine anno!
Grazie per il tempo che mi avete dedicato!
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Intervista all’autrice Elisa Fumis

5192ZcRHVOL._SX307_BO1,204,203,200_Ciao Elisa, benvenuta nel mio blog. tu hai pubblicato un libro intitolato Parole Sbagliate. di cosa parla?

Parole Sbagliate parla di un’aspirante scrittrice, Alice, che lavora in una libreria. Un giorno trova “Parole Sbagliate” tra i libri a metà prezzo. Ma non è un articolo in vendita: si tratta piuttosto di un oggetto contenente un messaggio in codice da risolvere. Quando entra un nuovo cliente, Giacomo, chitarrista in una rock band, iniziano ad accadere cose strane… I destini di alcuni dei personaggi presenti nel mio romanzo si intrecciano per dar vita a una storia carica di mistero, immaginazione e sentimento, dove anche le parole sbagliate hanno un grosso peso sulle sorti dell’umanità.

Come è nata questa storia?

Questa storia è nata da una canzone che conteneva dei numeri casuali, scelti soltanto per dare musicalità al brano. Ho pensato che sarebbe stato bello se in realtà ci fosse stato un codice con un vero significato. È proprio da un messaggio che la protagonista deve decifrare che inizia Parole Sbagliate. Per sviluppare ulteriormente la trama mi sono basata su una situazione personale che mi faceva soffrire, che avevo dentro da un po’ di tempo e che occupava troppo spazio; per liberarmene, ho sentito l’esigenza di scrivere questa storia e di condividerla con altre persone. L’ispirazione è venuta da sé, ascoltando i miei sentimenti. Ho pensato che avrei voluto trovare un libro “magico” per poter rimediare ai miei errori, alle mie parole sbagliate. Non ho avuto la possibilità di sistemare le cose, ma almeno mi sono presa una piccola rivincita sulla vita.

In che modo ti sei avvicinata alla scrittura e perchè?

Ho iniziato a scrivere a 6/7 anni e da quel giorno il mio sogno è sempre stato quello di affermarmi come scrittrice. Ho iniziato a farlo (e non ho intenzione di smettere) per fuggire da una realtà che mi feriva e rifugiarmi in un mondo senza dolore, senza cattiveria e senza solitudine. Da bambina realizzavo tanti testi di fantasia, accompagnati da buffi disegni. Volevo trasmettere le mie emozioni a qualcuno, farmi capire. Ora vorrei lasciare una traccia di me in questo mondo e posso farlo soltanto attraverso i miei racconti. Scrivere mi fa sentire viva.

Quando scrivi hai bisogno di silenzio o ti lasci accompagnare con le note di qualche musica?

Quando scrivo, proprio come quando leggo, ho bisogno di silenzio per potermi concentrare. Prima mi lascio trasportare dalle note di qualche musica per mettere in moto le idee e liberare la mia creatività, poi realizzo le mie opere in assenza di rumori.

A chi o a cosa ti ispiri quando scrivi?

Mi ispiro a esperienze che ho vissuto, a canzoni o immagini che mi fanno immaginare mondi fantastici, a ferite che mi hanno segnata o anche a sogni che trascrivo alla mattina. Un mio racconto breve, Sei Il Mio Angelo, è incentrato proprio su un mio sogno.

Progetti per il futuro?

In questo periodo sto scrivendo Il Mio Ragazzo Girasole, un romanzo fantasy/romance. È la versione estesa di una mia omonima flashstory, disponibile su Wattpad. Ci saranno pure dei riferimenti a Parole Sbagliate. Inoltre, mi piacerebbe riuscire a concludere un altro romanzo e alcuni racconti brevi lasciati in sospeso, realizzare la mia prima antologia di poesie o di storie brevi. Vorrei scrivere qualche spin-off o il prequel di Parole Sbagliate. I miei lettori desidererebbero un suo sequel oppure qualche suo racconto parallelo, quindi perché non provare ad accontentarli?

Intervista all’autrice Anna Fabrello

54256237_343052173000187_4928839271286046720_nChi è Anna la scrittrice e come è nata la passione per la scrittura?

Intanto grazie a te per questa splendida vetrina. La mia passione per la scrittura nasce da piccola. Per combattere la mia timidezza, fortissima all’epoca, la mia maestra delle elementari mi consigliò di tenere un diario segreto dove annotare le mie emozioni e quello che mi passava per la testa. L’idea mi è piaciuta subito tantissimo e da quel momento ho sempre scritto. Crescendo, la formula del diario si è modificata fino a quando, accanto ad essa, ho iniziato a scrivere racconti come formula catartica per esorcizzare e gestire emozioni forti che mi devastavano. Poi, lentamente, anche il mio rapporto con il racconto è andato modificandosi e adesso scrivo perché ho un sacco di storie che mi frullano in testa, personaggi che chiedono attenzione e vogliono prendere vita per dire la loro.

Hai scritto una raccolta di racconti del genere fantasy intitolato Otto sottili fili di fumo. Ce ne puoi parlare?

Otto sottili fili di fumo nasce dalla mia voglia di scrivere qualcosa che non fosse la classica raccolta di racconti, ma un’opera in cui tutti i racconti fossero legati tra loro in maniera particolare. Così mi è venuta l’idea dell’anziana donna che sfogliando il suo diario, ripercorre la sua vita e i suoi ricordi e che, consapevole dell’avvicinarsi della morte, lascia che sia il mondo a prendersi cura di loro, bruciandoli nel caminetto. Sarà un ragazzino che, ignaro e inconsapevole, raccoglierà le memorie dell’anziana recuperando i suoi racconti\ricordi. Mi piaceva l’idea di rappresentare il cerchio della vita, il continuo legame tra passato e presente che si può manifestare anche in forme inaspettate. Ovviamente, essendo io una patita di fantasy e magia, anche nella mia raccolta non poteva mancare quell’elemento.

Quali sono i tuoi autori preferiti?

Indipendentemente dal fatto che io scrivo primariamente storie ambientate in luoghi magici o con protagonisti dell’immaginario fantasy, amo molto gli autori di thriller: Lars Kepler, Jeffery Deaver, Donato Carrisi. Ovviamente leggo anche molto Fantasy: da Licia Troisi, a Terry Brooks; da Morgan Rhodes a Trudy Canavan, passando da Kerstin Gier.

Scrivere è… 

Vivere di emozioni.

Quali sono i personaggi delle tue storie a cui ti sei affezionata di più?

Non ne ho uno preferito, li ho amati e li amo tutti. Mi piace molto l’anziana Katie di ‘Otto Sottili Fili di Fumo’ forse perché è in parte lo specchio di come mi immagino io quando arriverò al momento conclusivo della mia vita.

Libro cartaceo e e-book: i pro e i contro di entrambi

Beh diciamo che secondo me, il libro cartaceo ha il fascino ancestrale della carta stampata, delle lettere forgiate sul foglio, il profumo di quelle stesse pagine mai aperte e la magia dell’attimo i cui gli occhi si posano su parole sconosciute. L’e-book ha il vantaggio di essere più fruibile economicamente, di essere più leggero e comodo da trasportare ovunque, può diventare un ottimo compagno di viaggio. In un piccolo spazio puoi portare mille libri di ogni dimensione e lunghezza. Per una divoratrice di storie come sono io, è stata una manna dal cielo!

Progetti per il futuro?

Attualmente alcuni miei scritti brevi sono stati inseriti in un progetto chiamato CARTASTORIE, un distributore automatico di racconti di vari generi che verrà inaugurato e presentato a Roma il 31 Marzo di quest’anno. Si tratta di veri e propri distributori che, però, non elargiranno merendine o bibite fresche, ma un racconto breve e inedito. Dall’inizio di aprile, questi verranno posti in luoghi strategici urbani (stazione metro, poste, sale d’attesa), nei quali chiunque voglia, per ingannare l’attesa potrà selezionare un genere di suo gradimento (giallo, fantasy, comico, fumetto ecc.) e vedersi stampato all’istante un breve racconto tra quelli che saranno in archivi. Sono entusiasta di questo progetto!

Parallelamente sto seguendo un progetto in collaborazione con un fotografo romano: mi ha contattato chiedendomi se ero d’accordo nel lasciargli utilizzare uno dei miei racconti presente in ‘Otto Sottili Fili di Fumo’ per fare una mostra specifica. Ovviamente ho acconsentito e con la mia Casa Editrice abbiamo concordato che per questa occasione, il racconto oggetto della mostra verrà rieditato, assumerà vita propria e diventerà un libretto a sé stante. La mostra verrà presentata, in abbinata al libro, in diversi locali di Roma e poi approderà a Ivrea (TO), nella mia zona. Il progetto è ancora in fase di lavorazione, quindi le date di uscita non sono ancora state definite, ma si concluderà tutto nei prossimi mesi… spero prima dell’estate!

Intervista all’autrice Mathilda Blake

Ciao Mathilda, benvenuta nel mio blog. Parlaci un po’ di. Chi é Mathilda scrittrice? Ho visto che pubblichi per la casa editrice Mondadori. Parlaci del tuo approccio con la Mondadori.

Sono un’autrice a tempo pieno (nel senso che scrivo per lavoro) sia con il mio vero nome Mathilde Bonetti, con cui firmo i miei romanzi per ragazzi e per bambini con Mondadori e Piemme, sia con lo pseudonimo Mathilda Blake, che invece uso per i miei romance storici come L’Irresistibile e L’Indimenticabile. Ho pubblicato un’ottantina di opere e quando non scrivo come autrice, traduco. Inoltre, scrivo per alcune riviste. Sono state proprio le collaborazioni con i giornali il mio trampolino di lancio in Mondadori, perché da ragazza, appena uscita dal liceo, avevo iniziato a scrivere per Starbene e DonnaModerna. Da lì, mi sono proposta per le traduzioni visto che sono bilingue e siccome piaceva come scrivevo, quando ho iniziato a fare le mie proposte editoriali, ho avuto la fortuna di trovare qualcuno pronto a prenderle in considerazione. Il mio primo libro, tuttavia, non è Mondadori: avevo 23 anni e l’ho pubblicato con un editore minore quando ancora facevo la giornalista.
Come nascono le tue storie?
Le mie storie nascono sempre da un’idea, da un sogno a occhi aperti. Immagino una storia e poi la propongo ai miei capi. Se piace, mi danno l’ok per scriverla.
A quale personaggio delle tue storie sei legata e perché?
Non ho un personaggio al quale sono più legata: ogni volta mi innamoro dei protagonisti che vado a creare per questa o per quella storia. Nei miei romance L’Irresistibile e L’Indimenticabile ad esempio, adoro il protagonista maschile, perché assomiglia in modo viscerale al mio amore.
Come è nato l’amore per la scrittura?
Questa è una domanda bellissima per me… Ero a scuola davanti al mio primo libro scelto autonomamente: I misteri della giungla nera. Lo leggevo tutto d’un fiato e la sera, a letto, mi rivedevo le scene come fossero un film nella mia mente. Ricordo di aver pensato che se mai fossi riuscita a scrivere qualcosa in grado di emozionare i lettori quanto Salgari stava emozionando me, non sarei passata su questa Terra invano. E’ nata così la mia passione per la scrittura e da quel giorno, a chiunque mi chiedesse cosa volevo fare da grande, rispondevo: la scrittrice!
Progetti futuri in campo letterario?

Ho appena terminato un nuovo romance, che uscirà a giugno, sempre con Mondadori. Quello stesso mese, uscirà un mio nuovo libro per ragazzi con Piemme – Il Battello a Vapore. Per dicembre devo scrivere un nuovo romance storico ambientato nella Russia dell’Ottocento.

Intervista all’autore Rocco Roberto

Ciao benvenuto nel mio blog. Come è nato l amore per la scrittura?

Nasce dalla condivisione di questa passione, che avevo già in me ma non era mai “esplosa”, con una mia cara amica, che oggi non c’è più. Ho seguito il suo esempio , trovando coraggio e tempo per raccontare storie che mi si muovevano timide dentro.

Parliamo del tuo libro. Come nasce?

Quando eri qui con me, il mio primo romanzo, nasce come una storia che potesse raccontare di un Amore adultero, apparentemente sbagliato ma che non ha nulla a che vedere con le storie adultere medie di cui sentiamo ogni giorno. Nasce insomma come l’esigenza di notare che spesso anche nelle storie che, in media, vengono considerate sbagliate, può nascondersi qualcosa di positivo per chi le vive. I sogni che restano, secondo romanzo, nasce da un’esperienza autobiografica, la perdita di una cara amica. E’ un romanzo che tocca temi come l’elaborazione del lutto, il distacco, l’esigenza di reinventarsi e riscoprirsi dopo un’esperienza forte come la perdita di una persona cara.

Scrivere è… (concludi la frase)

E’ dar voce, per me, a personaggi che nascono dentro di me, che nascono dalla contaminazione del mondo che mi sta intorno con la mia sensibilità, la mia fantasia, i miei stessi sentimenti. E’ liberare queste voci che mi urlano dentro e con le loro storie chiedono al lettore di riconoscere nelle pieghe di queste stesse storie qualcosa di loro.

Quali sono gli autori che prediligi è perché?

Sono affascinato dalla scrittura di Proust che riesce ad essere ad immagine e somiglianza dell’animo dei protagonisti. Ma leggo con trasporto, tra i contemporanei, Bisotti e Gramellini, per l’empatia con la quale raccontano le storie dei loro personaggi facendo della scrittura un filo di Arianna per districarsi negli intrichi delle anime dei personaggi che creano.

Ti é mai capitato di dover fare i conti con il classico blocco dello scrittore?

Sì, eccome. E’ un’esperienza di impotenza che tuttavia ti invita a fermarti e ti stimola a trovare il modo per ripartire. Non credo sia un blocca a caso, credo che nel concepimento del romanzo o comunque di quanto si scrive, serva eccome.

Qual è il personaggio del tuo romanzo che ti ha colpito maggiormente? Perché?

Sono colpito e legato ad Adriano, presente in entrambi i miei romanzi. Si tratta di un uomo di quarant’anni, un aviatore, single, benestante, affascinante, il classico sciupafemmine che tuttavia nel mio secondo romanzo mette a nudo, grazie all’incontro con la protagonista, Sofia, la sua anima, riscoprendosi, con sua assoluta sorpresa, tutto quanto nemmeno lui pensava di essere e di poter provare. Ci sono molto legato perché è nato come un personaggio di fantasia che tuttavia grazie alla scrittura creativa ha fatto un percorso di crescita personale non indifferente, con uno spessore psico-emotivo che ha stupito me stesso. Dell serie che mi sono ritrovato a dar ragione a quegli scrittori che sostengono che i personaggi vivono di vita propria.

Cosa deve fare uno scrittore per diventare un buon scrittore?

Se lo sapessi, lo sarei anch’io. Scherzo. Penso che non si debba mai chiudere nella sua scrittura. Che debba leggere tantissimo e rileggersi tantissimo. Non accontentarsi mai di quanto butta giù, di getto. Che debba essere un buon osservatore della realtà e soprattutto dell’uomo, dei suoi sentimenti, delle sue emozioni, delle sue paure come delle sue gioia perché oggi c’è un gran bisogno di essere “ascoltati” ed io credo che le belle storie, in letteratura, nascano da un attento ascolto delle vite altrui, che a loro volta danno vita a storie che sanno farsi ascoltare dal lettore che a sua volta troverà in quelle storie qualcosa per sé, per mettere passi avanti nel suo percorso personale.

Che rapporto hai con i lettori?

Amo confrontarmi con i lettori dei miei romanzi quando ne ho modo perché non mi sento arrivato e credo di aver bisogno delle critiche più spietate, a tutti i livelli. Per crescere e migliorarmi in questa passione. Ben venga, poi, ricevere letture positive che cambiano da lettore a lettore.

Quali sono i tuoi progetti in campo letterario?

Sto vivendo proprio la fase del blocco dello scrittore di cui parlavamo poco fa. Sono su un terzo romanzo da un po’. Diciamo che cerco appunto di trarre profitto da questo blocco per cercare di capire in che direzione portare la storia già avviata ma soprattutto per rivedere, forse, il modo in cui vado a raccontarla. Nel frattempo mi sto dedicando di tanto in tanto alla scrittura di alcuni racconti che hanno come trait d’union l’Amore in tutte le sue forme.

Intervista all’autrice Lily Rose

www.mondadoristore.itCome è nato l amore per la scrittura?

Sin da bambina… ogni volta che dovevo scrivere un tema a scuola, il tempo non bastava mai! Da adolescente scrivevo un diario che racchiudeva il mio mondo, i miei segreti, i miei racconti.

Parliamo del tuo libro edito da Lettere Animate dal titolo Vivienne: da escort a moglie “imperfetta”. Come nasce?

Il romanzo è nato ben otto anni fa ed è rimasto sospeso nel limbo per tanto tempo, finché ho preso il coraggio e trovato il tempo per finirlo. In realtà prima di approdare a Lettere Animate, avevo pubblicato il romanzo con un’altra casa editrice. Ho avuto alcune divergenze con la ce in questione ed ho rescisso il contratto. Con Lettere Animate il romanzo ha preso un’altra piega, ed è uscita un’edizione rieditata, ricca di nuovi contenuti e curata.

Scrivere è…

la possibilità di fuggire in un mondo parallelo che rispecchia il tuo IO.(concludi la frase)

Quali sono gli autori che prediligi è perché?

Non ho dei generi prefissati, leggo di tutto ma non amo i romanzi storici né di fantascienza. Adoro Sophie Kinsella e Jojo Moyes. Mi piace comunque spaziare tra vari generi ed autori.

Ti é mai capitato di dover fare i conti con il classico blocco dello scrittore?

Certo! Il romanzo è rimasto nel cassetto per sette anni. Poi è scattata una molla interna e l’esigenza di portare a termine il progetto.

Qual è il personaggio del tuo romanzo che ti ha colpita maggiormente?

Adoro Andrew, il marito della protagonista, perché ama incondizionatamente la moglie, nonostante sia cambiata molto. Vivienne, la protagonista, può sembrare una donna frivola ed antipatica all’inizio, ma credo che molti dei suoi atteggiamenti possano rispecchiare le donne della società attuale. È comunque una donna fragile che ha subito un forte traume.

Cosa deve fare uno scrittore per diventare un buon scrittore?

Allenarsi e avere l’umiltà di mettere in discussione ciò che sta scrivendo, accettando le critiche che lo aiuteranno a migliorarsi.

Che rapporto hai con i lettori?

Mi piace conoscere la loro opinione, soprattutto da parte di persone che non mi conoscono e che possono dare la propria opinione senza filtri. Sarebbe bello poter incontrare chiunque abbia dedicato del tempo nella lettura del romanzo!

Se Vivienne: da escort a moglie “imperfetta” fosse una canzone, quale sarebbe?

Fix you dei coldplay

Come mai stai valutando l autopubblicazione?

perchè le piccole case editrici contribuiscono poco alla promozione dei libri, non danno visibilità agli scrittori che spesso vengono percepiti solo come mera fonte di guadagno. Non mi riferisco alla mia ce in particolare, ma sto vedendo succedere cose assurde! La ce guadagna sul lavoro dello scrittore che percepisce cifre irrisorie… nel mio caso 1,25 cent per ogni libro venduto….

Quali sono i tuoi progetti in campo letterario?

Ho iniziato il seguito del romanzo. Ora però ho messo da parte la scrittura per dedicarmi alla promozione del romanzo, che non credevo fosse cosi impegnativa! Sto inoltre valutando l’opzione del self publishing.

Intervista all’autrice Melissa Pratelli

Benvenuta nel mio spazio cibernetico. Chi è Melissa? Descriviti in poche righe.
Grazie mille per quest’intervista. Descrivermi in poche righe non è facile, non so mai da dove cominciare e cosa dire o omettere. Diciamo che Melissa è una romantica, con la testa per aria e mille storie in mente. È una a cui piace fantasticare e immaginarsi in nuovi luoghi e situazioni.
Parlaci brevemente dei tuoi romanzi.
I miei romance hanno tutti un punto in comune: il lieto fine. Senza quello, proprio non ci so stare. Diciamo che quando scrivo, cerco sempre di trasmettere un messaggio positivo su quanto l’amore possa aiutarci a superare i momenti più difficili. Per le tematiche spazio dall’amicizia profonda che poi diventa amore, come in Ancora un po’ di Charlie; dal bullismo e la malattia, come in Dillo alla luna; dalla perdita alla depressione come accade in È tutto qui. In ogni circostanza, è l’amore ad aiutare i protagonisti.
Quando e come hai cominciato a scrivere?
Ho cominciato a buttare giù le prime cretinate quando ero adolescente, ma il momento in cui mi sono cimentata in qualcosa di più concreto è stato all’università. Avevo bisogno di evadere un po’, di uscire dalla mia pelle e così ho iniziato a scrivere la mia prima storia.
Scrivere è...
Sognare, ridere, soffrire, gioire. Scrivere è un modo di evadere.
Quali sono gli autori che più ti appassionano?
Prima fra tutti Colleen Hoover, lei è il mio modello per quanto riguarda il genere romance. Amo molto anche Jennifer Armentrout, Abbi Glines e L.A Casey.
Quando scrivi hai bisogno di silenzio o ti lasci accompagnare con le note di qualche musica?
Per scrivere ho bisogno di silenzio e concentrazione, ma la musica ha un ruolo molto importante perché mi ispira e aiuta a elaborare certe scene.
Cartaceo ed ebook. I pro e i contro di entrambi.
L’ebook è sicuramente il formato più diffuso. Ha di positivo che è più economico (almeno nella maggior parte dei casi), che in un solo piccolo dispositivo puoi avere tutti i libri che vuoi e portarli sempre con te. Di contro, per me, non c’è nulla che sia bello quanto lo sfogliare un libro fatto di carta e inchiostro. Vogliamo poi parlare della bellezza di avere una grande libreria piena di volumi cartacei?
Quali sono i tuoi sogni da scrittrice?
Mi piacerebbe poter continuare a sognare e far sognare con le mie storie e vorrei tanto, un giorno, poter vivere solo di questo.
I lettori cosa pensano dei tuoi romanzi?
Questo dovremmo chiederlo a loro! In generale, ho ricevuto molti riscontri positivi per i miei romanzi, ma si sa, ci sono anche quelli negativi perché, naturalmente, non si può piacere a tutti.
Progetti per il futuro?
Tante nuove storie che aspettano solo di essere messe su carta!

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Intervista all’autrice Anna Leone

51d+AmO56mL._SX373_BO1,204,203,200_Benvenuta nel mio spazio cibernetico. Chi é Anna? Descriviti in poche righe.

Grazie mille per l’accoglienza! Sono una persona forse un po’ complicata, presa da mille attività e dai mille interessi. A volte mi sento come un vulcano in continua eruzione di idee che mi scoppiettano per la testa.

Parlaci brevemente dei tuoi romanzi.

“La tua ombra su di me” è il mio primo romanzo. È la storia di Marta che, dopo una serie di eventi drammatici riesce a trovare la forza dentro di sé e ad andare avanti. È un romanzo introspettivo e credo faccia riflettere molto. Ecco cosa ha scritto una lettrice: “Mi ha emozionata la protagonista che pur avendo subito un dolore forte quale è la perdita di un figlio, riesce alla fine a dare un esempio di positività e di voglia di vivere nonostante tutto”.

Quando e come hai cominciato a scrivere?

Ho incominciato a scrivere praticamente già alle elementari quando nascevano le mie prime storie fantasy e non ho mai smesso.

Scrivere è…

La mia passione. Così come leggere. Per me le due cose si completano a vicenda. Inoltre per me scrivere è forse l’unico modo per esprimere me stessa e tutto un mondo interiore a cui altrimenti non riuscirei a dare vita attraverso la “parola detta”.

Quali sono gli autori che più ti appassionano?

Sono tanti. Ho adorato l’Allende. Provo profondo rispetto per Eco. Leggo con piacere Pennac, Benni, Gamberale, Carcasi, Kinsella,

Quando scrivi hai bisogno di silenzio o ti lasci accompagnare con le note di qualche musica ?

Di solito preferisco il silenzio anche se la musica mi ispira molto. Come si vede anche in entrambe le mie opere, alcuni brani musicali e i loro testi sono un importante elemento nel mio processo creativo.

Cartaceo ed ebook: i pro e i contro di entrambi.

Come lettrice preferisco il cartaceo, anche se compro non di rado anche ebook. Adoro il libro come oggetto di per sé, mi piace sfogliare le pagine, trovare un bel segnalibro, ma è innegabile la praticità degli ebook. Mi è capitato di fare qualche volo con un semplice tablet in borsa che mi ha consentito di leggere, credo tre/quattro libri di vario genere, cosa che mi sarebbe stata quasi impossibile con il cartaceo.

Quali sono i tuoi sogni da scrittrice?

Mi piacerebbe dare la possibilità alle mie storie, a Marta di farsi conoscere in modo capillare, di poter raggiungere tanti lettori che neanche sanno della sua esistenza. Utopia?

I lettori cosa pensato dei tuoi romanzi?

Ho ricevuto molte critiche positive dai lettori di “Alba e tramonto spesso non si distinguono bene. Ritratti di assenze” che mi hanno dato forza e entusiasmo a continuare su questa strada. È stata un’emozione bellissima vedere come ogni singola persona abbia letto la “sua storia” tra le mie righe. Mi ha riempito il cuore di gioia. “La tua ombra su di me” è uscito da poco, finora però ho raccolto tante parole di entusiasmo e gradimento. Spero di continuare così.

Progetti per il futuro?

Vorrei scrivere un chick lit. È un genere letterario che leggo con grande piacere. Ho tanta voglia di trasmettere ancora del romanticismo accompagnato da un bel pizzico di ironia. Questa, credo, sarà la mia prossima sfida dal punto di vista della scrittura.